Venerdì 29 Maggio 2020
Rapporti ancora tesi tra Ato Me4, sindaci e gestore. Ne fanno le spese i cittadini


Discarica chiusa per 17 comuni e rifiuti in strada: ecco perché

di Andrea Rifatto | 19/11/2018 | ATTUALITÀ

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Rifiuti nei cassonetti, davanti abitazioni ed edifici pubblici

Ato Me e sindaci contro discarica, una partita che si gioca da mesi senza arrivare al fischio finale. E nel frattempo i rifiuti continuano a rimanere spesso sulle strade. È successo di nuovo sabato, visto che la Sicula Trasporti, società che gestisce la discarica di Lentini, ha deciso di chiudere i cancelli per 17 comuni soci dell’Ato Me4: Antillo, Fiumedinisi, Francavilla, Forza d’Agrò, Gaggi, Giardini, Graniti, Itala, Malvagna, Nizza, Roccalumera, Roccella Valdemone, S. Domenica Vittoria, S. Alessio, Scaletta, Mojo e Savoca. Il motivo è sempre lo stesso, la mole di debiti per il conferimento dei rifiuti indifferenziati, scesa rispetto ai mesi scorsi ma comunque ancora elevata, sui 3 milioni di euro, tanto che la società catanese ha fatto presente come finora, a seguito di alcuni pagamenti (300mila euro dall’Ato nell’ultima settimana), sia stato coperto solo il 7% del debito maturato e quindi la situazione debitoria sia rimasta sostanzialmente immutata. Il procuratore speciale della Sicula Trasporti, Antonino Leonardi, aveva avvisato Ato Me4, Comuni, Regione e Prefettura già il 29 ottobre: “La sospensione del servizio prevista per l’1 novembre viene posticipata al 15 al fine di dare ulteriore tempo, oltre ai due mesi già trascorsi per la definizione di quanto stabilito”. I sindaci speravano di riuscire ad evitare lo stop ma venerdì pomeriggio si sono dovuti arrendere (quasi tutti) e hanno chiesto ai cittadini di non conferire l’indifferenziato con il porta a porta, dove è attivo. Qualche amministrazione ha informato la cittadinanza solo sabato mattina, come Roccalumera (alle 10.40) quando tutti i contenitori erano già stati usciti. Inevitabili i disagi (e le polemiche), con sacchetti sulle strade e davanti le abitazioni e cestelli rimasti pieni all'esterno in diversi centri. A Giardini cassonetti stracolmi, soprattutto nelle zone periferiche, visto che da tre giorni non vengono svuotati; negli altri comuni rifiuti accatastati sui marciapiedi, davanti abitazioni, attività commerciali, edifici pubblici. A Sant'Alessio sabato mattina sacchi di rifiuti anche davanti al municipio, poi spariti nel giro di alcune ore a differenza dei rifiuti davanti le abitazioni. Il rischio di questi giorni è che la situazione diventi difficile anche a livello igienico-sanitario.

Il problema nasce perché l’Ato Me4 4 e la Sicula Trasporti non hanno ancora trovato un accordo sulla cessione dei crediti, cosicché i Comuni paghino il loro debito per lo smaltimento direttamente al sito di stoccaggio. “Nelle assemblee del 4 e 18 settembre i sindaci hanno dato mandato a procedere alla cessione pro solvendo dei crediti con la contestuale firma per accettazione del terzo debitore” scrive la Sicula Trasporti, che non intende però procedere alla stipula delle convenzioni con i comuni per lo smaltimento in discarica se non prima verrà definita la pendenza generata dagli stessi comuni per il tramite di Ato Me4. La società si dice disponibile ad accettare la cessione del credito, “proposta peraltro avanzata dall’Ato Me, approvata dai sindaci e inspiegabilmente non ancora predisposta dopo quasi 50 giorni” rileva. Sicula chiede quindi che le vengano ceduti i crediti pro solvendo (cioè con l’Ato che risponde dell'eventuale inadempienza dei Comuni) mentre l’Ato chiede che vengano ceduti pro soluto (senza doverne rispondere); la società catanese chiede inoltre che l’Ato ceda solo la parte relativa al conferimento in discarica, mentre le fatture sono uniche e può quindi essere ceduto l’intero credito e non una sola parte. Se ne discute da due mesi senza trovare soluzioni e nel frattempo la spazzatura rimane in strada.

Le reazioni degli amministratori. “Stiamo lavorando per trovare soluzioni alternative, come la discarica di Enna – commenta il sindaco di Giardini, Nello Lo Turco – avevamo chiesto la convenzione diretta con la Sicula ma la negano se prima non si salda il pregresso. Così non se ne esce mai”. Non sono mancati i malumori perché qualche comune, come Nizza, sabato ha potuto scaricare a differenza, ad esempio, di Fiumedinisi, che fa parte dello stesso ambito di raccolta ottimale. L’amministrazione nizzarda sabato ha pagato altre due fatture e ha saldato tutti i debiti del 2017, mentre altri comuni sono ancora indietro nei pagamenti. Roccalumera mercoledì ha versato 92mila euro per il mese di agosto 2017 ma mancano ancora settembre, ottobre e novembre 2017 e gennaio 2016. Francavilla, ad esempio, risulta ancora debitrice di 723mila euro. “Il Dipartimento regionale Rifiuti, a cui avevo scritto a settembre, ha chiesto alla Sicula Trasporti di ricevere comunque i rifiuti in quanto assegnataria di un pubblico servizio di notevole rilevanza, nelle more che la questione economica sia risolta” fa notare il sindaco di Fiumedinisi, Giovanni De Luca; nella stessa nota la Regione dà la possibilità ai Comuni di utilizzare un sito diverso. “L'Amministrazione ha incassato la Tari 2017 che i cittadini hanno pagato: che fine fanno i soldi della spazzatura? Perché gli Amministratori ritardano i pagamenti dei servizi - peraltro non contestati - creando disservizi e disagi?  I cittadini meritano risposte serie e veritiere e non annunci” scrive Rita Corrini, capogruppo di minoranza di Roccalumera, a cui ha eplicato il sindaco Gaetano Argiroffi: “La discarica è stata chiusa non per Roccalumera ma per l'Ato Me4, che ha un debito nei confronti dei gestori della discarica di oltre 3 milioni di euro, siamo stati coinvolti nella chiusura anche noi come Comune di Roccalumera in quanto conferiamo l'indifferenziato nella stessa discarica. La comunicazione è arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì e fino all'ultimo, spiegando le nostre ragioni, abbiamo sperato che ci facessero conferire i nostri rifiuti indifferenziati. Il Comune di Roccalumera con l'Ato non ha più alcun rapporto gestionale, dobbiamo circa 300 mila euro per le fatture di settembre-ottobre e novembre 2017 che sono state regolarmente inserite in bilancio e che sono in fase di pagamento”.


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