Lunedì 25 Maggio 2020
Chiesta una regia unica per avere informazioni utili a limitare la diffusione del contagio


Covid-19, sindaci messinesi a prefetto e Regione: "Vogliamo dati su contagi e tamponi"

di Andrea Rifatto | 27/03/2020 | ATTUALITÀ

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A stilare il documento il sindaco di S. Teresa

“Siamo costretti a convivere quotidianamente con enormi criticità, abbiamo bisogno di comunicazioni immediate per poter intervenire in tempi rapidi e limitare al massimo la diffusione del contagio da Coronavirus”. È ciò che chiedono 80 sindaci della provincia di Messina (tutti quelli della riviera jonica e anche oltre) in un documento indirizzato al prefetto di Messina, al presidente della Regione siciliana e all’assessore regionale alla Salute, proposto dal sindaco di S. Teresa Danilo Lo Giudice, affinché l’Asp cambi metodo e li aggiorni sulla gestione della pandemia nel territorio peloritano. “Ciò che si sta verificando in provincia evidenzia come la diffusione del Covid-19 stia avvenendo principalmente nelle strutture sanitarie e/o similari per poi diffondersi nei nostri territori – esordiscono – e ciò non può e non deve essere sottovalutato. Non esiste alcuna comunicazione ufficiale da parte di nessun organo che ci informa circa eventuali casi di contagio positivo dei nostri concittadini, non esiste una regia unica, un soggetto deputato giornalmente a trasferirci informazioni sulla messa in quarantena dei nostri concittadini o di eventuali tamponi effettuati e quindi l’esito degli stessi – lamentano – per poter adottare con la massima urgenza le misure necessarie a determinare una riduzione del contagio”.

I primi cittadini ritengono innanzitutto indispensabile disporre un coordinamento, che possa prevedere anche l’eventuale presenza al suo interno di una minima rappresentanza dei sindaci, e chiedono di disporre i tamponi per chi opera in prima linea (operatori sanitari, forze dell’ordine, sindaci, volontari di Protezione civile), oltre a risolvere le criticità denunciate da tempo sull’assenza di informazioni. “In ogni Distretto sanitario dovrebbe essere possibile effettuare i tamponi, mentre gli operatori sanitari ad oggi non sono stati sottoposti a tampone e non si intende farlo fin quando non si evidenziano sintomi - prosegue il documento – e ciò espone notevolmente le nostre comunità ad enormi rischi, considerato che gli stessi sono quotidianamente in prima linea; ad oggi gli operatori sanitari evidenziano di non avere dispositivi di protezione individuale né nelle strutture di emergenza-urgenza né in quelle sanitarie, con un’enorme esposizione al rischio di contagio”. “Un documento – concludono i sindaci messinesi – a supporto della gestione dell’emergenza senza alcun spirito di polemica ma solo al fine di supportare al meglio gli organi preposti”.

“Abbiamo necessità di ottenere informazioni, non possiamo continuare ad avere notizie sommarie e non ufficiali – aveva detto nei giorni scorsi Lo Giudice – io stesso ho scoperto domenica di avere una persona in quarantena, si era registrata sul portale Asp ma nessuno ce l’aveva detto. Ho chiesto l’elenco dei pazienti e dei dipendenti delle strutture sanitarie della provincia, perché devo sapere dove sono, come si muovono, se entrano in contatto con qualcuno o meno – ha spiegato il sindaco di S. Teresa – ma mi ha risposto solo la clinica “Cristo re”. L’Asp non ha contezza di ciò che succede al Neurolesi piuttosto che al Policlinico, ma un sindaco cosa deve fare, può girare mari e monti per sapere quali siano i suoi cittadini ricoverati, quali siano le persone che vi entrano in contatto e i dipendenti che lavorano nelle strutture?” Lo Giudice aveva già informato il prefetto, che gli ha fatto presente come l’argomento sia stato affrontato nei giorni scorsi dal Comitato per l’ordine e la sicurezza: “Ancora, però, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione, non voglio fare polemica con nessuno ma da 15 giorni chiediamo risposte, noi sindaci non sappiamo cosa succede a casa nostra e tutto ciò è inammissibile: qualcuno ci dia queste informazioni vitali, altrimenti corriamo un rischio troppo alto e continuiamo ad essere lasciati soli”.


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