Mercoledì 01 Dicembre 2021
Scontro aperto tra Roccalumera e Furci. La minoranza contesta ritardi negli interventi


Depuratore, Argiroffi attacca Francilia: "Non appena avrò le analisi denuncerò il Comune"

di Andrea Rifatto | 03/04/2021 | ATTUALITÀ

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Il depuratore consortile di Roccalumera

“La causa dei cattivi odori dal depuratore fognario di Roccalumera è chiara, inconfutabile e incontrovertibile, non appena arriveranno i risultati delle ultime analisi dell’Arpa interverremo con un’azione penale nei confronti del Comune di Furci Siculo”. Non ha usato mezzi termini il sindaco di Roccalumera, Gaetano Argiroffi, durante la discussione in Consiglio comunale della problematica relativa agli odori nauseabondi che per tre mesi hanno ammorbato l’aria nella zona sud del paese, aperta in aula su input della minoranza che ha presentato un’interrogazione e una mozione. Già nella lettera del 10 marzo al prefetto il primo cittadino roccalumerese aveva accusato il comune confinante di scaricare reflui anomali nell’impianto consortile, provenienti da una fabbrica di lavorazione degli agrumi che secondo gli accertamenti svolti da Furci è invece in regola, e attende adesso il responso ufficiale dell’autorità ambientale per procedere a tutelare la sua comunità. “C’è un reato penale da parte dell’Amministrazione comunale di Furci, che non può immettere reflui industriali nella condotta per uso civile in quanto la legge lo vieta - ha detto Argiroffi - il sindaco è stato avvertito più volte di questa intollerabile situazione, adesso chi ha sbagliato pagherà, non ammetto più appello, gli ho concesso parecchio tempo ma non ho ottenuto risultati. Sia io e il mio capoarea dell’Ufficio tecnico siamo perseguibili penalmente se la depurazione non viene effettuata correttamente, in quanto abbiamo la responsabilità della gestione dell’impianto”. Il sindaco di Roccalumera ha ricostruito tutti i passaggi seguiti, con la prima lettera inviata a Furci il 22 dicembre per comunicare l’arrivo di reflui anomali, come segnalato dalla ditta che gestisce il depuratore: “Non siamo stati mai fermi, abbiamo fatto dei prelievi sia noi che la ditta con un laboratorio privato e ci sono 19 comunicazioni a tutti gli enti, Regione, Città metropolitana, Arpa, Carabinieri e prefetto. Dalle verifiche è emerso come da Furci arrivassero reflui con un Cod (domanda chimica di ossigeno) di 1.400, quando invece tale valore non deve essere superiore a 500 per gli scarichi civili - ha spiegato Argiroffi - e le acque acide e con un elevato indice di tossicità hanno inciso sulla sopravvivenza e lo sviluppo della massa attiva del depuratore e danneggiato le parti elettromeccaniche. Io non ho il potere di agire fuori dal mio comune, non posso chiudere una fabbrica a Furci e se non ho un supporto ufficiale dell’Arpa non mi posso muovere, pur avendo dei dati di laboratorio inconfutabili. Quando arriveranno ufficialmente i risultati, che io già conosco, procederò penalmente nei confronti di Furci. Noi non abbiamo alcuna responsabilità, ricordo che fino al 22 dicembre il nostro depuratore era tra i tre migliori in Sicilia”.

Secondo la minoranza l’Amministrazione inizialmente ha minimizzato la questione e non è intervenuta: “I cittadini si sentivano abbandonati, era doveroso eliminare le cause della problematica - ha evidenziato in Consiglio la capogruppo Rita Corrini - perchè si è atteso febbraio per fare qualcosa? Si doveva agire già a dicembre e cercare di risolvere il problema, invece l’Amministrazione si è mossa dopo la nostra segnalazione del 4 febbraio e solo dopo le continue lamentele dei cittadini e della nostra segnalazione il Comune ha scritto alla ditta gestore del depuratore per un pronto intervento”. Ricostruzione smentita da Argiroffi, che ha ribadito di essersi mosso già in precedenza. Per il capogruppo di maggioranza Cosimo Cacciola l’azione della minoranza è “sciacallaggio politico, perchè se si conosce il problema si collabora per risolverlo e non si accusa cercando di cavalcare il disagio dei cittadini, Roccalumera non ha nessuna colpa”. Contestazione respinta al mittente dall’opposizione. Cacciola ha poi illustrato i dati dei reflui in arrivo al depuratore evidenziando come per alcuni mesi (dicembre-febbraio) Furci stranamente abbia scaricato quantità maggiori di Roccalumera, anche fino al doppio a livello giornaliero, pur avendo meno abitanti, sottolineando come non si tratta solo di reflui civili: “Il 29 dicembre Furci ci ha risposto dicendo di aver verificato come nella fabbrica agrumaria avvenisse l’autonoma depurazione dei reflui prima dell’immissione in condotta e che il prelievo istantaneo fatto da noi al depuratore era avvenuto senza il loro controllo visivo: dunque il sindaco di Furci non si fidava del controllo al depuratore ma di quello che gli ha detto la ditta privata, quindi un amministratore pubblico che va contro l’Ente con cui è consorziato e a favore di una ditta privata”. Adesso i cattivi odori sono cessati, secondo l’Amministrazione di Roccalumera perchè si è fermata la lavorazione degli agrumi, ma l’obiettivo è non abbassare la guardia e far sì che il problema non si riproponga nei prossimi mesi: “Daremo battaglia - ha concluso Argiroffi - quei reflui devono essere depurati all’interno della ditta e poi smaltiti in depuratori industriali”. La mozione della minoranza tendente ad assumere iniziative per risolvere il problema, tra cui la nomina di un esperto, è stata bocciata dalla maggioranza e trasformata in presa d’atto di quanto fatto fin qui dall’Amministrazione e ulteriore impulso ad agire nell’interesse dei cittadini.


COMMENTI

DOMENICO SPADARO | il 03/04/2021 alle 19:05:37

abito a 20 metri dalla fabbrica e posso dire che non si è mai fermata tranne nei giorni di sabato e festivi, anzi spesso lavora fino a tarda sera con i riflettori

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