Lunedì 30 Novembre 2020
Gli amministratori potrebbero intervenire in attesa che si risolva la problematica


I bagnini? Li paghino sindaco e assessori. Le anomalie nel bando di gara del Comune

di Andrea Rifatto | 15/09/2019 | ATTUALITÀ

1442 Lettori unici

La Giunta comunale di S. Teresa

Vedremo mai i nostri soldi? È ciò che si chiedono i 22 bagnini che per oltre due mesi hanno lavorato come addetti al servizio di vigilanza e salvataggio in mare sulla spiaggia libera di S. Teresa di Riva e che non possono ricevere le loro spettanze per le problematiche che riguardano il Corpo Volontario di Soccorso in Mare. Noi lanciamo una proposta: siano gli amministratori comunali a pagarli. Al momento del versamento dell’acconto da 14mila 290 euro da parte dell’Ente, infatti, la Ragioneria si è dovuta fermare perché è emersa una cartella da 26mila euro di Equitalia nei confronti del Cvsm e dunque il Comune ha dovuto sospendere la procedura avvisando la società di riscossione affinché proceda al pignoramento. Il Corpo Volontario di Soccorso in Mare sta lavorando con il proprio avvocato per impugnare l’atto davanti al giudice per sbloccare le somme ma i tempi saranno lunghi e nel frattempo i bagnini non potranno essere retribuiti. Proponiamo dunque che il sindaco Danilo Lo Giudice, che è anche parlamentare regionale, e gli assessori della sua giunta utilizzino le indennità che ricevono mensilmente versando le spettanze direttamente ai bagnini: sul totale dell’affidamento del servizio di salvataggio, pari a 28mila 581 euro, circa la metà, 14-15mila euro, è la parte destinata agli addetti. Dunque potrebbero essere sufficienti un mese o poco più di indennità di Lo Giudice da deputato Ars (circa 10mila euro netti mensili) e un mese delle indennità degli assessori. Somme che potrebbero essere donate al Comune o direttamente ai guardaspiaggia: sarebbe un bel gesto nei confronti di concittadini che hanno garantito il servizio, apprezzato dai bagnanti sia del posto che turisti, e contribuito a migliorare l’immagine del paese, per ovviare alle vicissitudini dell’associazione affidataria che si ritrova con pochi euro in cassa e non è in grado di pagare i propri soci. E magari anche un modo per ovviare ad alcune anomalie presenti nel bando di gara del servizio e che hanno contribuito a generare la problematica del mancato pagamento. Vediamo quali.

Il bando di gara predisposto al Comune, redatto dal direttore dell’Area Polizia municipale, il capitano Diego Mangiò, all’articolo 11 indicava i requisiti da possedere per partecipare alla procedura, ossia quelli di idoneità professionale, di capacità economica e finanziaria e di capacità tecnica e professionale, così come previsto dall’articolo 83 comma 1 del D. Lgs. 50/2016 (Codice degli appalti). Ci soffermiamo in particolare sulla capacità economica e finanziaria. La norma prevede che essa può essere provata mediante una o più delle seguenti referenze: idonee dichiarazioni bancarie o, se del caso, comprovata copertura assicurativa contro i rischi professionali; presentazione dei bilanci o di estratti di bilancio, qualora la pubblicazione del bilancio sia obbligatoria in base alla legislazione del paese di stabilimento dell'operatore economico; una dichiarazione concernente il fatturato globale e, se del caso, il fatturato del settore di attività oggetto dell'appalto, al massimo per gli ultimi tre esercizi disponibili in base alla data di costituzione o all'avvio delle attività dell'operatore economico, nella misura in cui le informazioni su tali fatturati siano disponibili. Il Comune di S. Teresa, invece, chiedeva soltanto di “aver gestito, regolarmente e con buon esito, nelle tre stagioni balneari precedenti almeno un servizio di salvataggio a mare, a favore di enti pubblici e/o operatori privati, per un importo minimo pari all'importo posto a base di gara”. Dunque, al contrario di quanto previsto dal Codice degli appalti, non era richiesta una dichiarazione bancaria o comprovata copertura assicurativa contro i rischi professionali o il raggiungimento di una determinata soglia di fatturato che nel caso delle associazioni (che non hanno obbligo di bilanci) la giurisprudenza afferma vada intesa come misura dei corrispettivi percepiti in corrispondenza dell’offerta di determinate prestazioni: referenze che probabilmente avrebbero consentito di ovviare alla problematica di carattere debitorio emersa adesso, visto che il Corpo Volontario di Soccorso in Mare ha sul proprio conto corrente soltanto 15 euro.

Più informazioni: pagamento bagnini s. teresa  


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.