Mercoledì 22 Settembre 2021
A Sant'Alessio omaggio al poliedrico giornalista e scrittore per il suo 80° compleanno


Carmelo Duro ricordato dalla Valle d'Agrò: "Le sue idee diventeranno presto realtà"

di Andrea Rifatto | 02/08/2020 | ATTUALITÀ

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La serata per Duro a Villa Genovesi

Giornalista, scrittore, uomo di cultura impegnato anche nel sociale e a difesa dei più deboli. Carmelo Duro era una figura poliedrica nella “sua” valle d’Agrò e venerdì sera a Sant’Alessio chi lo ha conosciuto e apprezzato ne ha ricordato le doti e le innumerevoli attività portate avanti nel corso dei decenni, fin quando un infarto lo ha improvvisamente fermato sei anni fa. L’occasione è stata data dall’evento “Otto borghi, un territorio: la visione di Carmelo Duro”, organizzato a Villa Genovesi da Archeoclub Area Jonica in collaborazione con il Comune e alcune associazioni, proprio nel giorno dell’80esimo compleanno di Duro. A tracciarne il profilo biografico è stata la figlia Mimma, poi la serata, moderata da Filippo Brianni e Ketty Tamà, è proseguita con gli interventi che hanno sintetizzato il pensiero comprensoriale di Duro emerso durante tutte la sue tante attività e la sua umiltà di studioso e narratore. “Era un uomo che non ha mai accettato compromessi, tutto di un pezzo, non faceva sconti e combatteva per le proprie idee a prescindere dal risultato - lo ha ricordato il sindaco Giovanni Foti - non ha mai barattato nulla, una figura pesante e ingombrante ma coerente”; per il presidente dell’Unitrè, Santino Albano, era un “apprezzato storico locale”, mentre il presidente dell’associazione Valle d’Agrò-Carmelo Duro, Pino Chillemi, ha ricordato come “l’amico Carmelo ha sempre scelto di essere e mai di avere, ma adesso è il momento di attuare senza chiacchiere la sua visione unitaria di Valle d’Agrò”. Duro ha scritto di Sant’Alessio e della vallata sulle colonne della Gazzetta del Sud dal 1968 al 2007, curando anche le pagine culturali, e come scrittore è stato il primo a realizzare una sorta di “manuale”, dal titolo “La Valle d’Agrò”, il riuscito tentativo di unire i borghi del comprensorio in un’unica idea di sviluppo. Non mancò l’impegno sociale, attraverso i circoli culturali (Kallipolis) ed i giornali dal forte impegno civile (Il Malessere) che animò proprio da Sant’Alessio: a ricordare il seme culturale del visionario Duro è intervenuto alla serata Pippo Biella: “Eravamo molti giovani ma lui ci ascoltò e ci cambiò la vita - ha detto - con le attività di studio e denuncia fatte con circolo e il giornale: una intera generazione crebbe grazie a lui”. Per Brianni, presidente di Archeoclub, “ancora oggi la politica non ha chiaro il concetto di Val d’Agrò pensato da Duro ma si sta arrivando a quella idea unitaria di vallata che tracciò nel suo libro”. Tra gli intervenuti anche Concetto Orlando, sindaco di Roccafiorita presente in qualità di assessore dell'Unione dei Comuni, Ninuccia Foti, presidente dell’Osservatorio dei Beni culturali dell’Unione dei Comuni, Salvatore Mosca (“Duro e l’arte, un dipinto seicentesco a Sant’Alessio”) e Santino Foti (“Duro e la difesa del lavoro”), mentre l’attrice catanese Mara Di Maura ha recitato dei pezzi del libro “Lampare Spente” di Carmelo Duro.


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