Giovedì 20 Giugno 2024
Ok in Aula al debito ma il dirigente è restio a liquidarlo in contrasto con l'Avvocatura


Furci, Comune condannato a 35mila euro per una caduta ma non vuole pagare l’erede

di Andrea Rifatto | 03/06/2021 | ATTUALITÀ

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Interdonato e Briguglio durante il Consiglio

Una caduta provocata da una mattonella rotta che costa al Comune ben 35mila euro; la persona coinvolta nell’incidente che nel frattempo, dopo una causa durata undici anni, muore e quindi non può ottenere il risarcimento; un erede che si fa avanti per avere la somma e i dubbi dell’Ente, restio nel liquidarla. Sono i tratti salienti di una particolare vicenda avvenuta a Furci Siculo, dove il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (assenti Giuseppe Lo Pò e Violetta Ferraro in maggioranza, Sandro Triolo e Paolo Mascena in minoranza) il riconoscimento di un debito fuori bilancio sancito da una sentenza del 2019 del Tribunale di Messina, che ha confermato la responsabilità del Comune per i danni riportati da una cittadina, la signora Rita Branca, in una caduta avvenuta in via Spinelli nel 2008 per via del marciapiede sconnesso. La donna, però, è deceduta nelle more del pagamento ed il procuratore di un erede, il signor Vincenzo Garufi, ha presentato in municipio un atto di precetto, in seguito al quale si è giunti ad una proposta transattiva che prevede il versamento della sorte capitale di 35mila 035 euro, esclusi interessi legali e spese, in tre rate da 11mila 678 euro con scadenza al 30 giugno del 2021, 2022 e 2023. Il revisore dei conti, nel parere letto in Consiglio dal presidente Carmelo Maccarrone, ha sottolineato che non essendo di sua competenza l’accertamento dei legittimi eredi, ha rinviato a quanto verificato e deciso dagli Uffici dell’Ente, con espressa raccomandazione che in sede di riconoscimento del debito fuori bilancio si acquisisca agli atti esplicita dichiarazione rilasciata dagli Uffici competenti che in caso di eventuali contestazioni sui legittimi eredi il Comune rimarrà indenne da qualsiasi addebito.

Circostanza non ha convinto del tutto gli Uffici competenti e in Consiglio si è registrato un dibattito tra i funzionari comunali. La responsabile dell’Area Amministrativa, Antonietta Interdonato, ha infatti sollevato perplessità sul pagamento della somma a chi ne ha fatto richiesta: “L’erede, più volte sollecitato con note mie e dell’assessore al Contenzioso, non trasmette alcuna dichiarazione di successione - ha esordito la dirigente - ho la necessità di tutelarmi, mi chiedo se questo sia l’unico erede, nelle note che manda dice di essere erede legittimo ma non specifica se sia l’unico. Potrebbero nascere delle conseguenze e chiedo di essere tutelata, c’è un parere dell’Avvocatura ma non so fino a che punto mi possa tutelare da eventuali richieste di altri eredi, siamo in un paese e già sappiamo da accertamenti effettuati, ma che non è possibile dimostrare, che non c’è un solo erede di Rita Branca bensì sono tanti - ha proseguito Interdonato - quindi non so come funziona. In un altro caso le somme sono state accantonate in una banca, capite il mio stato d’animo e le mie difficoltà su questa liquidazione, non ho certezze, prenderò altro tempo. Non è detto che gli altri eredi siano a conoscenza di questo debito, è una sentenza del 2019 ed è trascorso poco tempo e gli altri eredi non ne sono a conoscenza, non mi va bene che non si presenti la dichiarazione di successione. Io correrei il rischio minore, l’Avvocatura afferma ma non liquida e non si prende responsabilità, è solo mia se dovesse succedere qualcosa. Non sono d’accordo ad assumermi una responsabilità del genere, devo tutelarmi, valuterò il da farsi”.

Secondo il responsabile dell’Avvocatura comunale, Pietro Briguglio, le somme vanno invece versate all’erede che ne ha fatto richiesta: “Questa liquidazione è stata presa nella maniera sbagliata sin dall’inizio, io ho espresso il mio parere in modo chiaro - ha detto nella seduta consiliare - sfugge la differenza tra l’erede che si è palesato con una richiesta scritta tramite legale, e i chiamati all’eredità, che non sono eredi e il Comune non è tenuto a chiedere a nessuno di eredi potenziali, non è nostro compito. Non c’è alcun dubbio che (il debito, ndc) va pagato a chi ha fatto richiesta, la successione ha valore solo a livello di tasse, a noi non interessa, altre richieste non ne abbiamo e non possiamo andare a cercare altri eredi, che non si sono fatti sentire, non hanno mai chiesto niente, noi non li sappiamo e non siamo tenuti a saperli, l’unico erede che abbiamo è questo. Chi paga non rischia nulla, il chiamato all’eredità eventualmente non va al Comune ma va dall’altro erede. È interesse dell’erede farsi sentire, non del Comune cercarlo. Documentalmente abbiamo accertato che è erede e altri non ne conosciamo. La responsabilità la si assume se non si paga”. Anche l’assessore al Contenzioso, il vicesindaco Daniela Mercurio, è intervenuta dicendosi d’accordo con l’Avvocatura ma comprendendo al tempo stesso le perplessità dell’Area Amministrativa, annunciando che il procuratore dell’erede ha già anticipato che farà un pignoramento presso terzi in caso di mancato pagamento e che comunque gli altri eventuali eredi potranno rivolgersi direttamente a chi ha percepito la somma.


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