Mercoledì 25 Maggio 2022
Individuato dalla Regione tra i centri dove garantire mammografie a tappeto


Cancro al seno, l’ospedale di Taormina punto d’eccellenza per prevenzione e diagnosi

di Redazione | 10/04/2019 | ATTUALITÀ

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Prima si diagnostica la malattia, più chance si hanno

Porre un freno ai viaggi della speranza in Nord Italia per consentire alle donne siciliane di curarsi nella propria terra. Con questo obiettivo l'Assessore regionale alla Salute ha dato vita ad un piano che rivoluziona i servizi e punta sulla prevenzione del cancro al seno, individuando otto centri di riferimento con le Asp che dovranno fare pressing per garantire mammografia a tappeto a tutte le donne a rischio tra 50 e 69 anni, perché prima si diagnostica la malattia, più chance di sopravvivenza si hanno. Tra questi centri è stato scelto l’ospedale di Taormina, grazie al percorso virtuoso di tutela e attenzione alle donne con la prevenzione, la diagnosi e la cura delle principali patologie, soprattutto oncologiche, avviato dall’Asp di Messina. Il “San Vincenzo” è stato individuato dalla Commissione senologica regionale, istituita dall'assessore alla Salute Ruggero Razza e guidato da Francesca Catalano, direttore dell’Unità di Senologia del Cannizzaro di Catania, come centro di eccellenza nella diagnosi precoce e cura del tumore del seno: l’ospedale taorminese è infatti dotato di una Breast Unit all'avanguardia che metterà in atto i più moderni ed efficaci protocolli diagnostico-terapeutici utilizzati in tutti i centri senologici italiani, con particolare attenzione alla presa in carico a 360 gradi, compreso l'eventuale ricorso alle cure palliative. L’assessore Ruggero Razza ha presentato nei giorni scorsi  il “Percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la diagnosi e la cura del tumore al seno”, che darà a tutte le donne siciliane la certezza di essere curate allo stesso modo in Sicilia così come al Nord.

“Le pazienti potranno curarsi nella loro città – spiega l’assessore – con la consapevolezza di essere seguite da professionalità eccellenti e con gli stessi percorsi diagnostico-terapeutici delle altre regioni”. Le otto strutture che ospiteranno le unità altamente specializzate alla diagnosi e alla cura del tumore al seno (Breast Unit) sono il Civico, Villa Sofia-Cervello e Policlinico a Palermo; l’ospedale Cannizzaro di Catania e i presidi di Taormina, Gela e Ragusa. “I centri – prosegue Razza – sono stati individuati in base al criterio della numerosità dei casi trattati, che non deve essere inferiore ai 150 l’anno”. Da questi dipenderanno i centri spoke, che costituiranno una rete sul territorio, e i privati convenzionati.  L’obiettivo principale è la prevenzione, in quanto la Sicilia è indietro rispetto alle altre regioni per la scarsa adesione agli screening. Il decreto firmato dall’assessore prevede di potenziare le campagna già avviate dall’Asp per chiamare le donne tra i 50 e i 69 anni ad eseguire gratuitamente la mammografia, da ripetere con cadenza biennale. Una parte importante è poi dedicata alle cure palliative, per dare sollievo a chi non ce la fa a vincere la sfida col tumore. Nel 2018 in Sicilia 3.700 donne hanno scoperto di avere il cancro al seno, meno di altre regioni anche se l’Isola paga il prezzo più alto in termini di vite umane: a cinque anni dalla diagnosi sopravvivono 85 donne su 100.


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