Lunedì 15 Aprile 2024
Incassi diminuiti ancora rispetto all'anno precedente. Procede la lotta ai furbetti


Evasione e Covid, nel 2020 a S. Teresa quasi la metà dei cittadini non ha pagato le tasse

di Andrea Rifatto | 25/04/2021 | ATTUALITÀ

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In municipio si tirano le somme dell'anno passato

Con la redazione del bilancio di previsione 2021, che arriverà in Consiglio comunale lunedì 30 per il via libera definitivo, a Santa Teresa di Riva si tirano le prime somme dell’anno passato, profondamente segnato dalla pandemia che ha avuto pesanti influenze sociali ed economiche per famiglie e imprese. Una crisi che ha intaccato anche le casse comunali, “colpendole” notevolmente soprattutto per quanto riguarda le entrate. Alla percentuale di contribuenti che evade costantemente le tasse, si è infatti aggiunta nel 2020 una quota di cittadini che non è riuscita a versare al Comune quanto dovuto a causa della perdita del lavoro, della chiusura della propria attività e di una situazione generale di difficoltà: tutte condizioni che hanno portato a rinviare a tempi migliori il momento in cui pagare i tributi. Basta guardare le entrate tributarie per capire come si sia registrato un ulteriore calo rispetto agli anni passati: la previsione era infatti di 6 milioni 120mila 108 euro, di cui 6 milioni 068mila 938 (99,16%) accertati, ma il riscosso si è fermato a 3 milioni 335mila 053 euro, pari al 54,49%. Dunque quasi metà delle imposte dovute al Comune di Santa Teresa di Riva non è mai arrivato in municipio. Nel 2019 era stato invece riscosso il 57,56% del dovuto. A mancare all’appello sono gli introiti legati a Imu (immobili), Tari (rifiuti), Tosap (suoli pubblici) addizionale e compartecipazione Irpef, imposta sulla pubblicità, imposta sul consumo di energia elettrica e tributi speciali (diritti sulle pubbliche affissioni). L’Imu costituisce senza alcun dubbio la risorsa più importante, che con il gettito previsto di 2 milioni 420mila euro finanzia il 22,82% della spesa corrente: l’Area Finanziaria procederà comunque con l’attività di accertamento relativa all’Ici/Imu per gli anni successivi al 2015 e fino al 2020, continuando la complessa azione ricognitiva per individuare una consistente fascia di evasori ed elusori dei tributi comunali, molti dei quali già scovati negli anni scorsi. Una quota di tasse e tributi manca all’appello per via delle sospensioni decise dal Governo e proprio a causa dell'emergenza Covid-19 è stato introdotto nel bilancio un nuovo capitolo dove sono stati stanziati i contributi perequativi concessi da Stato e Regione derivanti dal mancato incasso delle entrate tributarie. La bassa capacità di riscossione delle imposte nel 2020 ha provocato un residuo di 2 milioni 733mila 885 euro che verrà poi iscritto nel Consuntivo, a conferma delle mole di somme che il Comune non riesce ad incassare dai cittadini. Imu, Tari, Tosap e canone idrico sono infatti i tributi classificati dall’Ente come quote di incerta riscossione che possono dare luogo alla formazione di crediti di dubbia e difficile esazione e la situazione emergenziale in atto non aiuterà di certo ad aumentare la soglia degli incassi. L'Amministrazione comunale ha fatto il possibile per non aumentare la pressione tributaria e tariffaria, soprattutto nell'ultimo periodo collegato alla pandemia che ha paralizzato il tessuto produttivo ed economico, ma soprattutto per chi non ha certezze economiche sarà dura anche nel 2021 riuscire ad adempiere a tutti gli obblighi.


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