Martedì 06 Dicembre 2022
Il Comune deve versare 28mila euro e chiede agli altri di saldare i loro debiti


"Giudice di pace? Non paghiamo le quote, ecco perchè". La "ritorsione" di S. Teresa

di Andrea Rifatto | 09/02/2020 | ATTUALITÀ

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L'intervento dell'assessore Miano ad Alì Terme

Le quote per la gestione del giudice di pace di Alì Terme? Le pagheremo quando tutti i comuni ci verseranno quelle per i canoni di affitto del Centro per l’impiego. È quanto si sono sentiti dire dall’Amministrazione comunale di Santa Teresa di Riva i sindaci di altri 16 Comuni durante l’incontro svoltosi nei giorni nell’aula consiliare aliese per discutere delle criticità per il mantenimento dell’Ufficio del giudice di pace di Alì Terme, prima tra tutte i mancati pagamenti da parte dei Comuni di quanto stabilito nel 2015, ossia una quota fissa di 1.294,11 euro annui, pari al 40%, e il restante 60% secondo il criterio di 0,869 euro per abitante. Santa Teresa deve versare all’Unione dei Comuni Valli Joniche dei Peloritani, che gestisce il presidio giudiziario, 18mila 916,72 euro per il periodo 1 aprile 2017-31 marzo 2019 e, se dovesse continuare a non pagare, al 31 marzo di quest’anno il debito salirà a 28mila 375 euro. “È importante che il giudice di pace rimanga aperto, è un servizio di giustizia che diamo ai cittadini – ha detto alla riunione l’assessore Annalisa Miano in rappresentanza del Comune di Santa Teresa – ed è vero quanto dice il presidente dell’Unione Davide Paratore riguardo le quote, ma già al precedente incontro avevamo detto che i Comuni ci devono 100mila euro per il Centro per l’impiego di Santa Teresa: siamo disponibili a mettere le quote per il giudice di pace ma fino ad oggi non le abbiamo versate per questo motivo, perché tutti, esclusi Pagliara e Mandanici, devono versarci ingenti somme e ci stiamo facendo carico noi dei canoni di affitto, perché i proprietari dell’immobile vengono saldati e Santa Teresa dà un servizio che deve essere pagato da tutti”. Il Centro per l’impiego ha competenza su 17 comuni tra Scaletta e Sant’Alessio e da tempo Santa Teresa ha difficoltà a riscuotere le quote dovute.

Una sorta di ritorsione, dunque, quella attuata dall’Amministrazione comunale santateresina, che ha lasciato sbalorditi diversi sindaci. “Abbiamo mandato anche le lettere ai Comuni, che non hanno risposto, e questo è irrispettoso perché sarebbe magari bastata una telefonata per far presente di essere in difficoltà con le casse e vedere cosa fosse possibile fare – ha concluso l’assessore Miano – invece siamo qui a discutere sempre delle stesse cose e non troviamo la soluzione. Ribadisco che il giudice di pare deve rimanere aperto, ma la nostra quota sarà versata quanto riceveremo quelle per il Centro per l’impiego”. Una tesi che anche il sindaco Danilo Lo Giudice aveva esposto in passato e che è stata quindi ribadita dal componente della sua Giunta. Si vedrà se il messaggio è stato recepito.


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