Venerdì 30 Ottobre 2020
Il regolamento verrà approvato a breve dal Consiglio. I cittadini sollecitano controlli


Furci, via le stazioni radio dal centro abitato: “Preoccupati da quell’antenna”

di Andrea Rifatto | 23/03/2016 | AMBIENTE

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L'antenna installata nel centro di Furci

Posizionare gli impianti fissi di telecomunicazioni per la telefonia cellulare e radiotelevisivi fuori dal centro abitato, utilizzando all’interno del perimetro urbano solo potenze ridotte ma che comunque garantiscono il servizio. È la soluzione giudicata ottimale che il Comune di Furci Siculo si accinge ad adottare per disciplinare l’installazione delle stazioni radio base a servizio delle reti della telefonia cellulare su tutto il territorio comunale. L’argomento è stato affrontato ieri sera in Consiglio comunale, nel corso della discussione sull’apposito regolamento predisposto dagli Uffici in collaborazione con il Comitato Jonico Beni Comuni, che dallo scorso anno, attraverso l’Osservatorio Ambientale Permanente dell’Unione dei Comuni, ha invitato le amministrazioni a dotarsi di un regolamento che disciplini la materia. In aula, invitato dal presidente del Civico consesso Gianluca Di Bella, é intervenuto il prof. Pippo Sturiale, componente del Comitato ed esperto di impianti di telecomunicazioni, che ha spiegato come sia necessario fare in modo che i ripetitori siano localizzati in maniera logica, razionale e disciplinata, evitando il proliferare selvaggio delle antenne. “Al momento nulla si può dire circa la pericolosità immediata delle onde elettromagnetiche, anche se cominciano ad essere adottate sentenze che addossano loro la responsabilità di crescita di neoplasie – ha specificato Sturiale (nella foto a lato) - ma sono le statistiche epidemiologiche, già da poco disponibili, a dirci che la percentuale di incidenza di malattie anche tumorali in zone con alti valori di campi elettromagnetici è aumentata, ma la diretta correlazione, anche se plausibile, non è certificata”. L’obiettivo del regolamento approdato in aula per l’esame, articolato in nove punti e riformulato rispetto alla prima stesura, è quello di offrire un’alternativa vantaggiosa alle società di telecomunicazioni e assicurare allo stesso tempo un migliore funzionamento del servizio di telefonia mobile, oltre ovviamente a garantire la massima attenzione alla minimizzazione dell’inquinamento elettromagnetico, in base al principio che la potenza deve comunque essere quella effettivamente necessaria con esclusione, quindi, di qualsiasi esubero, allo scopo di evitare le esposizioni indebite ed ai fini del conseguimento della minimizzazione dell'esposizione e della giustificazione del rischio per la popolazione. “Secondo il regolamento, studiato per la peculiarità della nostra conformazione orografica – ha proseguito l’esperto – le varie stazioni radio base dovrebbero essere posizionate sulle diverse collinette a monte del centro abitato, dove con potenze abbastanza modeste, vista l’altezza, si può coprire un’area abbastanza estesa, posizionando invecenel centro abitato delle stazioni di piccola potenza debitamente spaziate”.

Il regolamento andrà a costituire una integrazione alle norme di attuazione del Piano regolatore generale, in modo da fissare criteri localizzativi degli impianti di comunicazione, standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni che, oltre a non creare allarmismi per la salute dei cittadini, rendano più elastica e modulabile la conformazione e la localizzazione delle stazioni radio base per telefonia mobile e radio-televisive, senza creare allo stesso tempo perturbazioni del mercato immobiliare, causate dalla svalutazione degli edifici che sorgono nelle immediate vicinanze delle antenne, o situazioni di impatto ambientale poco gradevoli. Il monitoraggio sull’andamento della potenza effettivamente utilizzata nel tempo sarà garantito da “scatole nere” di cui dovranno essere dotate le antenne, installate in modo tale da registrare i livelli di potenza e disattivare automaticamente la stazioni radio base se si superano i valori prefissati. Visto l’evolversi dei programmi di monitoraggio e memorizzazione dei dati e il massiccio uso di internet per il controllo in tempo reale dei più svariati parametri, invece di report cartacei o scatole nere può essere data facoltà ai gestori di offrire il monitoraggio on-line, indicando il sito internet, da cui sia possibile leggere almeno la potenza istantanea complessiva, con statistiche e grafici per giorno, mese e anno.

Riguardo agli impianti già autorizzati e funzionanti, invece, il regolamento prevede che entro 18 mesi dovranno adeguarsi a tutti i parametri prescritti: in ogni caso, entro nove mesi, dovranno ridimensionare la potenza di trasmissione adeguandola a quella prevista dal regolamento per la loro localizzazione, in modo da minimizzare gli effetti delle onde elettromagnetiche sulla popolazione.
Il nuovo schema di regolamento sarà depositato oggi dal presidente del Consiglio Di Bella presso la segreteria comunale, dove rimarrà fino al 7 aprile al fine di consentire ai cittadini, singoli o associati, di proporre modifiche e integrazioni. Decorso tale termine, tornerà in aula per l’approvazione definitiva, e subito dopo sarà inviato alla Regione che dovrà esprimersi in quanto si tratta di una modifica alle norme urbanistiche. L’iter dovrebbe concludersi nel giro di sei mesi.

Prosegue, intanto, la petizione promossa da un Comitato di cittadini per sollecitare il sindaco Sebastiano Foti ad effettuare controlli sugli impianti esistenti, in particolare su un’antenna per la rete mobile installata nel centro abitato, sulla centrale via IV Novembre: già 200 le firme apposte dai furcesi e i promotori contano di raccogliere nuove adesioni nei prossimi giorni, prima di presentare il documento al primo cittadino. L'obiettivo è quello di sapere se i valori effettivi dei campi elettromagnetici attualmente attivi siano entro i limiti nazionali, richiedendo anche all'Arpa periodici controlli per le aree critiche individuate. 

Più informazioni: antenne furci  


COMMENTI

ing. Davide Maria Palio | il 23/03/2016 alle 22:24:26

Il vero unico modo per mantenere basse le potenze complessive degli impianti esistenti è future è contenere il più possibile il consumo del traffico telefonico e dati sul territorio locale, preservando al contempo le linee telefoniche fisse della zona (scoraggiandone la dismissione) ed educando la popolazione sul rapporto di causa - effetto tra bacino di utenza di telefonia mobile sempre più largo e che consuma molte risorse radio (causa) e potenziamento degli impianti telefonici (effetto). La collocazione degli impianti è un fattore importante, ma da attuare in fase di pianificazione. Da un punto di vista tecnico, quanto riportato sulla limitazione automatica in potenza in base a non ben precisati criteri non è attuabile, per come accennato nel testo, e in tali termini non potrà essere recepito dai gestori. Davide Maria Palio - ingegnere elettronico esperto di sistemi di telecomunicazioni - Catania - info @ cemlab.it

Pippo Sturiale | il 24/03/2016 alle 18:40:46

Concordo con l'ing. Palio che la riduzione del traffico wireless è "un" modo di limitare le potenze, un altro è quello di non usare poche SRB con poteza elevata ma un numero maggiore di impianti, ben distanziati, con potenza ridotta, che servono un numero minore di celle. Occorre, naturalmente, maggiore oculatezza nel fare i progetti e non pretendere di calare in ogni posto progetti standard, in quanto si garantisce si il servizio, ma molto spesso si usano potenze non giustificate dalla garanzia del servizio ed esuberanti. Gli impianti sono autorizzati per una potenza massima prefissata, ma si sa che da remoto gli operatori sono in grado di modulare tale potenza, è semplice installare un limitatore di potenza, in caso contrario si contravviene i termini dell'autorizzazione e tale limitatore dovrebbe interrompere il servizio. Comunque è stata data la facoltà, in alternativa, di offrire un monitoraggio on-line, con memorizzazione dei dati in modo che sia possibile vedere sempre la potenza istantanea. Come vede, ingegnere, cose che voi sapete progettare molto facilmente.

roberto m moschella | il 24/03/2016 alle 21:28:55

Contenere i consumi, (tutti i consumi) e' l'unica soluzione per salvarci, e' talmente ovvio che ci si pensa in pochi e nel frattempo il pianeta soffre e muore. Nel nostro caso e' un intento utopico in quanto le compagnie telefoniche sono aziende il cui scopo e' solo ed esclusivamente il profitto. La rete mobile genera il maggior profitto ed e' per questo che viene incrementata con antenne sempre piu' potenti. Limitare il consumo del traffico telefonico e dati confligge con gli interessi delle suddette societa' che, non dimentichiamo, sono delle potenti corporations transnazionali in grado di influenzare qualsiasi parere tecnico-scentifico riguardante le emissioni di radiazioni elettromagnetiche. La telefonia mobile ha rivoluzionato le abitudini di tutti i cittadini del globo, io comincio a pensare che sia un triste regresso inarrestabile. Buona parte degli utenti consuma banda mobile per vedere video e intrattenersi in stupide conversazioni. Le compagnie guadagnano, l'erario incassa, tutti contenti e alle radiazioni non ci si pensa perche' non si vedono.

Redazione Sikily News | il 25/03/2016 alle 12:47:45

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