Sabato 02 Marzo 2024
Partecipata assemblea del Comitato Beni Comuni. Contestato l'operato dell'Ufficio tecnico


Antenne Santa Teresa: "Lottiamo uniti per tutelare la salute". Parte una raccolta firme

di Andrea Rifatto | 09/02/2023 | ATTUALITÀ

976 Lettori unici

L'assemblea pubblica al Palazzo della Cultura

Fare fronte comune per lottare con un unico obiettivo: tutelare la salute dei cittadini riuscendo ad individuare un equilibrio per minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici. È stato questo il messaggio lanciato a Santa Teresa di Riva nel corso di una partecipata assemblea pubblica organizzata dal Comitato Jonico beni Comuni, al Palazzo della Cultura, per discutere sulle stazioni radio base per la telefonia cellulare, alla luce del caso esploso a dicembre sull’installazione di due antenne 5G di Iliad, al momento non attive dopo l’annullamento dei permessi di costruire da parte del Comune. “La partecipazione attiva della popolazione è fondamentale e permette di distinguere cittadini attivi, passivi o peggio parassiti - ha detto il presidente di Beni Comuni, Salvuccio Irrera - ognuno deve fare la propria parte, l’azione civica non si può esaurire al momento delle elezioni quando scegliamo i nostri i rappresentanti, ma deve esercitarsi nella quotidianità a favore della qualità della vita. Dobbiamo giocare questa partita, riuscendo a far convivere l’interesse alla connettività con la tutela della salute pubblica”. Il Comitato ha avviato una campagna di sensibilizzazione, tramite una raccolta firme, affinché la cittadinanza sia coinvolta e consapevole che la questione riguarda l’intero territorio cittadino e non solo coloro che vivono nelle immediate vicinanze delle stazioni radio base. “Partiamo dal principio di precauzione dell’Oms - ha detto il professor Santo Trimarchi, che ha ripercorso le tappe e le battaglie condotte in questi anni - e dalla possibile correlazione tra l’utilizzo dei cellulari e le patologie cerebrali per l’esposizione a lungo termine ai campi elettromagnetici. Dobbiamo fermare l’installazione selvaggia di nuove antenne, soprattutto in zone densamente popolate”. 

Il Comitato Jonico Beni Comuni ha sollecitato l’Amministrazione comunale a indicare subito delle aree a monte del paese da riservare alle stazioni radio base, tra l’altro già individuate negli anni scorsi dal professor Pippo Sturiale, da inserire come appendice al Regolamento esistente, ed evidenziato la necessità che il Comune si doti del Piano antenne per non lasciare al privato della scelta dei siti di installazione e contrastare allo stesso tempo l’azione dei colossi delle telecomunicazioni. “Bisogna intanto creare un movimento permanente di controllo, riunire le forze politiche e tutti i cittadini - ha detto la professoressa Annabella Sgroi - e le due antenne Iliad in fase di costruzione non devono entrare in funzione, dobbiamo muoverci tutti insieme per eliminarle”. Il sindaco Danilo Lo Giudice ha ricordato come non sia possibile bloccare le installazioni ma pretendere il rispetto dell regole: “Le ultime modifiche normative hanno ridotto i poteri dei Comuni e negli anni varie sentenze hanno limitato il nostro Regolamento - ha evidenziato - se riusciremo a spuntarla nel contenzioso con Iliad, come mi auguro, troveremo un accordo; se invece dovessimo perdere, passeremo alla seconda fase e vigileremo per garantire la salute di tutti. Già con il professore Sturiale avevamo individuato alcune zone a monte per installare antenne, inserite nel redigendo Piano regolatore generale, e abbiamo invitato tutte le aziende di telecomunicazioni per invitarle a spostare i loro impianti, ma solo una ha risposto e non sono obbligati a farlo. Remiamo tutti nella stessa direzione e raggiungeremo qualche obiettivo”.

Non sono mancate le contestazioni all’iter del silenzio-assenso per le due pratiche Iliad: “Ciò che è accaduto all’Ufficio tecnico è grave - ha detto Mariantonia Briguglio - servirebbe una indagine interna, ora chi pagherà?”. Domanda alla quale il sindaco ha risposto ricordando che il responsabile dell’Urbanistica nel frattempo è andato via: “L’Ufficio tecnico non mi ha informato, nonostante sapesse l’importanza del tema e le tane battaglie e discussioni fatte negli anni, altrimenti mi sarei mosso per tutelare l’interesse generale: siamo intervenuti per bloccare non appena l’ho appreso, ma ciò non giustifica ciò che ha fatto l’Ufficio tecnico”. Tra gli intervenuti anche Domenica Crupi, Alice Sturiale, Sandro Ballisto (Beni Comuni), Giulio Lettina, (Comitato di quartiere Centro) e Santo Lombardo (Comitato di quartiere Portosalvo).

Più informazioni: antenne iliad  


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.