Giovedì 09 Luglio 2020
Il sindaco di Forza d'Agrò, Fabio Di Cara, al contrattacco dopo l'esito del referendum su Scifì


"Brianni e Santoro sempre perdenti, si dedichino ad altro"

di Redazione | 19/10/2015 | ATTUALITÀ

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Il sindaco Fabio Di Cara. Sullo sfondo la scheda per il voto

All’indomani del referendum popolare sullo scorporo di Scifì da Forza d’Agrò e sul successivo accorpamento al comune di Sant’Alessio Siculo, il sindaco di Forza, Fabio Di Cara, ha commentato l’esito della consultazione, che ha visto recarsi alle urne solo 467 elettori sui 2.512 aventi diritto nei due comuni coinvolti, con una percentuale di votanti pari al 18,59%, ben al di sotto del 50%+1 necessario per poter ritenere valida l'iniziativa refendaria. (RISULTATI DEFINITIVI)

“Il lapidario esito del referendum della giornata di ieri non lascia spazio ad interpretazioni – esordisce il primo cittadino forzese – la soddisfazione dell’amministrazione comunale di Forza d’Agrò è ovvia: ancora una volta, dal responso delle urne, ha ottenuto l’ennesima vittoria e riconferma del corretto operato. Anche nella frazione il risultato delle urne è stato schiacciante: Scifì si sarebbe dovuto aggregare a Sant’Alessio Siculo solo per la volontà di 99 elettori su 293. In pratica solo per la volontà di tre o quattro famiglie che naturalmente sono quelle che politicamente sommano sconfitte elettorali sopra sconfitte”. Secondo Di Cara, l’originaria idea di scorporo in questi ultimi tempi era diventata il cavallo di battaglia di soggetti che non sono riusciti in alcun modo ad avere un ruolo nel contesto sociale e politico della cittadina forzese. “I fautori dello scorporo (idea nata su iniziativa di Filippo Brianni e di un comitato di cittadini scifiesi, ndr) erano soggetti che hanno sempre subito sonore sconfitte nelle amministrative oppure non hanno mai avuto nemmeno il coraggio e la possibilità di proporsi come candidati ai cittadini” sottolinea il sindaco. “Ormai la loro voce è raccolta esclusivamente dai social network, ove danno sfogo a tutte la loro rabbia. Per fortuna l’odio che fomentano dentro se stessi non raccoglie nessun consenso e spesso rasenta il ridicolo. Si è scritta la parola fine ad un idea priva di ogni reale motivazione. A questi soggetti, nel mio ruolo di sindaco di Forza d’Agrò, consiglio di dedicarsi ad altre attività e di non sprecare altro tempo. La comunità di Scifi, con la solida vittoria del 2014, ha deciso chi li deve rappresentare e chi deve portare avanti le esigenze della comunità”. Fabio Di Cara sottolinea poi come vicesindaco, assessore e consiglieri comunali conoscano bene le esigenze della comunità e ricevono quotidianamente concrete risposte da parte dell’intera amministrazione comunale. “Tutto il resto sono chiacchiere da bar" - aggiunge.

Non manca un commento anche sui sostenitori alessesi del “Sì” allo scorporo di Scifì. “Appare anche singolare l’atteggiamento tenuto da alcuni soggetti politici di Sant’Alessio Siculo – scrive il sindaco di Forza d’Agrò –  i quali hanno 'cavalcato' il referendum sullo scorporo per fare della politica locale di infimo livello. Soggetti come il sig. Franco Santoro e qualche altra 'eminenza grigia' locale priva di ruoli politici, infischiandosene della reale problematica di smembramento di un territorio, hanno provato ad anticipare l’inizio della loro campagna elettorale, dichiarando guerra non si comprende bene a chi e spendendo soldi ed energie per sostenere un referendum di cui non ne hanno mai condiviso le idee e gli obiettivi. Da sindaco che ha vinto molte battaglie elettorali posso solo rilevare che, appaiono soggetti senza futuro politico, in quanto su un elettorato di 1.463 votanti, ottenere il consenso di 236 elettori, è un risultato, da “amministratori di condominio” più che da ipotetici amministratori comunali. Parlare di fusione di Comuni – prosegue nella nota – certamente non spetta né ad uno sparuto gruppo di soggetti riuniti in comitato né a soggetti che non godono di alcun consenso. Certamente tale argomento può essere affrontato da amministratori che godono di ampi consensi popolari e possono avviare unitamente ai cittadini possibili idee di sviluppo futuro”.

Di Cara ritiene che in questo momento storico, “ragionando con un po’ di 'fantasia', se di aggregazione si deve parlare questa è proponibile con realtà locali ove il turismo è già una consolidata realtà. Un centro turistico come Forza d’Agrò – spiega – che registra alti numeri di presenze sia a livello locale che regionale, che dà lavoro a molti giovani del comprensorio, deve guardare avanti e avvicinarsi ad altri centri ove il turismo registra numeri maggiori. Ciò significa, che sempre con un po’ di fantasia, se di aggregazione si deve parlare la proiezione è verso Letojanni e il comprensorio taorminese e non verso Sant’Alessio Siculo. Pertanto ogni iniziativa di fusione con Sant’Alessio Siculo – conclude Fabio Di Cara – ventilata da demamoghi e strateghi appare una fallimentare utopia di chi cerca di ritagliarsi due righe sopra i giornali, senza avere a cuore in alcun senso l’interesse del territorio”.

Più informazioni: referendum scifì  


COMMENTI

Filippo Brianni | il 19/10/2015 alle 17:40:03

Ricevere la scheda elettorale dalle vive mani di chi da sette anni dice a te ed al mondo intero che non ti avrebbe fatto votare, non ha prezzo. Vedere gli autorevoli sostenitori del "no" che per sfuggire alla sconfitta si mimetizzano tra astensionisti, emigranti, villeggianti, nauseati della politica e pigri sociali ti rafforza nella convinzione che avevi proprio ragione e che loro, quelli che insultano per dividere e imperare e fanno i conti, lo sanno bene che avevi ragione! Per questo si sono mimetizzati. Per questo insultano. E ti dispiace. Non per te, che avevi visto la strada e ti sei battuto per agganciarla, ma per chi festeggia, felice per… esser rimasto fermo al palo. Sembra la sindrome di Stoccolma. Senz'acqua per giorni e giorni solo per non saper/voler scrivere due righe di ordinanza, tre quarti di alunni senza scuolabus, tutti senza guardia medica, senza municipio, con fognature che sono otturate tra le case e libere di circolare nel torrente di fronte all’Abbazia e vicino alle falde acquifere, senza illuminazione degna di un paese civile; con i torrenti che minacciano il paese, senza un Prg, senza un progetto di sviluppo - che sia uno ! – senza un’idea – che sia una!

eugenio camarda | il 19/10/2015 alle 22:43:33

abbiamo un sindaco che si preoccupa solo di insultare chi non è daccordo con lui ,,chi ragiona con la propria testa, chi è, e si sente libero..Nella storia della repubblica italiana mai e dico mai è capitato che un sindaco in carica va a ricoprire il ruolo di Presidente di seggio elettorale nel proprio Comune che rappresenta.Ebbene il nostro "Sindaco" è riuscito a fare pure questo per potere controllare gli elettori di scifi che si sarebbero recati alle urne per votare il referendum di scorporo, e si è permesso di dire pure che questi elettori saranno iscritti nel libro degli "SS", ovvero subiranno ritorsioni a suo dire.!! Dopo le critiche che gli sono piovute addosso dice che rinuncerà all'indennità di presidente...Perchè non rinuncia invece all'indennità di carica di Sindaco?????

Pippo Sturiale | il 20/10/2015 alle 15:44:38

Ma il quorum era metà più uno degli iscritti a votare ( inclusi i residenti all'estero) !? Questo è il problema. Il quorum dovrebbe essere sui votanti alle ultime elezioni o non ci dovrebbe essere, in modo che sia obbligatorio andare a votare perchè sceglierebbero gli altri ... altrimenti non si può parlare di democrazia! Che il un sindaco, per quanto imparziale, non dovrebbe poter fare il presidente: è la legge che dovrebbe vietarlo ... si tratta di conflitto di interesse!

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