Mercoledì 19 Gennaio 2022
Ordinanze dopo la riunione con l'Anci Sicilia. A Taormina i positivi salgono a 253


Covid-19, i sindaci della zona jonica chiudono le scuole: ecco dove e fino a quando

di Redazione | 12/01/2022 | ATTUALITÀ

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Le lezioni proseguono a distanza

Alla decisione della task force regionale di questa mattina, che ha stabilito il rientro da domani a scuola per tutti gli studenti siciliani, si oppongono moltissimi sindaci siciliani, che hanno annunciato la decisione di chiudere le scuole fino a domenica, demandando agli istituti la scelta sulla didattica a distanza. Nel pomeriggio il sindaco di Palermo e presidente dell'Anci, Leoluca Orlando, ha riunito i primi cittadini siciliani ed è emerso come non ci siano ancora dati certi sui tracciamenti nè sui contagi ed è stato ritenuto che finché non ci saranno il ritorno in classe non è sicuro. La decisione dell'assemblea è stata quella di adottare singole ordinanze dei sindaci sulla basa dell'articolo 50 del Testo Unico Enti Locali, che dà facoltà ai primi cittadini di intervenire in caso di pericolo, in questo caso vista l’eccezionale e straordinaria necessità di tenere le scuole chiuse dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus nella popolazione scolastica. Alcuni comuni della zona jonica potrebbero essere dichiarati zona arancione dal presidente della Regione, che nell'ordinanza di questa sera ha inserito nel Messinese solo il comjne di Capizzi, e ciò consentirebbe la firma di ordinanze sindacali per la sospensione delle lezioni in presenza: alcuni sindaci hanno deciso comunque di anticipare i tempi ed emanare i provvedimenti. Dunque scuole chiuse, con l'attivazione della didattica a distanza, a TaorminaLetojanni, Castelmola, Mongiuffi MeliaGallodoro, Furci SiculoScaletta Zanclea, Sant'Alessio Siculo, Limina Antillo fino a domenica, a SavocaRoccalumeraPagliaraMandanici, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Itala Alì fino al 21, a Santa Teresa di Riva fino al 23 gennaio. Domani, giovedì 13, si rientra quindi regolarmente a scuola in presenza solo a Giardini Naxos, Forza d’Agrò e Alì Terme.

“Dai dati forniti risultano ad oggi 253 positivi, di cui 16 nuovi positivi nella giornata odierna - si legge nel provvedimento del primo cittadino di Taormina, Mario Bolognari - e tra i casi indicati quelli relativi a soggetti in età scolare costituiscono una percentuale significativa”. Secondo il sindaco “il rientro a scuola, in assenza di un preventivo screening di tutta la popolazione scolastica e nella quantità ancora limitata di vaccinazioni della popolazione scolastica, costituisce oggettivamente un rischio che potrebbe aggravare la situazione epidemiologica del comune”. Bolognari conferma che oggi l’Ufficio del Commissario ad acta per l’emergenza Covid- 19 di Messina lo ha avvisato di aver chiesto alla Presidenza della Regione siciliana la dichiarazione della zona arancione per il territorio del Comune di Taormina e “verosimilmente il provvedimento regionale interverrà entro qualche ora e in ogni caso, al di là della dichiarazione formale, la condizione epidemiologica di Taormina è già da zona arancione”.

"Anche su richiesta dell’Anci l’Assessorato regionale alla Salute rafforzerà ulteriormente le operazioni di campionamento e vaccinazione della popolazione scolastica - dice l'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla - anche di quella nella fascia 5-11 anni che, ad oggi, rimane la più scoperta in termini di immunizzazione. Al contempo, in un equilibrato e previsto dosaggio di responsabilità e di pesatura delle oggettive criticità epidemiologiche, sarà possibile adottare la Dad in coincidenza con situazioni di straordinaria elevazione del rischio infettivo, sempre sulla base della conoscenza dei dati sanitari. Il rientro in presenza garantisce la riaggregazione virtuosa delle comunità scolastiche ma è nostro dovere mantenere alta l’attenzione verso l’andamento della situazione pandemica che, comunque, non trova, all’interno delle scuole, il suo maggiore punto di alimentazione, visto il rispetto delle misure di sicurezza e protezione previste, per le istituzioni educative, dalle norme nazionali e regionali”.


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