Mercoledì 24 Febbraio 2021
L'Oasi 'Maria SS', dove si curano malattie rare, rischia la chiusura per carenza di fondi


Grido d’allarme dal comprensorio jonico per salvare il Centro riabilitativo di Troina

di Redazione | 05/12/2015 | ATTUALITÀ

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L'Irccs “Oasi Maria SS.” di Troina,

La paventata chiusura di un’eccellenza sanitaria come l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per il ritardo mentale e l’involuzione cerebrale senile (Irccs) “Oasi Maria SS.” di Troina (Enna), struttura ad alta specializzazione che si è distinta in campo nazionale ed internazionale sia per lo specifico modello di intervento, che per gli studi e le ricerche scientifiche effettuate nei campi delle disabilità intellettive, per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare, rischia di privare numerose famiglie siciliane di importanti servizi medici. La questione nasce da un grave squilibrio finanziario dell’Istituto generato dal mancato versamento delle somme di competenza da parte dall’assessorato regionale della Famiglia e di quello della Salute. Da tre anni, infatti, l’Irccs “Oasi Maria SS.” attende il rinnovo della convenzione stipulata nel 2009 e scaduta nel 2012, con la quale venivano riconosciute e remunerate dalla Regione le funzioni assistenziali svolte a favore degli utenti e dei loro familiari. Servizi erogati, tra l’altro, con notevoli risparmi finanziari al Servizio sanitario regionale, in quanto concentrati in un unico ente piuttosto che distribuiti in strutture sparse sul territorio dell’Isola. L’Oasi ha continuato ad erogare le funzioni assistenziali secondo il modello in uso presso l’istituto, assumendo a proprio carico gli oneri relativi ai tre anni, anche perchè da parte della Regione Siciliana non è mai arrivato alcun provvedimento di sospensione delle prestazioni. Una situazione che nel tempo ha comportato un notevole squilibrio finanziario nel bilancio dell’ente. A ciò si aggiunge un altro danno finanziario per l’Irccs, determinato dal mancato riconoscimento legato al non abbattimento tariffario che spetta agli ospedali che effettuano ricoveri di riabilitazione con “codice 75”, ovvero quegli istituti che hanno come specificità la presa in carico di pazienti affetti da patologie croniche e, spesso, degenerative, gravi, al punto che le linee guida nazionali prevedono una durata del ricovero che, in alcuni casi, può estendersi anche fino ad un anno. Il non abbattimento tariffario, oltre i valori soglia indicati, è espressamente previsto nella relazione tecnica ministeriale che accompagna il c.d. decreto Balduzzi ed in tal senso si sono determinate altre regioni italiane. Una vicenda che è diventata tra l’altro anche paradossale perché, dall’assessorato della Sanità ufficialmente è stato comunicato che la struttura di Troina non è soggetta ad abbattimento tariffario oltre i valori soglia. Un mancato riconoscimento che crea nel bilancio dell’istituto di ricerca una perdita annua di circa 3,5 milioni di euro, che da giugno 2013 ad oggi ha portato ad un indebitamento complessivo per oltre 7 milioni di euro, a cui sommare i 4 milioni annui delle funzioni assistenziali non riconosciute dall’assessorato della Famiglia d’intesa con quello della Salute. Da tutta la Sicilia, nelle ultime settimane, sono partire richieste e petizioni da parte delle famiglie che hanno persone in cura presso l’Istituto di ricovero di Troina.

Il grido d’allarme per dire no alla chiusura dell’importante centro è stato lanciato anche dalla riviera jonica messinese: sono diversi, infatti, i pazienti, sia bambini che adulti, provenienti da Francavilla di Sicilia, Letojanni, Sant’Alessio Siculo, S. Teresa di Riva e altri comuni che si recano periodicamente a Troina per sottoporsi a cure, terapie e controlli. Si tratta di soggetti affetti da problemi neuropsichiatrici, epilessie, malattie rare che trovano nell’Irccs uno dei pochi centri in Italia che rappresenta un grande punto di riferimento per tante famiglie in grande difficoltà nonché un fiore all'occhiello per la Sanità Siciliana. Genitori e parenti chiedono di non potete ignorare questa realtà né le esigenze dei pazienti e hanno avviato una raccolta firme a per scongiurare la chiusura del centro. La petizione online (clicca qui per visualizzarla) ha già raggiunto quota 6.700 sostenitori ma le adesioni continuano a giungere numerose ogni giorno.
Nei giorni scorsi, a sostegno delle richieste dell' Oasi Maria SS., sono arrivati risultati positivi da parte della Regione. La Giunta Crocetta ha infatti dato il via libera al riconoscimento parziale delle cosiddette funzioni assistenziali per gli anni 2014 e 2015, risorse che l'istituto vantava nei confronti dell'amministrazione regionale dal 2012, da quando cioè è scaduta l'ultima convenzione triennale. Da parte dei vertici aziendali dell'Oasi è stata manifestata soddisfazione per una rinnovata attenzione della Regione alle esigenze dell’Irccs e dei suoi assistiti. Si attende adesso una soluzione definitiva del problema, al fine di trovare risposte e azioni concrete su un'altra questione ancora irrisolta, ovvero far rientrare la struttura di Troina nel perimetro del non abbattimento tariffario che spetta agli ospedali che effettuano ricoveri di riabilitazione con “codice 75”, mancato riconoscimento che crea mancate attribuzioni finanziarie per tre milioni di euro all'anno. Su questa tematica ci sono state già delle interlocuzioni politiche con il sottosegretario alla Salute, On. De Filippo, mercoledì scorso a Roma. Seguirà un ulteriore incontro giorno 9 dicembre nel capoluogo romano per un confronto e approfondimento con i funzionari del Ministero della Salute.


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