Mercoledì 23 Settembre 2020
Scarti speciali di vario genere scaricati fin dentro l'acqua dai soliti incivili


Rifiuti gettati nel torrente, discarica della vergogna tra S. Teresa e Savoca - FOTO

di Andrea Rifatto | 02/03/2020 | AMBIENTE

1530 Lettori unici | Commenti 1

I rifiuti scaricati nel torrente

Una vergogna in mezzo alla natura, uno scempio ambientale che continua a inquinare e distruggere il nostro territorio. È quanto abbiamo scoperto lungo la sponda destra del torrente Savoca che divide S. Teresa di Riva e Furci Siculo, ai margini della Strada provinciale 23 che collega con la frazione Misserio. All’altezza della località Rapone, in territorio santateresino al confine con quello savocese, percorrendo una stradina sterrata dalla Sp 23 verso il torrente, si giunge ad uno slargo sull’argine del corso d’acqua che da tempo è stato trasformato in discarica abusiva, dove viene sversato di tutto e soprattutto rifiuti speciali: inerti da demolizioni edili, guaine bituminose, mobili, elettrodomestici, materassi, pezzi di automobili, residui della lavorazione del legno, spazzatura in genere. Scarti che vengono scaricati con gli autocarri perfino sull’argine del torrente Savoca e scivolano nel letto del torrente, a pochi centimetri dall’acqua con il rischio di inquinare le falde acquifere della zona, che alimentano diversi pozzi utilizzati anche per alimentare gli acquedotti comunali. Una discarica abusiva creata nel tempo da quanti preferiscono sbarazzarsi in modo illecito dei propri rifiuti anziché smaltirli nelle discariche autorizzate come prevede la legge, risparmiando quindi sui costi ma facendo pagare il loro gesto criminale a caro prezzo alla collettività. La zona va al più presto bonificata per evitare ulteriori conseguenze ed è necessario incrementare i controlli per beccare e sanzionare chi pensa di farla franca: in questa direzione non aiuta di certo la drastica riduzione del numero di agenti della Polizia metropolitana in servizio esterno disposta dalla Città metropolitana di Messina (40 categoria B sono stati dirottati ad altre funzioni) che ha comportato una riduzione dei controlli ambientali sul territorio. Telecamere e fototrappole possono comunque essere un deterrente contro questi incivili.



COMMENTI

Nameless | il 02/03/2020 alle 16:05:04

un paio di telecamere di sorveglianza in punti strategici e il problema è risolto. i mezzi ci sono, è la volontà che manca

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