Sabato 16 Gennaio 2021
Chiesti chiarimenti sul mancato potenziamento della rete di videosorveglianza


Furci, "servono più telecamere per vigilare sul paese": la minoranza interroga il sindaco

di Redazione | 12/11/2020 | ATTUALITÀ

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In paese ne sono già attive 14

Perché a Furci non sono stati installati impianti di videosorveglianza, visti i continui atti vandalici e di non rispetto delle regole? È la domanda posta dai consiglieri comunali di minoranza Rosaria Ucchino, Agatino Pistone e Paolo Mascena, che hanno presentato un’interrogazione al sindaco Matteo Francilia per avere notizie sulla presenza di telecamere in paese. “Nell’anno 2017 la Giunta comunale ha preso atto delle indicazioni fornite dai cittadini, tramite la democrazia partecipata, per spendere la somma di 16mila 558 euro per la realizzazione della videosorveglianza - evidenzia il gruppo di opposizione - e il Comune di Furci Siculo, il 26 maggio 2018, ha firmato un patto con la Prefettura, con l’obiettivo di raggiungere la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni criminali attraverso l’installazione sul territorio comunale degli impianti di videosorveglianza”. I lavori finanziati con i fondi della democrazia partecipata sono stati effettuati all’inizio del 2019 con l’installazione di 14 telecamere  in varie zone del centro abitato e di un server per la registrazione delle immagini che confluiscono alla Polizia municipale, mentre il progetto definitivo presentato nel 2018 al Ministero dell’Interno si è piazzato al 1.138esimo in graduatoria, con un intervento da 302mila 225 euro per il quale il Comune ha chiesto un finanziamento da 287mila 225 euro (in aggiunta a 15mila euro di fondi comunali), che però non è stato ancora finanziato in quanto sono stati erogati fondi alle prime 646 istanze. I tre consiglieri ricordano come nell’ottobre 2016 il Consiglio comunale ha approvato il Regolamento comunale per la disciplina della videosorveglianza, con le finalità di prevenire eventuali atti di vandalismo o danneggiamento agli immobili, in particolare al patrimonio comunale e di disturbo alla quiete pubblica; vigilare sul pubblico traffico per consentire l’immediata adozione di idonee contromisure; garantire la protezione e l’incolumità degli individui, compresi i profili attinenti alla sicurezza urbana, l’ordine e sicurezza pubblica, la prevenzione, l’accertamento o repressione dei reati, la razionalizzazione e miglioramento dei servizi al pubblico volti anche ad accrescere la sicurezza degli utenti, nel quadro delle competenze attribuite dalla legge ai soggetti pubblici ed ai Comuni, in particolare tutelare e proteggere la proprietà, acquisire prove e attivare uno strumento di Protezione civile sul territorio comunale. Adesso Ucchino, Pistone e Mascena interrogano il sindaco per sapere “perchè non sono stati installati sul territorio comunale degli impianti di videosorveglianza e perchè il Comune non ha presentato alla Prefettura la richiesta di ammissione ai finanziamenti per sostenere gli oneri relativi all’installazione dei sistemi di videosorveglianza, ai sensi del decreto interministeriale del 27 maggio 2020, nonostante anche la proroga del termine dal 30 giugno al 15 ottobre 2020”.


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