Venerdì 03 Luglio 2020
Il Comitato Pro Scifì incassa il sostegno dell’ex sindaco della cittadina del Capo


Foti: "Sì al referendum scontato, ragioniamo anche sulla fusione S. Alessio-Forza d'Agrò"

di Redazione | 07/09/2015 | ATTUALITÀ

1696 Lettori unici

Filippo Brianni, Giovanni Foti, Salvatore Lombardo e Filippa Cicala

Il Comitato “Pro Scifì” incassa il sostegno dell'ex sindaco di S. Alessio Siculo, Giovanni Foti, favorevole allo scorporo della frazione da Forza d'Agrò e alla conseguente annessione territoriale alla cittadina del Capo. Un “sì” ribadito ieri sera nei locali della delegazione municipale di Scifì, dove si è tenuta una riunione pubblica organizzata dal Comitato. Foti ritiene “il sì un fatto che dovrebbe essere scontato; votare contro sarebbe come votare contro la storia, non rendersi conto del fatto che più si è grandi più si ha possibilità di autogestirsi e finanziare la progettualità. Questo è un passo, anche molto piccolo. Io credo – ha concluso – si debba ragionare anche di fusione tra S. Alessio e Forza d’Agrò e fusione tra i vari comuni della valle”.  Il Comitato “Pro Scifì” ha espresso soddisfazione per l'obiettivo raggiunto: il 18 ottobre avrà luogo il referendum. “Abbiamo superato ostacoli politici, giudiziari, burocratici ed abbiamo vinto su tutta la linea”, è il coro unanime. 
Filippo Brianni, uno dei tre portavoce del comitato (gli altri sono Salvatore Lombardo e Vera Russo) ha illustrato tutto l’iter. Dalla prima petizione, nel 2003, in cui i cittadini scifiesi avevano chiesto al Comune di Forza d’Agrò l’attivazione di tutte le misure e convenzioni necessarie a risolvere i problemi di importanza primaria per Scifì; petizione sottoscritta da tutti i tre candidati a sindaco nel 2006 ma puntualmente da tutti disattesa. Da qui, l’idea dello scorporo nata nel 2008. Il Comitato ha inoltre ribadito le ragioni del “sì” oggi ancora più attuali di allora, perché “malgrado qualcuno ci abbia lasciato ritenendo che quelle problematiche potevano essere risolte nel contesto di Forza d’Agrò, i problemi si sono addirittura aggravati ed in tutti questi anni non si è fatto nulla per la ragioni esposte di Scifì e non sono nemmeno calendarizzate discussioni su queste tematiche. Semplicemente non interessano”. L'avv. Brianni ha anche riferito come “la questione servizi (guardia medica, scuola, uffici comunali, etc) sia essenziale, ma ancora più importante è la diversa ottica di sviluppo del nostro territorio, oggi appendice di un comune lontano, con S. Alessio inserito in un contesto omogeneo territorialmente e socialmente, agganciato agli centri della val d’Agrò; inoltre ci andremmo ad inserire in una comunità comunale più grande, con maggiori potenzialità progettuali”.

“Chiaramente, se il referendum non dovesse passare – ha aggiunto Brianni - si dovranno rivedere i rapporti: la guardia medica dovrà essere situata a Scifì per almeno quattro mesi l’anno e così anche per gli altri servizi, compresa la rappresentanza politica, non essendoci una legge che impone che il sindaco debba provenire da Forza d’Agrò ed essendo necessario recuperare assoluta uguaglianza nella distribuzione dei servizi, non si più ancora consentire che una comunità di 300 abitanti sia privata dei servizi primari”. 
La riunione è servita anche a sfatare dei miti messi in circolazione dai sostenitori del “no”; secondo cui con S. Alessio le tasse di Scifì quadruplicherebbero. Il Comitato ha dimostrato come tutte le imposte a Forza d’Agrò siano attualmente più alte rispetto a quelle di S. Alessio, soprattutto quelle legate alla tassa rifiuti e non vi è possibilità per cui le tasse debbano subire una quadruplicazione.  Si è anche illustrato il potenziale di sviluppo dei due comuni, con Forza d’Agrò ancora priva di un piano regolatore e quindi di fatto impossibilitata a programmare, ed una S. Alessio che affronta con tenacia i problemi essenziali, soprattutto in tema di rischio idrogeologico dove sta partendo un piano di ripascimento tramite lo svuotamento dei torrenti alessesi mentre a Scifì i torrenti restano alti e pericolosi. Si è fatto riferimento anche alle potenzialità del sito archeologico e del contesto fluviale, con possibilità di affrontare in modo comune, con S.Alessio, anche il grave problema della depurazione, eliminando definitivamente lo sconcertante sversamento nel torrente che si verifica da anni.
Sfatate anche dicerie circa il risarcimento danni “di milioni di euro” che secondo l'Amministrazione comunale spetterebbe a Forza d’Agrò, quando “semmai è l’inverso, visto che a Forza d’Agrò resterebbero maggiori beni comunali, realizzati anche con i soldi degli scifiesi, di quante ne rimarrebbero a Scifì; questa concezione è figlia dell’ottica, tipicamente feudale, con cui molti amministratori hanno visto i rapporti tra le due comunità: ciò che va a Scifì è considerato donato da Forza d’Agrò; ciò che si realizza al centro non si tiene conto che proviene anche dai soldi degli abitanti di Scifi’”. Brianni ha concluso giudicando il “si” al referendum del 18 ottobre “una scelta utile per Forza d’Agrò, fortemente opportuna per S. Alessio ed assolutamente indispensabile per Scifì”.

Più informazioni: referendum scifì  


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.