Martedì 18 Giugno 2024
L'allarme dell'Osservatorio sull'erosione, che contesta le opere previste in mare


"I pennelli di Santa Teresa distruggeranno la costa: a rischio le spiagge fino Alì Terme"

di Andrea Rifatto | 30/05/2021 | ATTUALITÀ

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Il progetto per la costa di Santa Teresa

"Con questo intervento il presidente della Regione, Nello Musumeci, dà il via alla distruzione del litorale della costa jonica e saranno a rischio anche le spiagge dei comuni vicini”. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio sull’erosione delle spiagge della provincia di Messina insieme a Legambiente Nebrodi, che contesta le opere di salvaguardia della costa di Santa Teresa di Riva che verranno realizzate nei prossimi mesi. Il Comune ha infatti ottenuto un finanziamento regionale da 10,6 milioni di euro per un intervento di contrasto all’erosione costiera, progettato durante la sindacatura di Cateno De Luca, che prevede la realizzazione di 14 pennelli in massi naturali di natura lavica, dislocati uno ogni 250 metri, composti da due tratti, un primo emerso diretto lungo la direzione Nord-Est ed un secondo tratto soffolto che si sviluppa parallelamente alla fascia costiera, e il successivo il ripascimento emerso del litorale per una lunghezza di 3,3 chilometri e quello sommerso nei tratti intermedi tra i vari pennelli, mediante la realizzazione di barre soffolte, con circa 80.000 metri cubi sabbia proveniente dal torrente Savoca. Progetto esecutivo e lavori sono stati appaltati in forma integrata al “Consorzio Ciro Menotti” di Ravenna per l’importo totale di 5,8 milioni di euro e attualmente è in fase di redazione l’elaborato, mentre le opere dovrebbero partire dopo l’estate.

Secondo l’Osservatorio sull’erosione, curato da due esponenti dell'ambientalismo siciliano, Enzo Bontempo e Salvatore Granata, impegnati da oltre trent’anni nell'analisi del fenomeno e nella divulgazione delle conoscenze e delle esperienze acquisite, questo tipo di intervento definitivo di difesa rigida “ci riporta indietro di mezzo secolo e non tiene in nessun conto non solo dell'opinione della comunità scientifica, ormai universalmente contraria a questa tipologia di interventi ritenuta obsoleta, ma nemmeno dell’esperienza e dai risultati disastrosi che queste opere hanno provocato su quei litorali della provincia di Messina, dove questa modalità di interventi è stato messa in atto”. Secondo Bontempo e Granata, visto che i pennelli di massi di cava hanno la funzione di bloccare il trasporto litoraneo della sabbia, ciò si ripercuoterà nella spiaggia adiacente dove, a causa del mancato apporto di sabbia, si innescherà l'erosione provocando un dissesto a catena che si estenderà per tutto il litorale della riviera jonica: “I primi ad essere danneggiati da questo intervento, oltre quella di Santa Teresa - denunciano - saranno le spiagge di Furci Siculo, Roccalumera, Nizza di Sicilia e Alì Terme. Sarà l’ennesimo scempio ambientale e paesaggistico che abbiamo già visto sul versante tirrenico, l’ennesimo spreco di risorse pubbliche per opere inutili e dannose, un degrado del litorale che avrà ripercussioni sulle attività economiche legate al turismo balneare”. Per l’Osservatorio sull’erosione “gli unici a guadagnarci saranno tutti quelli che ruotano attorno alla famigerata ‘industria dell’emergenza', in quanto con decisioni come questa si apre un banchetto che macinerà milioni e milioni di euro per tanti anni”.

 

Più informazioni: progetto costa santa teresa  


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