Martedì 06 Dicembre 2022
La Regione revoca i fondi che dovevano essere spesi per azioni di interesse comune


Democrazia partecipata, 8 comuni perdono 58mila euro per non aver coinvolto i cittadini

di Andrea Rifatto | 07/02/2020 | ATTUALITÀ

1803 Lettori unici

Il municipio di Taormina

I tagli ai trasferimenti della Regione mettono in difficoltà i Comuni, costretti a fare salti mortali per far quadrare i conti. Gli stessi Enti che lamentano una continua diminuzione dei contributi, però, si concedono il lusso di perdere risorse a causa di proprie negligenze non imputabili agli organi centrali. È quanto accade con i fondi per la democrazia partecipata, cioè il 2% sul totale delle somme di parte corrente trasferite ogni anno dalla Regione, che devono essere spesi con strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune. In caso contrario, la legge ne prevede la restituzione nell’esercizio finanziario successivo. Esattamente ciò che è accaduto per il 2017 a otto comuni della zona jonica e della valle dell’Alcantara, che sono stati sanzionati dall’Assessorato regionale delle Autonomie locali per un totale di 58mila 309 euro, visto che non hanno fatto decidere ai cittadini che tipo di iniziative utili alla collettività intraprendere, come ad esempio realizzare un’area giochi per bambini o creare zone wi-fi free, non comunicando alla Regione, che ha inviato l'ultimo sollecito il 27 novembre, se le somme siano state spese e in che modo. Il Dipartimento regionale delle Autonomie locali ha reso noto l'elenco dei Comuni siciliani inadempienti totalmente o parzialmente sulla spesa dei fondi della democrazia partecipata: in cima alla classifica dei Comuni “distratti” Taormina, che dovrà restituire alla Regione 15mila 542 euro; seguono Francavilla di Sicilia 15mila 217 euro, Pagliara 8mila 378 euro, Alì Terme 5mila 162 euro, Santa Domenica Vittoria 6mila 487 euro, San Teodoro 4mila 931, Savoca 2mila 383 euro e Antillo, che dovrà restituire solo 209 euro in quanto dei 6mila 209 euro da destinare alla democrazia partecipata ne ha spesi 6mila. Dunque un’opportunità persa per questi Comuni, che non hanno dato voce ai cittadini lasciando a loro la possibilità di scegliere come spendere le risorse.


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.