Mercoledì 27 Maggio 2020
Messa solenne nella chiesa di Portosalvo alla presenza di autorità civili e militari


Celebrata a S. Teresa la Virgo Fidelis, patrona dell'Arma dei Carabinieri - FOTO

di Andrea Rifatto | 22/11/2018 | ATTUALITÀ

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Amministratori e carabinieri al termine della messa

Solenne cerimonia ieri sera a S. Teresa di Riva per celebrare la Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri. La ricorrenza è stata commemorata su iniziativa dell’Associazione Nazionale Carabinieri-Sezione di S. Teresa con una santa messa nella chiesa della Madonna di Portosalvo. Alla funzione religiosa, celebrata dal parroco don Agostino Giacalone, hanno partecipato numerose autorità militari e civili. Presenti alcuni comandanti e carabinieri delle stazioni dell’Arma dei Carabinieri del territorio della Compagnia di Taormina, i sindaci di Taormina, Castelmola, Letojanni, Mongiuffi Melia, Antillo, Alì Terme, Furci, Pagliara, i vicesindaci di S. Alessio, Savoca, Forza d’Agrò, assessori e amministratori per Casalvecchio e Nizza; diversi rappresentanti delle forze armate e di polizia, tra cui il generale Antonio Lando e il colonnello Giovanni Giunta per l’Esercito italiano; il comandante della Guardia costiera di Giardini Naxos, Cosimo Roberto Arizzi; il comandante della Polizia municipale di S. Teresa, Diego Mangiò con rappresentanti del suo Corpo e di altri comuni; rappresentanti della Guardia di Finanza; il Gruppo interforze di Protezione civile jonica e altre associazioni di protezione civile; la Croce rossa italiana di Taormina-Roccalumera; l’Associazione nazionale Combattenti e Reduci di S. Alessio; i giudici Filippo Pennisi e Agostino Cisca e diversi cittadini. Il vicesindaco di S. Teresa, Gianmarco Lombardo, ha portato il saluto dell’Amministrazione e di tutta la cittadinanza, sottolineando come l’Arma dei Carabinieri sia baluardo di legalità e presidio di garanzia contro ogni forma di male; il presidente dell'Associazione Carabinieri di S. Teresa, vicebrigadiere Francesco Musicò, ha ribadito l’orgoglio dei militari in congedo di aver fatto parte della grande famiglia dell’Arma, di cui si sentono tuttora membri. Il comandante della stazione Carabinieri di S. Teresa, luogotenente Maurizio La Monica, ha letto la Preghiera del Carabiniere, mentre il comandante della Compagnia di Taormina, capitano Arcangelo Maiello, dopo aver ringraziato tutte le autorità presenti e in particolare l'Associazione Nazionale Carabinieri e i suoi componenti che hanno lasciato il testimone ai nuovi militari dell’Arma in servizio, ha spiegato le origini della Virgo Fidelis, festeggiata ogni anno il 21 novembre in coincidenza dell'anniversario della Battaglia di Culqualber, di cui ricorre quest'anno il 77esimo anniversario, ricordando in particolare tre appartenenti all’Arma, Giovanni Cavallaro, morto nella strage di Nassirya, Mauro Ferraro e Massimiliano Pugliatti, strappati prematuramente alla vita, evidenziando il loro impegno al servizio della collettività e le loro virtù, esprimendo vicinanza al figlio di Cavallaro, Diego e ai familiari degli altri due militari, presenti alla funzione.

Nella Battaglia di Culqualber i Carabinieri dell’allora I Battaglione Mobilitato scrissero una delle pagine più fulgide e anche più dolorose della loro storia in terra d’Africa, che valse all’Arma la Medaglia d’Oro al valor militare. Fu Papa Pio XII, l’11 novembre 1949, a promulgare un “breve apostolico” con cui stabilì che la Beatissima Vergine Maria, invocata col nome di Virgo Fidelis, sarebbe diventata “... massima Patrona Celeste dell’intera famiglia militare italiana chiamata Arma dei Carabinieri" e che sarebbe stata anche annualmente commemorata il 21 novembre, giornata in cui si celebra anche la Giornata dell’orfano.  Relativamente alla ricorrenza della Virgo Fidelis, è da ricordare come il 9 aprile 1983, Papa Giovanni Paolo II, in una celebre omelia in occasione della sua visita pastorale alla Scuola Allievi di Roma, nell’elogiare i Carabinieri per il loro attaccamento alla Virgo Fidelis, ne evidenziò le qualità che li contraddistinguevano, indicando, non a caso, per prima la “fedeltà allo Stato” poi la “dedizione al dovere” e, quindi, lo “spirito di servizio”.



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