Mercoledì 27 Maggio 2020
Concluse le riprese dopo la vittoria del concorso. La premiazione si terrà a Roma


Corto sulle diversità, studenti-registi del Liceo Classico tra Taormina e S. Teresa

27/11/2019 | ATTUALITÀ

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Gli studenti con i docenti romani della Luc

Si è concluso con successo il Seminario di Cinematografia offerto dall’Ente Nazionale dello Spettacolo di Roma alla classe VB del Liceo Classico di S. Teresa di Riva, risultata vincitrice del concorso “Nati nel tertio millennio”, con un soggetto cinematografico dal titolo “L’amicizia sul filo”, incentrato sul tema della diversità culturale. Il seminario di 30 ore è stato realizzato da quattro docenti della Libera Università del Cinema di Roma, una vera e propria scuola dove gli allievi sono formati per diventare registi del cinema professionale. Sotto la supervisione della direttrice Fiorenza Scandurra, i registi Massimiliano Artebani, Jessica Giaconi, Consuelo Pascali e Angelo Tarquini, hanno, nel primo incontro di natura teorica, approfondito insieme ai ragazzi discipline quali la sceneggiatura, la regia e la fotografia. Nei giorni seguenti, le riprese per realizzare il cortometraggio del soggetto sono state girate a Taormina, tra l’Isola Bella e l’area della funivia, e a S. Teresa, tra il lungomare, Villa Crisafulli-Ragno e la cucina del ristorante Talia. Protagonisti delle riprese sono stati anche un piccolo ma già promettente attore di Castelmola e un ragazzo della Somalia, che si è calato egregiamente nella parte dimostrando versatilità e spirito di collaborazione. L’esperienza è stata per i ragazzi emotivamente coinvolgente e didatticamente proficua. Il montaggio del corto sarà ultimato a Roma dove gli studenti si recheranno dal 10 al 13 dicembre, ospiti dell’Ente Nazionale dello Spettacolo, per partecipare in qualità di giurati al “Tertio Millennio Film Festival” e ricevere, poi, nell’ ultimo giorno, il premio per il corto da loro stessi realizzato. Viva soddisfazione è stata espressa dal dirigente scolastico Carmela Maria Lipari, che ha evidenziato come, nell’era dell’immagine, la cultura classica possa tranquillamente dialogare con i nuovi linguaggi della contemporaneità, favorendo l’acquisizione di competenze spendibili non solo nel campo della cultura ma anche in quello del cinema, della televisione e della scienza.


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