Mercoledì 08 Luglio 2020
Inchiesta della Dia e della Procura di Messina: 8 indagati con 3 misure cautelari


Appalti truccati su A18-A20, arrestato il direttore dei lavori della galleria Sant’Alessio

di Redazione | 26/06/2020 | ATTUALITÀ

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La riapertura della galleria a maggio 2018

Corruzione, falsità ideologiche, turbativa d'asta, truffe: sono i reati contestati dalla Procura della Repubblica di Messina, diretta dal procuratore Maurizio De Lucia, nei confronti di tre persone coinvolte in una indagine della Dia peloritana su illeciti nell'aggiudicazione di appalti per opere relative alla sicurezza della rete viaria gestita dal Consorzio per le Autostrade Siciliane. L'inchiesta, denominata “Fuori dal Tunnel”, ha portato alla notifica di tre misure cautelari nei confronti di due funzionari dell'ente e di un imprenditore milanese. Ai domiciliari è finito l'ingegnere Angelo Puccia, 60enne funzionario del Consorzio Autostrade Siciliane, attualmente anche consigliere comunale di Castelbuono. La sospensione dai pubblici uffici è stata notificata all'ingegnere Alfonso Edoardo Schepisi, 68enne, anche lui funzionario del Cas, mentre all'imprenditore milanese Fabrizio Notari, 62enne, rappresentante legale della Notari Luigi S.p.A., è stato notificato il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione. I tre sono accusati - a vario titolo - di corruzione, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico, turbativa d'asta, tentata truffa aggravata in concorso, induzione indebita a dare o promettere utilità. Nell'inchiesta sono coinvolti anche altri 5 imprenditori. A finire sotto la lente di ingrandimento dei magistrati e degli investigatori sono stati alcuni appalti per i lavori effettuati negli ultimi anni lungo il tratto autostradale di competenza del Cas (A20 Messina-Palermo e A18 Messina-Catania), asse viario, che, come ha fatto rilevare il gip nell'ordinanza cautelare, è "già drammaticamente e notoriamente afflitto da gravi carenze strutturali" e lungo il quale frequenti sono stati gli incidenti, anche mortali.

Emerse irregolarità anche nei lavori per la riapertura della galleria Sant’Alessio sull’A18, chiusa nel maggio 2016 e riaperta il 26 maggio del 2018: opera in cui Puccia (nella foto sotto) aveva svolto il ruolo di direttore dei lavori e dove secondo l’accusa piuttosto che preoccuparsi della corretta realizzazione delle opere avrebbe utilizzato il proprio ruolo per - scrive il gip - “propiziare l'assunzione di un suo uomo di fiducia" nei cantieri del subappaltatore. I lavori, subappaltati ad un’impresa del Trapanese, attenevano la realizzazione di perforazioni e di tiranti, nonché l'apposizione di un rivestimento drenante lungo il traforo, ritenuti necessari per consentire la riapertura al traffico di una delle due carreggiate. Per quanto la realizzazione dell'opera presentasse gravi criticità, si registrava come il Puccia - piuttosto che preoccuparsi pienamente delle problematiche che emergevano via via per la corretta realizzazione di quei lavori - in maniera insistente ed insinuante, sfruttava il suo ruolo per “propiziare l'assunzione di un suo uomo di fiducia" presso i cantieri del subappaltatore, il quale, dal canto suo aveva "tutto l'interesse ad ingraziarsi il funzionario" in quanto in quel momento "si trovava alla prese, nello svolgimento dei lavori, con rilevanti criticità di carattere tecnico-esecutivo". Il subappaltatore, "lungi dal subire passivamente le pressioni del Puccia, si dimostrava compiacente, accondiscendendo alla desiderata del funzionario", promettendo a quest'ultimo un colloquio lavorativo alla persona di fiducia del Puccia, per quanto poi alla fine assunto dall'Anas.

I lavori di manutenzione nella galleria Sant’Alessio sarebbero dovuti durare solo un paio di settimane ma durante l’esecuzione si sono verificati imprevisti che hanno dapprima portato allo sospensione degli interventi e poi all’effettuazione di approfondite indagini strutturali. “Durante l’esecuzione dei lavori di manutenzione del rivestimento e di idrolavaggio dell’intera galleria, che era ormai completamente annerita – spiegò allora Schepisi - si sono manifestate delle lesioni e abbiamo deciso di effettuare alcune indagini per verificare le condizioni generali della struttura ed è venuto alla luce che la parte finale della galleria, lato Messina, presenta problemi alla calotta tali da rendere necessari interventi di chiodatura. Allo stesso tempo è necessario risolvere problemi di infiltrazioni d’acqua che hanno fatto sprofondare il livello del marciapiede”. Il tratto interessato era di circa 100/150 metri, a fronte dei 998 metri complessivi di lunghezza della galleria. Quei 100 metri di galleria da rimettere in sesto erano diventati il simbolo dell’inefficienza e per 25 mesi gli automobilisti hanno rischiato la vita ogni giorno nel tunnel a fianco, dove si circolava con un doppio senso di velocità insidioso e pericoloso. La riapertura della galleria Sant’Alessio sull’A18 Messina-Catania aveva rappresentato un “evento” per il Cas e il Governo regionale. Non c’era stato il taglio del nastro ma al “varo” del tunnel erano arrivati l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Marco Falcone, e l'allora presidente del Cas, Alessia Trombino, oltre allo stesso ingegnere Puccia e al direttore tecnico del Cas, l’ingegnere Salvatore Minaldi.


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