Mercoledì 23 Settembre 2020
Una scia di plastica e montano le proteste: il problema va affrontato e risolto


Mare della costa jonica ancora inquinato dai rifiuti, ecco due soluzioni per difendersi

di Andrea Rifatto | 06/08/2020 | AMBIENTE

1767 Lettori unici | Commenti 2

La scia di sporcizia di martedì

Amministrazioni pubbliche e imprenditori privati spendono ogni giorno energie per promuovere le bellezze del territorio jonico, a partire dal mare e dalla costa, per incentivare le presenze turistiche. Ma poi basta una scia di sporcizia e spazzatura che solca per un’intera giornata il mare, la cui origine rimane sconosciuta, ed ecco che tutti gli sforzi vengono annullati, con un danno d’immagine difficile da recuperare. E così anche in questi giorni abbiamo collezionato un’altra pessima figura agli occhi di visitatori e turisti, magari attratti dalle Bandiere blu di Santa Teresa e Alì Terme, tra la rabbia dei residenti che vedono ogni giorno il loro mare “violentato” da forme di inquinamento la cui origine continua a rimanere sconosciuta. Per tutta la giornata di martedì, infatti, tra Giardini Naxos e Scaletta Zanclea  il mare è stato attraversato da una enorme quantità di rifiuti, in larga parte plastica, sospinti fino a riva dalle correnti di rema. Una lunga chiazza, a tratti di colore marrone, che ha impedito ai bagnanti di immergersi facendo esplodere l’indignazione generale, tra turisti, anche stranieri, che hanno immortalato lo scempio con foto e video che magari finiranno all’estero incrementando la già magra figura. Unanimi i commenti di rabbia e sdegno: “Inconcepibile quanto accade nel mare delle nostre località balneari - ha commentato Nino Lo Monaco, consigliere comunale di Sant’Alessio - stavolta non è colpa dei depuratori, i rifiuti solidi non sono liquami e le cause potrebbero essere, anzi sicuramente sono, altre. Un controllo serrato delle navi da crociera e dei mercantili che solcano le nostre acque si rende più che mai necessario ed opportuno, qui non c'entrano le amministrazioni comunali che di colpe ne hanno sicuramente per gli sversamenti ed il cattivo funzionamento dei depuratori - ha proseguito - invito i sindaci dell'intero litorale jonico che va da Messina a Giardini, ed in particolar modo i sindaci Alessandro Costa (Letojanni), Bruno Miliadò (Forza d'Agrò) Giovanni Foti (Sant’Alessio), Danilo Lo Giudice (Santa Teresa) e tutti gli altri compresi il sindaco della città metropolitana Cateno De Luca ed i presidenti delle Unioni dei Comuni, ad intraprendere un'azione di interlocuzione forte e mirata con Sua Eccellenza il prefetto e gli altri organi istituzionali a tutti i livelli, affinché si ponga fine a questo delitto”. “Bandiera gialla, fino a quando dobbiamo tacere la verità? - ha commentato da Furci l’on. Carmelo Briguglio, componente dello staff del presidente della Regione siciliana - il mare nella riviera jonica è sporco, issare vessilli non cambia la realtà. Chi deve, è giusto che provveda”. Rabbia anche dagli operatori turistici: “Purtroppo ci nascondiamo tutti dietro il muro dell’omertà, nessuno vede e nessuno deve parlare di acqua sporca - scrive la titolare di un bed and breakfast di Santa Teresa - intanto ci prendiamo i rimproveri degli ospiti che abbiamo nelle strutture”. E che magari non torneranno più.


Come affrontare un problema che si ripete ad ogni estate ma che non è stato finora arginato e combattuto? Le soluzioni sono diverse e ne avevano già discusso nel 2015 i sindaci del comprensorio jonico, riunitisi su iniziativa dal primo cittadino di Letojanni al termine di quella stagione estiva per analizzare la problematica dei rifiuti in mare, che da decenni segna negativamente le estati della riviera jonica messinese. Tutti si erano detti concordi nel trovare una soluzione definitiva e pronti a fare fronte comune e ad intraprendere azioni risolutive. Ma alle parole non seguirono i fatti. Già allora vennero analizzate alcune soluzioni, che riproponiamo oggi affinché se ne torni a discuterne. Un primo accorgimento potrebbe essere quello di utilizzare una o più imbarcazioni “spazzamare”, speciali battelli impiegati in attività di antinquinamento e disinquinamento in mare per la pulizia degli specchi acquei dai rifiuti solidi galleggianti, in particolare plastica, dai rifiuti semisommersi ed oleosi: mezzi, noleggiati solo per il periodo estivo, che coprendo quotidianamente lo specchio acqueo tra Giardini a Scaletta ripulirebbero rapidamente il mare dalle sostanze inquinanti garantendo la limpidezza delle acque; poi i singoli comuni potrebbero valutare la posa in mare di barriere galleggianti antinquinamento, opportunamente zavorrate, piazzandole magari entro i 200 metri dalla costa per circoscrivere la macchia di sporcizia, quasi sempre proveniente dal largo, e proteggere la fascia più a ridosso della spiaggia. Tutte soluzioni che ovviamente hanno dei costi, probabilmente non indifferenti, che tecnici esperti del settore hanno già prospettato ai sindaci da qualche tempo e che bisogna iniziare a tenere in considerazione, magari iniziando di anno in anno a munirsi di questi sistemi di difesa, perchè altrimenti si rischia di rimanere ancora vittime di “delitti “commessi da altri e che rimangono impuniti.

Più informazioni: mare sporco  


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 06/08/2020 alle 20:02:05

Il tipo dei rifiuti che "vanno a spasso" nel nostro mare (quelli visibili e che destano clamore) difficilmente hanno origine dai depuratori (che occorre manutenere e adeguare!): è mai possibile con i tanti satelliti (anche militari e attivi oltre il visibile) non riuscire a tracciarli e vedere la provenienza !? Non dovrebbe essere impossibile, anzi!!!

giuseppe cacciola | il 08/08/2020 alle 15:46:42

Tutti i piu' maturi ci ricordiamo quando sulle nostre spiaggie trovavamo catrame e pietra pomice, chiaro che venivano dispersi in mare dalle navi mercantili e le correnti provvedevano a spiaggiarli .Da una piu' ampia riflessione possiamo sicuramente escludere le navi crocieristiche,con il covid non vi nessun traffico di navi da crociera, anche perche' le stesse hanno sistemi di smaltimento rifiuti abbastanza monitorati.Son sicuro che i mercantili scarichino in mare parte dei rifiuti solidi che le correnti portano nei nostri litorali. Non e' facile monitorare questi navigli, scaricano piccole quantita' che sommate tutte insieme fanno un bel carico inquinante. Ritorno sui depuratori,che devono essere ammodernati razionalizzati ,ma sopratutto devono essere monitorati costantemente ,non solo da ditte esterne di manutenzione ma da biologi .E' necessario ed urgente che la Unione dei Comuni istituisca un servizio consorziato di monitoraggio biologico dei depuratori della zona Jonica. Per il resto bando alle chiacchiere, bisogna sedersi tutti quanti e studiare il problema cercando le soluzioni piu' ragionevoli e realizzabili in tempi rapidi.

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