Lunedì 20 Maggio 2024
La sponda del Pagliara è terra di nessuno: ogni giorno si scarica illecitamente


Furci, dal "paradiso" del lungomare all'"inferno" del torrente ridotto a discarica - FOTO

di Andrea Rifatto | 17/02/2022 | ATTUALITÀ

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Materiale di risulta e spazzatura tra la vegetazione

Se il lungomare abbellito dalle nuove palme si candida a divenire un “paradiso”, poche centinaia di metri più a monte si precipita subito in quello che può essere definito un inferno. Una parte del territorio di Furci Siculo continua infatti ad essere sfregiata e inquinata, senza che si riesca a fermare la mano barbara degli incivili che la fanno franca. È il caso della sponda destra del torrente Pagliara, raggiungibile tramite la stradina sterrata che costeggia l’alveo all’estremità nord del paese che sulla carta dovrebbe essere interdetta al transito, come prevede un cartello di divieto ignorato però da tutti, ma di fatto viene percorsa quotidianamente da auto e mezzi pesanti, anche perchè è l’unica via di collegamento per raggiungere cave, insediamenti produttivi e terreni agricoli che si trovano a monte del centro abitato. Ai margini della trazzera la quantità di rifiuti continua ad aumentare e si va dai sacchetti di spazzatura indifferenziata abbandonati nella parte bassa, gettati tra le erbacce ma lasciati anche in bella vista senza alcuna remora, fino ai cumuli di materiali di risulta da lavorazioni edili, i cosiddetti sfabbricidi, terra e pietre di dubbia provenienza, resti di lavorazioni industriali, ingombranti e altri residui, scaricati dai mezzi pesanti fin dentro l’asta torrentizia, anche laddove scorre l’acqua. Una terra di nessuno dove chiunque può entrare indisturbato con il proprio carico inquinante, anche perchè i controlli sono assenti e non esistono telecamere, neanche all’ingresso della strada, che potrebbero fungere da deterrente per scoraggiare gli incivili. Bonificare e ripulire la sponda del torrente Pagliara non sarà certamente impresa facile e così nell’attesa che qualcuno intervenga si continua a scaricare di tutto, alla faccia del rispetto dell’ambiente.



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