Lunedì 25 Maggio 2020
Ok dal Consiglio all'imposta. Inascoltate le richieste avanzate dagli operatori


Arriva la tassa di soggiorno a Forza d'Agrò, Federalberghi ignorata: "Danno gravissimo”

di Andrea Rifatto | 26/11/2019 | ATTUALITÀ

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Turisti a Forza d'Agrò

Arriva anche a Forza d’Agrò l’imposta di soggiorno. A introdurla è stato il Consiglio comunale, che ieri mattina ha approvato all’unanimità (assente Federico Lombardo in minoranza, uscito anticipatamente per impegni di lavoro) il regolamento sull’istituzione della tassa, introdotta già a fine 2018 ma inapplicata perché la delibera consiliare non venne inviata al Ministero delle Finanze. Obiettivo dell’Amministrazione del sindaco Bruno Miliadò è quello di incamerare somme da riutilizzare per interventi in materia di turismo e promozione, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive; cofinanziamento di interventi promozionali in collaborazione con la Regione e gli enti locali; sviluppo di punti di accoglienza e informazione dei turisti; interventi di manutenzione e recupero dei beni culturali e ambientali rilevanti per l'attrazione turistica, ai fini di garantire una migliore ed adeguata fruizione; interventi per servizi pubblici locali, per la promozione e la valorizzazione di manifestazioni tradizionali e identitarie. “Le somme maggiori le avremo dall’hotel Baia Taormina e auspichiamo che siano fatti i controlli nelle strutture ricettive, che diventano agenti contabili e hanno notevoli responsabilità, e che l’iter per avere le somme nelle casse comunali sia breve” – ha detto dalla minoranza Melina Gentile. “L’iter sarà celere perché le somme dovranno essere rendicontate e versate mensilmente al Comune e non a fine stagione - ha replicato il presidente del Consiglio Piero Bartolone – e stiamo studiando un programma per far comunicare quotidianamente al Comune le presenze turistiche”. “Gli albergatori si sono ribellati e abbiamo fatto un incontro – ci ha detto ieri il sindaco Miliadò – modificando il regolamento, accogliendo alcune loro richieste e accontentandoli”. Ma arrivano già le proteste di Federalberghi Riviera Jonica, che lamenta come le richieste avanzate nei mesi scorsi sono rimaste inascoltate.

L’imposta entrerà in vigore l’1 gennaio 2020 e a doverla pagare sarà chi pernotta in strutture alberghiere (alberghi, alberghi residenziali, alberghi diffusi, alberghi di turismo rurale, villaggi albergo, villaggi turistici e campeggi) o extra-alberghiere (affittacamere, case per ferie, case appartamenti per vacanze, residence, bed & breakfast, agriturismi). La tassa è determinata per persona e per pernottamento: si pagherà 2,50 euro per le strutture 5 stelle o superiori, 2 euro nelle 4 stelle, 1,50 euro nelle 3 stelle; 1 euro per le 2 stelle ed extra-alberghiere, villaggi turistici e altre tipologie. Il contributo è applicato fino a un massimo di 10 pernottamenti annui e di 5 per le strutture ricettive all’aria aperta, campeggi ed aree attrezzate. Esenti i residenti a Forza d’Agrò, i bambini entro 12 anni, i lavoratori delle strutture ricettive locali e delle aziende produttive locali, i malati e coloro che assistono i degenti ricoverati presso strutture sanitarie, gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici, i volontari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine. I turisti verseranno le somme ai titolari delle strutture, che dovranno girarle al Comune entro il 15 di ogni mese, pena sanzioni amministrative pecuniarie. Federalberghi aveva chiesto in particolare di introdurre tariffe uguali a quelle di Letojanni, che vanno da un minimo di 0,30 a un massimo di 1 euro, ma ciò non è avvenuto.

Federalberghi Riviera Jonica non è favorevole alla tassa di soggiorno – commenta il presidente Pierpaolo Biondi, titolare dell’hotel Baia Taormina, la più grande struttura ricettiva di Forza d’Agrò in quanto a posti letto - ben venga se gli importi sono destinati realmente alla promozione, alla qualità e ai servizi per il cliente. La tassa complica le cose ma lo prevede la legge e dobbiamo rispettarla, dunque se si deve fare che si utilizzino le somme per le giuste cause”.  Il Comune il 30 maggio aveva inviato una comunicazione sull’attivazione della tassa ma Federalberghi aveva chiesto di spostarne l’entrata in vigore nel 2020, evidenziando come prima dell’introduzione il Comune avrebbe dovuto sentire le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive, come previsto dalla legge, e chiedendo di istituire un tavolo tecnico con albergatori e associazioni di categoria. “Abbiamo avuto una riunione a giugno e dovevamo incontrarci in questa settimana – ci ha detto Biondi – per stabilire le modalità pratiche di applicazione. Avevamo chiesto di equiparare le tariffe a quelle di Letojanni, comune confinante dove è applicata la tassa, per evitare competizione sleale in quanto una tariffa più alta rispetto al comune vicino creerà un gravissimo danno alle attività ricettive di Forza d’Agrò in quanto le renderà meno competitive. La mancanza di tassa di soggiorno rendeva Forza d’Agrò un comune più competitivo, ora non più – evidenzia Biondi – in quanto con i tour operator si perde un contratto anche per pochi euro. Basta che il Comune copi il regolamento di Letojanni, che è sostenibile: se ci fossero differenze è ovvio che Federalberghi si muoverà per vizio di mercato e competizione sleale. Finora hanno ignorato Federalberghi ma siamo comunque speranzosi – conclude il presidente – in un ravvedimento se non vogliono affondare il turismo a Forza d’Agrò”.


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