Martedì 19 Novembre 2019
Replica dell'azienda dopo lo stop del Tar all'istanza per adeguare gli impianti


Antenne S. Teresa, Tim al sindaco: "Il diritto alla salute non c'entra con il ricorso"

di Redazione | 26/09/2018 | ATTUALITÀ

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Le antenne esistenti sul lungomare

“Le motivazioni che stanno alla base del rigetto del ricorso sono di tipo tecnico–procedurale e, pertanto, contrariamente a quanto affermato dal sindaco, non sono in alcun modo riconducibili al ‘diritto alla salute’ e alla salvaguardia della stessa”. Lo dice Tim con una nota diramata oggi dall’ufficio stampa, in replica alle dichiarazioni diffuse ieri dal primo cittadino di S. Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, dopo che il Tar ha respinto con un’ordinanza l’istanza cautelare presentata dall’azienda di telecomunicazioni per chiedere l’annullamento degli atti emanati dal Comune che hanno bloccato l’adeguamento tecnologico degli impianti situati sul lungomare. Lo Giudice aveva parlato di “un'altra vittoria contro un colosso delle telecomunicazioni e per la tutela salute dei cittadini, un importante risultato che dimostra ancora una volta come l’azione amministrativa volta prima di tutto alla salvaguardia della salute dei cittadini, sia stata eseguita in modo corretto", evidenziando come “ovviamente nessuno di noi vuole fermare la tecnologia, ma per i sindaci e le comunità locali non è possibile subire supinamente le scelte delle grandi compagnie telefoniche, che espongono i cittadini ad inquinamento elettromagnetico senza che sia possibile avere informazioni esatte sulle conseguenze. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di mettere un freno a tutto ciò, anche grazie al valido supporto ed alla preparazione del nostro esperto in materia ambientale, il prof. Pippo Sturiale, che ringrazio per aver dedicato le proprie competenze a supportarci in questa importante battaglia”.

“Tim ritiene innanzitutto non condivisibili le motivazioni con le quali il Tar di Catania ha respinto il ricorso presentato dall’azienda e comunica di aver già dato incarico ai propri legali di impugnare l’ordinanza al Consiglio di Giustizia Amministrativa – si legge nella nota - inoltre, Tim desidera precisare che le motivazioni che stanno alla base del rigetto del ricorso sono di tipo tecnico–procedurale e, pertanto, contrariamente a quanto affermato dal sindaco, non sono in alcun modo riconducibili al ‘diritto alla salute’ e alla salvaguardia della stessa. A tal proposito, Tim coglie l’occasione per ricordare che i propri impianti di telefonia mobile, così come quello in questione – peraltro, regolarmente funzionante – vengono installati nel pieno rispetto delle normative urbanistico-edilizie e in materia ambientale, e che sono tenuti costantemente sotto controllo al fine di garantire la piena osservanza della legislazione vigente in materia di emissioni di onde elettromagnetiche. Tim, infine, precisa che l’intervento che al momento è stato impedito, riguarderebbe soltanto un’implementazione tecnologica che mette a disposizione della cittadinanza reti radiomobili più evolute (4G LTE) per fornire servizi più avanzati e connessioni ad altissima velocità di cui altrimenti gli abitanti della zona non potrebbero beneficiare. Nella speranza di aver fornito le evidenze necessarie a una corretta informazione verso i cittadini e i lettori”.


COMMENTI

fausto parra | il 26/09/2018 alle 19:37:19

dilettantismo allo sbaraglio..povera riviera jonica nelle mani di esperti politici e para....

franco | il 27/09/2018 alle 18:17:22

La legge già tutela la salute della popolazione e dei lavoratori stabilendo i limiti di attenzione e di esposizione ai campi elettromagnetici sotto la vigilanza dell’ARPA e solo un capriccio degli enti locali porre ulteriori limitazioni con conseguenze per un servizio di pubblica utilità

Pippo Sturiale | il 28/09/2018 alle 15:35:26

l'installazione delle SRB è sempre avvenuta in dispregio del regolamento allora vigente. Una SRB autorizzata ed installata è stata dismessa ed era fuori dal centro abitato. Il comune non può occuparsi per legge della salute ma applicare il regolamento la tutela.

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