Lunedì 26 Ottobre 2020
Come le buona gestione dei rifiuti riduce i costi e rispetta l'ambiente


Da noi si parla di discariche, ma il futuro è rifiuti zero

di Aldo Lenzo | 06/08/2013 | AMBIENTE

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Strategia “rifiuti zero”, eliminazione degli sprechi e assunzione delle buone pratiche ambientali sono gli obiettivi  attraverso cui realizzare promozione e sostenibilità ambientale, la riproducibilità delle risorse naturali, il valore pubblico dei beni comuni.

Per comunità di poche migliaia di abitanti come quelle del comprensorio jonico si riesce, valorizzando la partecipazione e il coinvolgimento attivo degli abitanti e per le peculiarità strutturale del territorio, ad ottenere risultati difficilmente raggiungibili in aree con maggiore popolazione e complessità. In contesti territoriali come il nostro, la produzione dei rifiuti è generalmente inferiore alla media e si riesce a realizzare un’efficace azione di riduzione, riuso e riciclo anche perché la raccolta differenziata potrà essere, se ben organizzata, quantitativamente e qualitativamente migliore. È prioritario estendere ed applicare su tutto il territorio del nostro comprensorio le buone pratiche e le eccellenze nella gestione dei rifiuti già in corso di attuazione in diverse realtà italiane. Esse riguardano la riduzione dei rifiuti, la riparazione ed il riutilizzo di beni e prodotti di “seconda mano”, il riciclaggio finalizzato al recupero di materia ed il compostaggio derivante da frazione organiche pulite. Pertanto va favorito il passaggio da sistemi stradali di raccolta a sistemi puntuali di raccolta e di tariffazione.

Nel nostro contesto territoriale è anche più facile attivare pratiche virtuose a partire dal porta a porta in grado non solo di intercettare elevate quantità di materiali ma soprattutto di garantire una qualità merceologica idonea alle successive fasi di compostaggio e di riciclaggio; favorire il compostaggio domestico; dotarsi di semplici aree di stoccaggio e trattamento di zona per piccoli impianti di compostaggio; attivare aree di raccolta (centri o isole ecologiche). Con questi accorgimenti si riduce enormemente la quantità di rifiuti che richiedono un trattamento finale, e quindi si riducono significativamente i costi di smaltimento.

I comuni dovranno dotarsi di Piani comunali di raccolta che abbiano come riferimento e volano principale il sistema di raccolta porta a porta, per favorire il massimo sviluppo della raccolta differenziata finalizzato al recupero di materia. Al fine di raccogliere materiali di buona qualità merceologica devono essere incentivati sistemi di raccolta selettiva o monomateriale anziché congiunta o multi materiale. Tali modalità devono essere integrate con isole ecologiche e centri di riparazione e di preparazione per il riutilizzo. A questo proposito i comuni del nostro comprensorio dovranno costituire un Aro (Area di raccolta ottimale) non inferiore a 20.000 abitanti e dovranno dotarsi di tali strutture. Occorrerà incentivare e favorire lo sviluppo di imprenditoria e di posti di lavoro locali per l’attuazione delle attività di recupero di materia e riuso.

L'attuazione delle buone pratiche di prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclo, compostaggio hanno lo scopo di rendere effettivamente residuale le fasi di trattamento/smaltimento dei Rifiuti Urbani Residui (Rur) ed esse stesse devono avvenire puntando a ridurre ulteriormente i conferimenti (che obbligatoriamente devono subire un processo di pretrattamento/stabilizzazione) in discarica.
Massimizzare i recuperi di materia rispetto ad altre forme di recupero e ridurre drasticamente i conferimenti in discarica è infine lo scopo dei nuovi impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) grazie ai quali si allunga il ciclo di vita delle discariche esistenti per una loro gestione in sicurezza e senza la previsione di realizzarne ampliamenti e/o la realizzazione di nuove.

Più informazioni: discarica  rifiuti zero  


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