Domenica 25 Febbraio 2024
La richiesta di una cittadina, presentata dal 2014, è stata accolta a metà dall'ente


Furci, cadde sul marciapiede per una insidia: il Comune la risarcisce dopo otto anni

di Andrea Rifatto | 14/10/2022 | ATTUALITÀ

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La zona dove avvenne la caduta

Otto anni per ottenere il risarcimento per una caduta. È quanto ha dovuto attendere una cittadina di Furci Siculo, che nel 2014 finì rovinosamente a terra mentre stava percorrendo la centrale via IV Novembre, la Statale 114. La donna, transitando sul marciapiede nei pressi della via Dell'Arco, nell'attraversare la strada cadde sul selciato a causa della presenza di una pedana in ferro instabile e non aderente al suolo: di conseguenza rimase ferita e venne trasportata al pronto soccorso. Poco dopo presentò richiesta di risarcimento danni al Comune tramite il suo legale, ma l’Avvocatura dell’ente fece presente che l’istanza non poteva essere accettata in quanto sprovvista di testimonianza scritta in merito all’accaduto. Si arriva così al 2021, quando l’avvocato Giuseppe Mercurio, che assiste la furcese, invia al municipio un’altra istanza con allegata la documentazione medica rilasciata dalla casa di cura “Cristo Re” di Messina, nella quale viene documentata una frattura pluriframmentaria collo e omero destro, e la dichiarazione testimoniale resa da un cittadino, con l’invito per il Comune alla stipula di una convenzione di negoziazione assistita e la richiesta della somma di 6mila circa, oltre spese mediche. 

Dalla testimonianza e dall'istruttoria effettuata è emersa l’effettiva responsabilità dell’ente nell’aver provocato l’incidente” scrive il Comune e lo scorso dicembre l’Avvocatura comunale ha quindi proposto un risarcimento, comprensivo delle spese legali, pari a 3mila euro, accettato dall’avvocato Mercurio, che ha portato adesso la giunta comunale, su proposta del vicesindaco con delega al Contenzioso, Daniela Mercurio, ad approvare l’atto di transazione, riconoscendo che l’accordo consente un risparmio per le casse dell’Ente, considerata la richiesta originaria pari al doppio della somma, e a stanziare le risorse per il successivo pagamento.


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