Martedì 06 Dicembre 2022
Opere collaudate ma non mancano i difetti: c'è ancora la possibilità di rimediare


Buche e cedimenti sul lungomare di S. Teresa: lavori mal eseguiti dopo la metanizzazione

di Andrea Rifatto | 25/04/2020 | ATTUALITÀ

997 Lettori unici | Commenti 2

Buche in un tratto del lungomare

Sono passati quattro anni dal rifacimento del manto stradale sul lungomare di Santa Teresa di Riva dopo i lavori di metanizzazione ma già diversi tratti, da parecchio tempo, sono costellati da buche e avvallamenti che rendono difficile e pericolosa la circolazione, soprattutto per i mezzi a due ruote. I lavori sono stati eseguiti nel gennaio del 2016 dalla Fin Consorzio, impresa che come obbligo contrattuale aveva l’onere, una volta ultimata la posta delle condotte della rete di metanizzazione, di eseguire a proprie cura e spese il rifacimento del manto stradale di tutte le strade interessate dagli scavi. Ma evidentemente non tutto è stato fatto a regola d’arte e i nodi sono presto venuti al pettine. Basta vedere le condizioni del tappetino di asfalto del litoranea, soprattutto nel quartiere Portosalvo, con zone che hanno subito un cedimento proprio in corrispondenza della trincea dello scavo per la posa della tubazione, a causa di un cattivo costipamento dopo l’interramento dei tubi, mentre altre presentano lesioni dell’asfalto, crepe e buche, senza contare parecchi chiusini divelti perché installati male.


Secondo il disciplinare prestazionale approvato nell’agosto del 2011, il ripristino delle pavimentazioni bitumate doveva avvenire a scavi assestati, con posa di tout-venant bituminoso previo ancoraggio con emulsione bituminosa e cilindratura con rullo compressore, per uno spessore in opera e compresso di 6 centimetri; dopo l’assestamento dello strato base, era prevista la formazione del tappeto di usura dello spessore di 3 centimetri, costituito da conglomerato bituminoso di granulometria 0-15. Dunque uno spessore totale dell’intero pacchetto pari a 9 centimetri. Un passaggio fondamentale del documento è quello in cui si specifica che “le pavimentazioni già ripristinate ma che si presentano deteriorate a causa del calo del materiale di riempimento con rottura del manto saranno riprese più volte fino al collaudo finale”. Per Santa Teresa il certificato di collaudo tecnico-amministrativo dell’opera è stato firmato l’11 dicembre 2018 (data in cui il manto stradale si presentava già nelle condizioni che abbiamo descritto) ma ha carattere provvisorio e diventerà definitivo trascorsi due anni, periodo di garanzia dei lavori. Dunque entro dicembre 2020 è ancora possibile chiedere alla Fin Consorzio il ripristino dei tratti deteriorati o che hanno subito cedimenti, per eliminare disagi e rischi per automobilisti e centauri. L’Amministrazione comunale e l’Ufficio tecnico devono quindi attivarsi in tal senso.


COMMENTI

Sebh | il 25/04/2020 alle 14:10:11

Anch'io 4 anni fa ero più giovane l usura nn si conta secondo me non c'entra niente i lavori eseguiti male

Fabio | il 26/04/2020 alle 07:51:08

Questa non è usura, il problema che non è stata assestata la terra sui condotti altrimenti il problema non era proprio solo ed esclusivamente in direzione delle tubature ma era generalizzato su tutto il manto

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