Domenica 28 Febbraio 2021
Donate dall'artista Fazio e inaugurate con l'assessore regionale Samonà


Furci, due opere per ricordare le origini marinare: il sogno di un museo a cielo aperto

di Andrea Rifatto | 07/09/2020 | ATTUALITÀ

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La cerimonia sul lungomare davanti a "Il Pescatore"

Due opere d’arte per rievocare le origini marinare di Furci, un tempo villaggio di pescatori dove l’economia era legata principalmente al mare. Oggi la vita contemporanea del paese ha stravolto abitudini e tradizioni ma le memoria di quelli tempi passati permane in molti e va coltivata anche per il futuro. E l’arte può aiutare a farlo. Ieri in paese sono state inaugurate due opere, la statua del “Pescatore” sul lungomare davanti Largo Pizzolo e la composizione artistica “Mare” in piazza Sacro Cuore, donate dal maestro Licinio Fazio nell’ambito delle iniziative iniziate nel 2019 per festeggiare l’anniversario del centenario dell’Autonomia del paese e che andranno avanti per altri quattro anni. “Vogliamo che Furci diventi nel giro di pochi anni un vero e proprio museo a cielo aperto seguendo le tradizioni marinare che hanno sempre caratterizzato la nostra comunità - ha spiegato il sindaco Matteo Francilia - questo percorso artistico è stato finanziato dall'Assessorato regionale ai Beni culturali e all'Identità siciliana e per questo ringrazio l'on. Carmelo Briguglio, la sovrintendente di Messina Mirella Vinci e l'assessore regionale Alberto Samonà, (presenti ieri a Furci, ndc) oltre agli sponsor privati intervenuti per sostenere economicamente la realizzazione delle opere”. L’obiettivo è inserire le due sculture in un percorso artistico che si colleghi con il Museo del Mare di Furci e durante la manifestazione, presentata dall’assessore alla Cultura Rosanna Garufi, sono stati ricordati due furcesi che con le loro poesia hanno raccontato proprio la pesca e il mare, Franco Ruggeri (a cui è dedicato il museo) e Santina Bellomo: all’inaugurazione erano presenti la moglie Concettina Briguglio che ha letto due poesie del marito, riportate a fianco della statua de “Il Pescatore” e Pina Abate che ha dato lettura di una composizione della Bellomo. “La Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali è impegnata da alcuni anni a Furci - ha ricordato Mirella Vinci - prima con il restauro della chiesa e poi per la posa di queste opere: un contributo ben elargito per due simboli simbolo del genius loci che purtroppo con l’architettura moderna è andato perso, ma le statue non possono che arricchire la memoria identitaria di Furci”.


“Un momento importante per la nostra comunità - ha rimarcato l’on. Briguglio - ogni tanto abbiamo l’eco di un passato lontano di questo villaggio e del tempo, tutti siamo pervasi da impulsi di nostalgia di un tempo diverso dove qui c’erano altri colori, le barche di legno, le reti di cotone, un altro mondo. Lo vediamo anche nelle poesie di Ruggeri e Bellomo questo eco forte che ci richiama al quel tempo, ma il tempo passa e non ci possiamo legare solo ad un sentimento nostalgico, la tradizione è trasferire e portare in un altro tempo il valore e il cuore delle cose che quel tempo ha vissuto. Ci sono pochi uomini che in una comunità hanno il compito di fermare il tempo e sono gli artisti - ha aggiunto - l’arte ferma il tempo e dà forza alla memoria, la rende continuamente attuale. Queste due opere del maestro Fazio fermano il tempo ma ci dicono che è sempre attuale, ce lo fanno rivivere con altre modalità e ci danno questa sensazione del ricordo e della memoria. L’Amministrazione pensa al futuro puntando sulla nostra identità e non alla massificazione, perchè ogni piccolo mondo deve essere diverso dagli altri e noi abbiamo già fatto un piccolo passo”. Per l’assessore regionale Samonà “un passo fondamentale per trasformare Furci in un museo a cielo aperto, attraverso l’arte di chi narra il mare si può recuperare un rapporto con il passato per una visione di futuro riprendendo il filo della tradizione parlando con il linguaggio di oggi, una comunità può crescere attraverso la cultura, una grande arma pacifica che permette di sognare”. Molto emozionato il maestro Fazio “Già lo scorso anno avevo espresso il desiderio di donare due opere che adesso è realtà - ha detto l’idea di un museo a cielo aperto è bella per Furci ma si può estendere al comprensorio in un lungo percorso artistico”. Il sindaco Francilia ha ringraziato inoltre l'associazione ‘Circum Vitae’ di Tino Celisi, che ha seguito tutto l'iter burocratico per la realizzazione delle sculture, i tecnici Claudio Faranna e Salvatore Andronaco, l’Ufficio tecnico comunale, la ditta Arpa Carmelo: “Ringrazio di vero cuore il maestro Fazio - ha concluso - che ha ideato e realizzato queste bellissime opere d'arte donando il proprio lavoro alla comunità furcese. Sono orgoglioso di questo straordinario lavoro di squadra”.


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