Mercoledì 03 Giugno 2020
Chiesta chiarezza sulla procedura che ha portato la Regione all'acquisto


Castello di Schisò, Legambiente: "Costato tre volte di più del prezzo fissato"

21/11/2018 | ATTUALITÀ

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Il castello di Schisò

“Come si è oggi arrivati a comprare il castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C'è una nuova valutazione del valore dell'immobile? Chi l'ha fatta? Sono i dubbi sollevati da Legambiente Sicilia all’indomani dell’acquisto da parte del Parco di Naxos e dunque della Regione siciliana, del castello di Schisò a Giardini Naxos. “Ci siamo battuti e abbiamo chiesto da tempo che la Regione acquistasse il Castello di Schisò, l'ultima volta nella tappa di Salvalarte, lo scorso 12 maggio, durante un convegno a Giardini - dichiara Gianfranco Zanna,  presidente Legambiente Sicilia – evidenziando però, in quella sede, alcune anomalie nella decisione di un giudice del Tribunale di Messina di annullare la procedura di vendita all'asta. Queste perplessità furono rilanciate in un'intervista dalla storica dell'arte Silvia Mazza che, durante le procedure di vendita nei mesi precedenti, aveva interessato l'allora assessore regionale Vittorio Sgarbi, chiedendogli, giustamente, di non far partecipare la Regione all'asta. La vendita del Castello fu stabilità alla cifra di 1 milione 615mila euro, unico possibile acquirente la società Hotel Palme srl – ricorda Zanna – cifra che avrebbe dovuto sborsare la Regione esercitando il diritto di prelazione, essendo un bene vincolato. Infatti, gli organi del Parco archeologico di Naxos, nella delibera del 30 dicembre 2017, avevano stanziato questo importo per l'acquisto del bene”.

“Ma, il 12 marzo 2018, questo giudice di Messina decide sia di bloccare la vendita sia la successiva base d'asta di 4,1 milioni di euro, per stabilire la quale ha individuato come ‘utile parametro l'ammontare dello stanziamento all'uopo di recente disposto dal Parco archeologico di Naxos’. Inoltre, il giudice – prosegue il presidente di Legambiente –rincarando la dose, parla nell'ordinanza di un ‘intervenuto stanziamento del complessivo importo di 3.413.473 euro" finalizzato dal Parco ‘all'acquisto del Castello’. Peccato che, agli atti del Parco, così come confermò pubblicamente la direttrice del Parco, l’architetto Vera Greco, alla nostra iniziativa del 12 maggio, non risulta nulla di tutto questo, ma solo la delibera che stanziava 1 milione 615mila euro. Ora mi chiedo e chiedo all'assessore regionale Sebastiano Tusa: come si è oggi arrivati a comprare il Castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C'è una nuova valutazione del valore dell'immobile? Chi l'ha fatta? Spero che la base della nuova determina non sia l'astruso e disinvolto ragionamento fatto dal giudice nell'ordinanza. Sarebbe uno scandalo. Chiediamo chiarezza – conclude il presidente Gianfranco Zanna – perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza". 

La replica di Sebastiano Tusa. "Vorrei tranquillizzare coloro che ritengono il prezzo eccessivamente elevato, puntualizzando che lo stesso è stato determinato attraverso una elaborata, precisa e ampiamente documentata analisi effettuata dal DRT - Dipartimento Regionale Tecnico dell'Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità della regione Siciliana, struttura ufficialmente preposta all'esecuzione di tali valutazioni. L'Assessorato dei Beni culturali si è attenuto in maniera neutra e puntuale a tale valutazione. Inoltre è bene ricordare che l'acquisto comprende, oltre all'edificio in sé, anche delle rilevanti pertinenze che contribuiranno a rendere il Parco archeologico di Naxos più efficiente e attraente".


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