Martedì 19 Novembre 2019
Il Tar accoglie il ricorso della Tecnis. Il parere della Soprintendenza rimane positivo


Giardini Naxos. Si sblocca l'iter per la realizzazione del porto

di Andrea Rifatto | 01/07/2014 | ATTUALITÀ

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Simulazione realizzata da Legambiente sui rendering del progetto

Riparte l’iter della conferenza di servizi relativa alla riqualificazione complessiva del porto di Giardini Naxos. L’empasse era stata causata dal ricorso gerarchico presentato dall’Associazione Mediterranea per la Natura (Man) all’assessorato regionale dei Beni Culturali contro il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina nei confronti del progetto. Nell’ambito della conferenza di servizi, infatti, la Soprintendenza, dopo aver dato un primo parere negativo sulla fattibilità dell’opera, aveva revocato il parere contrario nella seduta del 7 giugno 2011, esprimendosi positivamente riguardo alla fattibilità dei progetti proposti. A causa del ricorso presentato dall’associazione ambientalista la conferenza dei servizi, già convocata per il 28 aprile scorso per l’approvazione del progetto definitivo, venne però sospesa per consentire alla ditta Tecnis, il cui progetto è stato individuato nel giugno 2011 quale proposta più idonea a soddisfare gli interessi pubblici alla valorizzazione turistica-economica della Regione, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente e alla sicurezza della navigazione, di effettuare le opportune azioni nelle sedi competenti.
La Tecnis aveva quindi presentato ricorso al Tribunale amministrativo di Catania, contro l’assessorato ai Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina, il Parco Archeologico di Giardini Naxos e l’associazione 
Man, chiedendo l’annullamento del decreto dirigenziale con cui era stato disposto I'accoglimento del ricorso gerarchico proposto dall’associazione. Nella controversia si erano costituiti anche il Comune di Giardini Naxos, a sostegno delle tesi della Tecnis, e il Comitato Regionale Siciliano di 
Legambiente, in opposizione alla ditta privata.
Il Tar, nella Camera di Consiglio dell’11 giugno, ha accolto il ricorso della Tecnis, specificando che “la conferenza di servizi è per legge la sede propria ed esclusiva in cui le amministrazioni interessate devono manifestare l'assenso o il dissenso rispetto all’adozione del provvedimento finale, con conseguente illegittimità di pareri resi al di fuori della conferenza dei servizi e di provvedimenti di revoca/annullamento in autotutela del proprio precedente parere favorevole reso in conferenza di servizi”. Secondo i giudici amministrativi, nel caso in esame l’assessorato regionale dei Beni Culturali aveva già consumato i poteri di annullamento all’interno della conferenza di servizi, e la proposizione di un ricorso gerarchico non può consentire l’esercizio di alcuna attività amministrativa al di fuori della conferenza. Il ricorso dell’Associazione Man non ha dunque il potere di rimettere in termini l’Amministrazione regionale per l’esercizio dei propri poteri surrogatori. In ogni caso il Tar ha precisato che qualora fosse stato consentito all’Amministrazione regionale l’esercizio dell'attività di riesame al di fuori della conferenza dei servizi, senza limiti di tempo e senza garanzie partecipative, si sarebbe aggirato il modulo organizzativo disciplinato dall’art. 5 del DPR 509/1997, le cui precise scansioni temporali sono poste anche a tutela delle esigenze di speditezza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa, e si sarebbe finito per assegnare all'iniziativa del soggetto interessato all'accesso agli atti un'impropria valenza selettiva della data di decorrenza del termine per ricorrere, con evidente ed inaccettabile nocumento delle esigenze di certezza che presidiano la stabilità e l'efficacia dei provvedimenti amministrativi.
La Terza Sezione del tribunale amministrativo etneo, accogliendo il ricorso e annullando il provvedimento impugnato, ha inoltre condannato l'assessorato regionale per i Beni Culturali al pagamento, in favore della Tecnis, delle spese di lite, fissate in 2mila euro oltre accessori di legge, Iva e Cpa.
Sulla questione si è espresso con una nota il deputato regionale Pippo Currenti, Articolo 4, manifestando soddisfazione per la decisione del Tar e ribadendo come si debba andare avanti verso una riorganizzazione della baia di Giardini Naxos, utilizzando il progetto redatto dalla Tecnis come un primo passo verso la riqualificazione dell’esistente.
Il sindaco di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, ha già annunciato che la conferenza dei servizi potrebbe essere convocata per il 15 luglio prossimo.

Più informazioni: porto giardini naxos  


COMMENTI

M | il 02/07/2014 alle 12:50:25

L'informazione è corretta. I rendering pubblicati non hanno nulla a che vedere con la realtà del progetto. Chi li ha disegnati Legambiente???? Pur di bloccare un'opera si inventano tutto....

Redazione Sikily News | il 02/07/2014 alle 15:43:41

L'immagine è una simulazione realizzata da Legambiente sui rendering del progetto depositati in Comune. E' stato specificato nella didascalia. Grazie per la segnalazione.

M | il 03/07/2014 alle 23:36:36

Credo che un rendering andrebbe pubblicato solo se si è certi che rappresenta quello presentato al Comune. Questo non si avvicina neanche lontanamente a quello presente al comune, anzi credo sia stato volutamente travisato. Andate al comune e scattate una foto del vero rendering e pubblicate anche lo stato attuale da terzo mondo della zona del porto.....zona dove arrivano decine di navi da crociera e decine di yacht, che sono accolti in maniera indecorosa. Legambiente si dedichi a cose più serie (senza travisare la realtà dei fatti se ci riesce). Vista l'importanza dell'argomento per dare informazioni corrette NON affidatevi a quello che dice o disegna Legambiente....

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