Giovedì 20 Settembre 2018
Sentenza di condanna nei confronti di una società di riscossione inadempiente


Furci, il Comune recupera 60mila euro di tributi grazie alla Corte dei conti

di Andrea Rifatto | 16/04/2018 | ATTUALITÀ

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Somme riguardanti anche le affissioni

Grazie a una sentenza della Corte dei conti Sicilia il Comune di Furci Siculo recupera quasi 60mila euro di tributi che sono stati illecitamente trattenuti da una società di riscossione. I giudici contabili di Palermo hanno infatti condannato la Tributi Italia SpA al pagamento di 59mila 505,34 euro, relativi a imposte riscosse per conto dell’Ente per tassa di occupazione suolo e aree pubbliche (Tosap), pubblicità e diritti sulle affissioni per gli anni dal 2002 al 2009. La società è stata citata in giudizio dalla Procura della Corte dei conti nel marzo 2017, insieme ai signori Giuseppe Saggese, nella qualità di amministratore di fatto e socio occulto, Patrizia Saggese, Mario Ortori, Vito Paolo Marti e Paolo Francesco Lanzoni, amministratori pro-tempore avvicendatisi nei periodi in questione, chiedendone la condanna al pagamento della somma oltre rivalutazione monetaria e interessi, nonché delle spese del giudizio. La Procura ha ricostruito infatti come Tributi Italia Spa, che aveva avuto in concessione dal Comune di Furci i servizi di accertamento e riscossione dei tributi locali, non aveva ottemperato all’obbligo di riversamento nelle casse comunali di quanto incassato, e ha citato in giudizio in via principale e solidale la società e il sig. Giuseppe Saggese, chiedendo loro la rifusione dell’intera somma, mentre gli altri a rispondere del danno pro-quota, in proporzione alla durata dei rispettivi mandati. I giudici scrivono come “emerge incontestabilmente il grave inadempimento della Tributi Italia Spa, che dopo essersi impegnata contrattualmente ad accertare, riscuotere e riversare nelle casse comunali le imposte, ha trattenuto presso di sé una parte degli importi riscossi, circostanza che risulta inequivocabilmente provata agli atti del giudizio. Appare evidente, quindi, che la società convenuta debba rispondere, a titolo di responsabilità contabile, del pregiudizio provocato al Comune di Furci Siculo, corrispondente al mancato riversamento presso la tesoreria comunale dei proventi incassati.”. La Corte ha così condannato la società a pagare la somma di 59.505,34 euro, mentre ha assolto Ortori e Marti (senza liquidazione di spese di giudizio), Froio e i due Saggese liquidando a ciascuno, a titolo di rimborso spese processuali, 1.000 euro a carico del Comune di Furci. Per Lanzoni decisa la prescrizione. Tributi Italia dovrà pagare anche le spese processuali allo Stato, pari a 297,81 euro.


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