Sabato 31 Ottobre 2020
A gestirla sarà un privato. Scelta in controtendenza rispetto alla politica deluchiana


S. Teresa di Riva. La "casa dell'acqua" sorgerà al Borgo Marino

di Andrea Rifatto | 07/07/2014 | AMBIENTE

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La piazza dove verrà installato il distributore

Dopo la falsa partenza dello scorso anno, sembra riprendere l’iter per l’installazione di una “casa dell’acqua” a S. Teresa di Riva. La novità è che il distributore del prezioso liquido verrà posizionato nella piazzetta Borgo Marino, sul lungomare, anziché nell’area di via Fratelli Lo Schiavo individuata in origine. Nella seduta del 30 giugno scorso la Giunta comunale ha approvato lo schema di convenzione per le gestione del servizio, che verrà affidato alla ditta privata che si aggiudicherà la gara d’appalto per la concessione. L’amministrazione guidata dal sindaco Cateno De Luca sembra dunque aver imparato dagli errori commessi in precedenza, quando era stata intrapresa la strada dell’affidamento diretto, scelta lesiva dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento fissati dalle norme. L’iniziativa, senza dubbio lodevole in quanto contribuirà a ridurre la produzione di rifiuti in plastica provenienti dal consumo di acqua in bottiglia, verrà comunque data in mano ai privati, che avranno in concessione per sette anni uno spazio di 5 m2 nella piazzetta dello storico quartiere cittadino, dove verrà collocato l’impianto che distribuirà, al costo di 5 o 6 centesimi di euro, acqua naturale e gassata, sottoposta ad un trattamento di filtrazione, refrigerazione con aggiunta di anidride carbonica e disinfezione mediante un sistema a raggi Uv. Il pagamento da parte degli utenti avverrà tramite tessera o chiavetta prepagata fornita dalla ditta concessionaria, che dovrà sostenere gli oneri per l’installazione del distributore, per l’energia elettrica, la realizzazione di un impianto di videosorveglianza e i costi relativi al consumo dell’acqua potabile che verrà prelevata dalla rete idrica. L’incasso dei proventi sarà invece di esclusiva pertinenza del ditta aggiudicataria.
Il Comune ha quindi deciso di legarsi a doppio filo al privato, a cui verrà assicurato che per tutta la durata del contratto non saranno installate altre “case dell’acqua” sul territorio comunale da parte di ditte concorrenti. Una scelta che di fatto istituisce un monopolio nella gestione dei distributori. E se nel resto d’Italia e in alcune realtà virtuose non troppo lontane, come il comune di Zafferana Etnea, si propende ormai per la conduzione in house delle “case dell’acqua”, acquistate direttamente dalle amministrazioni, a S. Teresa di Riva si consuma una doppia anomalia: il “mantra” dell’internalizzazione dei servizi e della riduzione degli affidamenti a privati sembra di colpo sparire nel caso della gestione dell’erogazione dell’oro blu. Una spesa iniziale di 20-30mila euro che siamo certi non avrebbe inciso sulle casse comunali, a cui si attinge senza esitazione nel caso di incarichi e consulenze esterne. E se il falso problema si chiama manutenzione della struttura, i costi sarebbero facilmente ammortizzabili con gli incassi della vendita della card da distribuire ai cittadini. Nessuna traccia, poi, di meccanismi di premialità, legati ad esempio alla quantità di rifiuti avviati al riciclo, o di altre iniziative volte a ridurre in misura ancora maggiore la circolazione di involucri di plastica. Ma siamo solo all'inizio, anche S. Teresa imparerà a destreggiarsi nel misterioso mondo del riuso e del riciclo. Forse.

Più informazioni: casa dell'acqua  casa dell'acqua santa teresa di riva  


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