Domenica 28 Febbraio 2021
Lungomare affollato, persone senza protezioni e pochi controlli dopo il lockdown


Coronavirus, fase 2 a Santa Teresa tra troppe libertà e vendite "clandestine"

di Andrea Rifatto | 11/05/2020 | ATTUALITÀ

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il lungomare affollato di persone

Che non sarebbe stato un liberi tutti lo avevano chiarito sin da subito tutte le istituzioni, dal Governo alle autorità locali passando per la Regione. Ma dopo due mesi diligentemente sigillati in casa non tutti riescono ad osservare le regole e adottare i giusti comportamenti. Così anche a Santa Teresa di Riva, da qualche giorno, la ripartenza post lockdown si sta affrontando spesso con superficialità, concedendosi fin troppe libertà nonostante siamo ancora in piena emergenza. La fase 2, infatti, non deve trarre in inganno perché non abbiamo ancora le armi per combattere il virus e gli esperti temono proprio i dati del dopo lockdown, quando potrebbero risalire i contagi per via dell’eccessivo allentamento delle misure restrittive. Dal 4 maggio il lungomare della cittadina jonica è tornato a rianimarsi ed ogni pomeriggio viene invaso da famiglie, anziani, bambini, gruppi di adolescenti che passeggiano, corrono, discutono seduti su panchine e muretti, spesso però senza i dispositivi di protezione, in primis la mascherina, e senza rispettare la giusta distanza di sicurezza. Lo “struscio” sulla litoranea mancava a tanti e si formano spesso capannelli di amici e conoscenti, soprattutto in corrispondenza dei locali pubblici, che dialogano dopo settimane di lontananza. Complice anche il bel clima, non manca chi ne approfitta per una tintarella in spiaggia così come diversi giovani ne approfittano per trascorrere alcune ore sulla battigia dedicandosi anche ai giochi sull’arenile. 

Nelle piazze i più piccoli scorrazzano a piedi o in bicicletta, finalmente liberi dopo mesi costretti a rimanere reclusi in casa e sono diverse le coppie o i gruppetti di persone che praticano la corsetta, nonostante l’attività sportiva sia consentita esclusivamente in forma individuale e non ammette alcun contatto fisico. Tutte situazioni potenzialmente a rischio di contagio, purtroppo ancora sottovalutate. Anche i controlli da qualche giorno hanno subito una frenata e sarebbe invece opportuno che le autorità richiamassero frequentemente i cittadini al rispetto dei comportamenti, tenendo alta la soglia di guardia. Non mancano quanti pretendono di consumare cibi e bevande all’interno dei bar oppure continuano a farlo nelle immediate vicinanze, nonostante sia vietato, creando spesso piccoli assembramenti anch’essi non consentiti. Ieri assembramenti si sono registrati davanti pasticcerie e rivendite di fiori e anche al circo, nonostante la presenza in ques'ultimo luogo di personale della Polizia municipale. Le attività commerciali sono ancora ferme, molti esercenti ne stanno approfittando per effettuare interventi di manutenzione dei locali in vista della riapertura di lunedì 18 ma c'è chi sfugge ai controlli ed effettua vendite "clandestine" nonostante la chiusura, visto che non mancano comunque le richieste della clientela. La voglia di tornare alla normalità sembra dunque prevalere sui timori iniziali e ne è prova anche quanto si risconta in alcuni negozi di generi alimentari, dove non sempre il distanziamento sociale viene mantenuto. La circostanza che al momento non risultano contagi a Santa Teresa sta dunque spingendo la popolazione verso un liberi tutti (o quasi) che va tenuto sotto osservazione.


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