Mercoledì 03 Giugno 2020
Negata la sospensione dell'ordinanza: la questione sarà discussa nel merito


Abusi edilizi di don Broccio, resta valida la demolizione: il Cga ripassa la palla al Tar

di Andrea Rifatto | 16/12/2019 | ATTUALITÀ

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Il complesso in contrada Ligoria

Dovrà essere il Tar di Catania a decidere se sospendere o meno l’ordine di demolizione emesso dal Comune di Santa Teresa di Riva a carico del sacerdote Francesco Broccio per le opere abusive realizzate all’interno del “Parco della Divina Misericordia” in contrada Ligoria. Il Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo, al quale Broccio si era rivolto dopo che il Tribunale amministrativo etneo ha respinto in primo grado il ricorso cautelare presentato contro il Comune per bloccare il provvedimento abbattimento di quattro edifici, tra cui una chiesa, per un totale di 3.000 metri cubi, ha infatti stabilito con un’ordinanza che la Terza Sezione del Tar dovrà fissare in tempi celeri l’udienza di merito per affrontare la discussione del ricorso, non accogliendo di fatto anche in secondo grado la richiesta di sospensione degli atti del Comune. I giudici del Cga hanno deciso in camera di consiglio (presidente Rosanna De Nictolis, consiglieri Marco Buricelli, Sara Raffaella Molinaro e Giuseppe Verde, consigliere estensore Antonino Caleca) come “la fondatezza delle prospettazioni della parte appellante, vista la loro complessità, dovrà essere valutata nella sede di merito” e che “le esigenze cautelari residue che riguardano il periculum in mora possono essere adeguatamente soddisfatte da una celere discussione del ricorso innanzi il competente Tar di Catania”. Dunque “l’appello merita accoglimento solo nei detti limiti non imponendosi la sospensione dei provvedimenti impugnati”.

In sostanza è stato confermato come non vi siano i presupposti per sospendere l’ordinanza di demolizione emanata del Comune il 24 maggio, che quindi resta valida, e che l’eventuale danno che potrebbe subire il sacerdote debba essere discusso nel merito. Il Tar aveva rigettato il 9 ottobre il ricorso cautelare perché “nel caso di impugnazione di ordine di demolizione non sussiste il prescritto requisito del pregiudizio grave e irreparabile, che potrà semmai dipendere dall’emanazione di provvedimenti come l’acquisizione del bene o l’esecuzione in danno” e che “l’ordine di demolizione non determina, se ineseguito, la perdita della proprietà, risultando necessaria l’emanazione di un provvedimento amministrativo che definisca l’oggetto dell’acquisizione”. Sempre il Tar aveva anche respinto il ricorso cautelare contro il diniego del permesso di costruire in sanatoria emesso dall’Ufficio tecnico il 9 agosto. Francesco Broccio è difeso dinanzi al Cga dall’avvocato Gennara Basile (al Tar lo assisteva l’avvocato Francesca Ferro), mentre il Comune dall’avvocato Silvano Martella, che ha sostituito l’avvocato Giuseppe Freni incaricato per il primo grado.

Più informazioni: abusi parco della divina misericordia  


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