Sabato 16 Gennaio 2021
Proteste per un gesto con risvolti politici. Bufera nell'Amministrazione


Forza d’Agrò, tagliato un albero per un capriccio: un assessore minaccia le dimissioni

di Andrea Rifatto | 02/06/2019 | ATTUALITÀ

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L'aiuola prima e dopo il taglio

Tagliare un albero per soddisfare un capriccio, privando un angolo del paese di un simbolo di vita e scatenando una bufera tra i cittadini ma soprattutto all’interno dell’Amministrazione comunale, tanto da far minacciare ad un suo componente le dimissioni. Succede a Forza d’Agrò, dove giovedì mattina è stato compiuto un vero e proprio blitz che ha visto all’opera una ditta privata, giunta in via Rocca per tagliare e far sparire un alberello di prugno situato in una piccola aiuola pubblica dinanzi alcune abitazioni. A dare l’ordine sarebbe stato il primo cittadino Bruno Miliadò, notato da alcuni residenti della zona mentre indicava agli operai della ditta dove si trovasse l’esemplare da abbattere, accompagnato da un consigliere comunale di maggioranza che sarebbe rimasto però distante dal luogo del “delitto”. Il movente? Quella pianta avrebbe dato fastidio da tempo a un famiglia residente a poca distanza, disturbata dagli insetti che si aggiravano intorno le foglie e i frutti e che già prima delle elezioni avrebbe chiesto la rimozione. E ad un mese dal voto è stata accontentata. Giovedì qualcuno ha provato a chiedere spiegazioni agli incaricati del taglio sul perché un albero che abbelliva quello scorcio del paese venisse improvvisamente rimosso, senza però riceve alcuna risposta se non un generico “si rivolga al Comune”.

E in municipio qualcuno si è rivolto, per protestare in maniera forte, anche perché la vicenda ha assunto ben presto un risvolto politico legato alle recenti elezioni comunali. Quell’albero sorgeva infatti dinanzi l’abitazione di alcuni familiari di Melina Gentile, candidata a sindaco uscita sconfitta dalla competizione e attuale consigliera di minoranza, che lo avevano cresciuto e curato, ed è stato inevitabilmente interpretato come uno sgarbo mirato, che ha suscitato molta rabbia anche per il legame affettivo che si era instaurato con quell’angolo del borgo, adesso rimasto spoglio. Ma la famiglia Gentile in questa vicenda vi entra anche sull’altro fronte, ossia quello dell’Amministrazione, in quanto l’assessore Paola Foti è cognata di Melina Gentile. E proprio l’assessore non ha gradito questa azione contro il prugno, che ha avuto la sola colpa di trovarsi in mezzo a vicende politico-elettorali, riversando tutta la propria rabbia sul sindaco Miliadò e arrivando a minacciare le dimissioni dalla carica, come ci confermano fonti della maggioranza. Dimissioni che però non è chiaro se siano state poi effettivamente formalizzate. Di certo c’è anche altri membri dell'attuale compegina di governo siano rimasti basiti dinanzi a questa vicenda, non condividendo affatto tale modo di agire, tanto che giovedì le discussioni in municipio sono state piuttosto accese.

Ieri abbiamo provato a intervistare l’assessore Foti e il sindaco Miliadò, recandoci a Forza d’Agrò per sentire la loro versione su questa faccenda. L’assessore si è rifiutata di incontrarci mentre il primo cittadino, intercettato all’uscita del municipio, si è rifugiato dietro un “non ho voglia di parlare”, negando che l’assessore abbia lasciato l’incarico ma aggiungendo poi che “se si è dimessa ci sarà la nomina e la vedrà pubblicata”, prima di fare dietrofront e tornare verso il palazzo senza rispondere alle nostre domande sull’abbattimento dell’albero, mostrandosi piuttosto nervoso. Qualora entrambi volessero dire la loro su questo abbattimento e sulle discussioni che ne sono seguite rimaniamo a disposizione. Di Forza d’Agrò ne avevamo parlato di recente come di un paese dove gli stessi abitanti si prodigano per abbellirlo con piante e fiori e anche il Comune ha acquistato da poco cento piantine di gerani da dislocare tra il centro e la frazione Scifì: adesso questo abbattimento, fatto per puro capriccio, segna un punto a sfavore di tutti e non fa che accentuare divisioni e lotte intestine. Che ci illudevamo fossero state archiviate dopo il voto.

Più informazioni: albero tagliato forza d'agrò  


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