Mercoledì 24 Luglio 2024
Il sindaco di Taormina richiama il comandante della Polizia locale e interviene il collega


De Luca revoca l'autorizzazione per Lo Presti a Nizza, Briguglio chiede il dietrofront

di Andrea Rifatto | 01/01/2024 | ATTUALITÀ

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Il comandante Lo Presti è a Nizza da due mesi

Far rimanere in servizio il comandante della Polizia locale esclusivamente a Taormina, senza “prestiti” in altri Comuni. È la decisione che ha assunto il sindaco Cateno De Luca, che venerdì ha revocato il nulla osta rilasciato l’8 settembre da Palazzo dei Giurati per consentire al commissario Daniele Lo Presti di espletare l’incarico a scavalco a Nizza di Sicilia per 12 ore settimanali, oltre le 36 ore previste dal contratto a Taormina. La comunicazione è arrivata venerdì nel municipio nizzardo come un fulmine a ciel sereno, visto che Lo Presti ha iniziato la sua attività solo all’inizio di novembre e secondo gli accordi deve rimanere fino al 7 settembre 2024. Una decisione che ha sorpreso l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Natale Briguglio, che si è messo in contatto con il collega taorminese per capire i motivi della decisione, che sarebbe legata all’esigenza di Palazzo dei Giurati di avere la presenza continua del comandante Daniele Lo Presti sul territorio della città del Centauro. Il dialogo tra Briguglio e De Luca avrebbe portato quest’ultimo a fare marcia indietro e  rinunciare alla revoca del nulla osta, per consentire così al funzionario di continuare a svolgere il suo compito anche a Nizza di Sicilia, dopo che sono stati fatti presenti dal collega nizzardo gli sforzi sostenuti dal suo Comune per avere una nuova guida per la Polizia locale. Proprio per creare le condizioni ottimali per il suo arrivo, infatti, l’Amministrazione di Nizza di Sicilia ha costituito il Corpo e il 7 novembre il sindaco Briguglio ha nominato Lo Presti comandante con il grado di commissario capo, previsto per i comandanti di Corpo senza qualifica dirigenziale. Una decisione, quella di Cateno De Luca, apparsa quindi poco opportuna a neanche due mesi dall’avvio dell’incarico in scavalco, ma che dovrebbe essere ormai superata dopo il chiarimento.


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