Giovedì 25 Febbraio 2021
Coldiretti Sicilia denuncia la tragica situazione del comparto


Crisi del limone siciliano, nei supermercati jonici frutti esteri a 3 euro al chilo

di Andrea Rifatto | 15/09/2016 | ATTUALITÀ

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Limoni d'importazione in vendita nei supermercati jonici

La crisi del limone siciliano si abbatte anche sul comprensorio jonico messinese. L’allarme lanciato da Coldiretti, che ha denunciato come nel 2010 nell’Isola i limoneti si estendevano su una superficie di circa 22.400 ettari, diventati 17.800 nel 2015 e scesi ancora quest’anno, fotografa una situazione critica ma allo stesso tempo paradossale. In quello che è da sempre conosciuto come il territorio degli agrumi, la grande distribuzione e gli esercizi medio-piccoli vendono limoni d’importazione a 3 euro al chilo e ad agosto, complice anche la riduzione della produzione siciliana, i frutti al supermercato hanno raggiunto un prezzo di quasi 4 euro al chilo. “La situazione del comparto – spiega Coldiretti – è tragica: quest’anno anche il prezzo dei limoni siciliani all’origine è aumentato e sono cresciuti i furti in campagna, ma non si capisce perché bisogna acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra. I limoni arrivano sul mercato da Sudafrica e Argentina ma si tratta di un prodotto di scarsa qualità che nulla a che fare con le qualità organolettiche di quello siciliano”.

Nelle campagne della zona jonica, dove un tempo la vendita dei limoni garantiva il sostentamento ad intere famiglie, gli agricoltori sono costretti a fare i conti con le leggi del mercato: “Se riusciamo a vendere i nostri prodotti ai prezzi stabiliti dai distributori, non siamo comunque in grado di coprire i costi che è necessario affrontare durante l’anno per curare e irrigare i campi – spiegano. Molti stanno abbandonando le campagne perché non possono continuare a rimetterci di tasca propria”. Dove un tempo esistevano distese di limoneti con diverse varietà, come il femminello S. Teresa, oggi c’è in buona parte il deserto. La soluzione? Provare a investire in nuovi impianti puntando su cultivar di prestigio come il “Limone Interdonato Messina Jonica IGP”, fiore all’occhiello della nostra produzione che si caratterizza per la qualità, la produttività delle piante (la raccolta va dal 1 settembre al 15 aprile) e il gusto unico, nascendo da un innesto tra un albero di limoni con uno di cedro, e l’“apireni”, cioè senza semi. Il mercato c’è ma servono anche gli aiuti economici: in quest’ottica si guarda ai bandi del Piano di sviluppo rurale Sicilia 2014-2020, in fase di pubblicazione.


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 16/09/2016 alle 17:35:58

Le chiacchiere non servono! Se produrre costa più di quanto si ricava è chiaro che non si produce più: una volta con cinquanta piante si vivacchiava, con cento si manteneva un figlio agli studi ... Oggi per mantenere un agrumeto servono soldi: la gestione è passiva e si fa solo per passione. Solo quest'anno si spunta un prezzo remunerativo, per il verdello però ... ma manca la produzione. Il limone interdonato si produce solo per una parte dell'anno, mentre il limone comune (nostrale, femminello, zagara bianca, monachello ...) dava anche quattro ed a volte anche cinque quote (raccolte); quindi il limone interdonato rappresenta solo una parte della soluzione perché non si può forzare (dare la secca) per produrre i verdelli come il limone comune. Occorre pensare a come ridurre i costi ed a come fare in modo che i ricavi vadano a chi produce e non agli intermediari. Per primo occorre finanziare l'approvvigionamento idrico ... ... ed infine occorre eliminare tanti passaggi tra produttore e consumatore.

roberto m moschella | il 16/09/2016 alle 22:08:58

Io mi rifiuto di comprare limoni di importazione e consumo solo ed esclusivamente quelli locali, quando finiranno e stanno per finire, per me il limone non esiste piu'. Se la rumenta estera costa 3 euro al kg il nostro limone ne vale almeno 10 euro al kg. Cio' premesso, ''Se il limone non rende piantate verdelli'', cosi' sembra che abbia detto un politico del continente in visita ai tempi di Mussolini. La crisi del limone, nella nostra riviera e' un antico problema, quando ero bambino ricordo le lamentele dei piccoli produttori e ''i iastimii '' indirizzate ai sensali, ma tutte le domeniche mattino al ponte della ciumaredda c'era un fermento come le grida di una Borsa di scambio. Oggi e' tutto finito, credo in modo irreversibile e cio' fa parte della crisi di tutta l'agricoltura italiana che il Sistema sta deliberatamente distruggendo a favore delle multinazionali dotate di coltivazioni intense e ben innaffiate di prodotti chimici. Il motto e' : mangiate merda, miliardi di mosche non possono sbagliarsi.

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