Domenica 25 Febbraio 2024
La Soprintendenza, dopo l'ordine di demolizione, ha dato il via libera ai lavori a Scifì


Forza d’Agrò, c'è la soluzione per il parco giochi. Abuso del Comune segnalato in Procura

di Andrea Rifatto | 15/11/2021 | ATTUALITÀ

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Il parco giochi inclusivo completato

Alla fine il parco giochi inclusivo e il finanziamento sono salvi, anche se dopo un percorso tortuoso nel quale il Comune si è infilato a causa di una disattenzione di troppo. L’area “Il giardino dei bimbi” di Forza d’Agrò, realizzato nella frazione Scifì grazie ad un finanziamento di 42mila 487 euro erogato dalla Regione e 7mila 497 euro di fondi comunali, è stata infatti completata, seppur con qualche mese di ritardo, grazie ad una via di uscita proposta all’Amministrazione comunale dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina, intervenuta visto che lo spazio pubblico è stato realizzato su un’area sottoposta a vincolo archeologico per la presenza di strutture murarie del periodo tardo-romano, riferibili a un insediamento rurale o a una statio, oltre che in una fascia di rispetto torrentizia. Particolare di non poco conto che però era stato dimenticato dall’Ufficio tecnico, che aveva progettato e fatto realizzare una piattaforma in cemento armato sulla quale installare i giochi. Dopo la segnalazione di Archeoclub Area Jonica e un’interrogazione della minoranza, la Soprintendenza ha chiesto chiarimenti al Comune, che ha inviato una relazione, ma vista l’assenza di autorizzazione, ha ordinato la demolizione della piattaforma abusiva, inviando il provvedimento anche alla Procura della Repubblica, ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste e per gli eventuali seguiti di competenza, evidenziando che i lavori hanno violato l’articolo 181 del D. Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali). 

Dopo la demolizione della gettata, avvenuta a spese dell’esecutore, è stata avviata un’interlocuzione per trovare una soluzione, anche perchè il Comune rischiava un contenzioso con la ditta affidataria dei lavori, e le Belle Arti hanno preso atto che “l’intervento prevede l’installazione di nuovi giochi inclusivi accessibili anche a bambini diversamente abili nel parco già esistente” e che “i giochi insistenti nel parco prima dell’apposizione del vincolo archeologico sono stati rimossi al momento della realizzazione della piattaforma in conglomerato cementizio realizzata dal Comune in assenza di parere autorizzativo”. Dunque una volta verificata la demolizione, la Soprintendenza ha rilasciato un’autorizzazione paesaggistica per cinque anni, autorizzando i lavori a condizione che non siano realizzate opere fisse in cemento, verificato che “la sostituzione dei giochi si rende indispensabile per ragioni di sicurezza, non essendo quelli esistenti in sicurezza”, e che “l’intervento prevede il posizionamento della pavimentazione antitrauma su terreno esistente, senza la realizzazione di alcun massetto. Per la posa in opera di alcuni dei nuovi giochi - si legge nel provvedimento - si rende indispensabile effettuare limitati lavori di scavo e l’intervento non pregiudica il contesto archeologico e non preclude eventuali successiva campagne di scavo archeologico”. Dunque tenuto conto della volontà del Comune di farsi carico delle spese per l’eventuale rimozione dei giochi e del ripristino dell’area in caso di nuove campagne di scavo, è stato rilasciato il parere favorevole a condizione che i limitati interventi di scavo siano eseguiti sotto la sorveglianza archeologica di un tecnico archeologo incaricato dal Comune, che ha nominato la dottoressa Ghiselda Pennisi. Dunque tutto risolto, anche se i vertici politici e tecnici del Comune di Forza d’Agrò rischiano adesso di finire nel mirino della magistratura.


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