Martedì 20 Ottobre 2020
Avviata la demolizione dell'impalcato sul torrente: struttura pronta a fine 2021


Addio al "Morandi" della Valle d’Agrò: ecco come sarà il nuovo ponte S. Teresa-S. Alessio

di Andrea Rifatto | 16/10/2020 | ATTUALITÀ

1883 Lettori unici | Commenti 3

I lavori avviati ieri mattina

Una lunga attesa durata oltre dieci anni ma finalmente sono iniziati i lavori di demolizione e ricostruzione del ponte Agrò sulla Strada statale 114, che collega i centri abitati di Santa Teresa e Sant’Alessio. Ad un anno dall’aggiudicazione e un mese dalla consegna, infatti, l’impresa affidataria è entrata in azione ieri mattina con la prima ruspa che sta procedendo a rimuovere l’asfalto dalla sede stradale per consentire la successiva demolizione del vecchio impalcato, costruito negli Anni ’50 in cemento armato precompresso con il sistema Morandi, dal nome dell’ingegnere che lo sperimentò, famoso per la progettazione del viadotto Polcevera a Genova, chiamato per l’appunto ponte Morandi, parzialmente crollato nel 2018 a causa del degrado strutturale. Degrado che negli ultimi 15 anni ha interessato anche il ponte Agrò, chiuso più volte o aperto con limitazioni al transito proprio per le sue condizioni strutturali fino all’interdizione definitiva decisa il 4 settembre del 2018. Ad eseguire le opere è il raggruppamento di imprese “Mit Costruttori-Consorzio Stabile Alveare Network-Cgc Srl-Bosco Italia-Tecnolavori” di Adrano, che ha vinto la gara offrendo un ribasso del 31,171% per un importo di 4 milioni 583mila 941 euro per i lavori, a cui si aggiungono 238mila 577 euro per oneri di sicurezza, per un totale di 4 milioni 822mila 518 euro. L’operazione è finanziata con i fondi della Regione, che ha concesso ad Anas un contributo di 8 milioni 966mila 250 euro, di cui 6 milioni 898mila 443 per lavori e 1 milione 071mila 556 per somme a disposizione. Il cantiere verrà allestito su entrambi i lati con ingresso da quello alessese, dove sono in corso gli ultimi interventi di spostamento delle linee telefoniche. La circolazione della Ss 114 continuerà ad essere deviata sulla passerella provvisoria realizzata alla foce del torrente nel 2016. 


Il progetto, redatto da due studi di Torino e Nicosia, prevede l’abbattimento dell’attuale impalcato e delle pile di sostegno, con la ricostruzione dei pilastri in cemento armato e del nuovo ponte in acciaio e non in cemento armato precompresso, come previsto nel progetto preliminare, in quanto Anas e Genio civile hanno posto il veto per i nuovi viadotti sui corsi d’acqua ad interassi tra le pile inferiori a 40 metri e pertanto, dovendo mantenere l’allineamento con le pile del viadotto ferroviario, si è passati a lunghezze di campata doppie delle attuali, con cinque campate centrali da 45,70 metri e tre campate (due lato Messina e una lato Catania) tra 20 e 22 metri. La carreggiata sarà allargata fino a 16,10 metri, con due corsie da 3,75 metri ciascuna, due banchine da 1,50 metri, un marciapiede lato mare largo 3,20 metri e una pista ciclabile sul lato ferrovia larga 2,40 metri; previsto inoltre un nuovo impianto di illuminazione con lampade a led su tutto il tracciato stradale, lungo 326 metri. La durata prevista dei lavori è 430 giorni: dunque dall’inizio degli interventi bisognerà attendere 14 mesi per la riapertura del ponte Agrò, ipotizzabile (a meno di imprevisti) per dicembre 2021. Il cantiere si snoderà in 14 fasi e in quelle iniziali sarà necessario chiudere per brevi periodi anche la strada che da Santa Teresa lungo piazza Stracuzzi conduce alla frazioni di Savoca e la Strada provinciale 12 da Sant’Alessio verso Limina: per non interrompere il transito il progetto prevede la realizzazione di due piste sterrate sulle sponde dell’Agrò, così da permettere ai mezzi di circolare. Direttore dei lavori è l’ingegnere Cristiano Fogliano, capocentro Anas di Messina.

Più informazioni: ponte agrò  


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 16/10/2020 alle 13:26:39

Ma la ruspa è più leggera di auto, moto e bici!?!?

giuseppe cacciola | il 16/10/2020 alle 20:46:51

Finalmente iniziano i lavori,ma ancora una volta ribadisco che la strozzatura della bretela in entrata a Sant'Alessio e' obrobbiosa ed illogica,come il sottopasso ferroviario, non c'erano altre soluzioni? O forse un allargamento stradale temporaneo verso i privati avrebbe reso la viabilita' piu' sicura.

fahrenheit | il 16/10/2020 alle 23:36:54

Tutti i ponti a travata in cemento armato presenti sul nostro territorio stanno venendo giù coma castelli di carta. Già quello tra Furci e Roccalumera sul torrente Pagliara è stato pressocchè totalmente ricostruito oltre 10 anni fa . L’unico perfettamente stabile è quello sul torrente Savoca tra Furci e S. Teresa costruito ad arcate con volte in pietrame tagliato come facevano gli antichi romani, peraltro sotto l’aspetto architettonico e paesaggistico è anche molto attraente

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