Sabato 22 Settembre 2018
Si rischia lo stop a pulizia e smaltimento rifiuti. Roccalumera record negativo


Debiti per 6,5 milioni, l’Ato Me4 diffida 21 comuni: atti a Procura e Regione

di Andrea Rifatto | 17/02/2018 | AMBIENTE

1582 Lettori unici | Commenti 2

Dai 24mila di Mandanici ai 904mila di Roccalumera. Totale: 6,5 milioni di euro. Debiti che i comuni hanno con l’Ato Me4, società in liquidazione, per il mancato pagamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e spazzamento stradale per gli ultimi due anni, 2016 e 2017. E in qualche caso si tratta di somme non versate anche per il 2015. Il preoccupante dato emerge dai resoconti inviati a 22 comuni debitori dall’Ufficio del commissario straordinario, guidato da Ettore Ragusa, che ha invitato e diffidato gli enti a versare con immediatezza gli importi a copertura delle fatture scadute, in quanto vista la carenza di risorse si rischia di non poter più far accedere i mezzi dei rifiuti in discarica e di conseguenza lo svolgimento del servizio rifiuti sarebbe compromesso. “Il perdurare della grave crisi di liquidità dell’Ato Me4 genera e continua a generare disservizi e si ripercuote sul corretto espletamento della gestione integrata dei rifiuti – spiega Ragusa – non solo nei comuni inadempienti ma anche nei pochi in regola con i pagamenti. Nonostante le problematiche il servizio di gestione integrata dei rifiuti è stato garantito con regolarità e continuità fino a oggi, con gravi esposizioni debitorie nei confronti di discariche, lavoratori, fornitori e ditte. Basti pensare – prosegue il commissario – che l’Ato Me4 ha quasi 6 milioni di euro di debiti con le discariche, che da un giorno all’altro potrebbero chiuderci i cancelli. Le somme ci servono prioritariamente per coprire queste spese e quelle per gli stipendi dei lavoratori (che hanno già proclamato lo sciopero per il 26 febbraio, ndc), senza contare le necessità relative a carburante, manutenzione dei mezzi, ecc”. La Struttura commissariale ha declinato qualunque responsabilità, sia di natura igienico-sanitaria e ambientale, che di natura penale, derivante dalla sospensione e/o ritardo del servizio di gestione integrata dei rifiuti, in quanto ritiene sia imputabile esclusivamente ai Comuni inadempienti, e ha trasmesso le note di diffida, per conoscenza, anche al Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, alla Corte dei conti, alla Procura della Repubblica ed alla Prefettura per i provvedimenti di competenza, visto che il perdurare degli omessi pagamenti comporterà sicuramente l’interruzione del pubblico servizio.

La situazione debitoria. Su 22 comuni facenti parte dell’Ato Me4, ben 18 risultano debitori di importi più o meno alti. A questi si aggiungono alcuni Comuni che sono già fuoriusciti dalla società d’ambito in liquidazione ma non hanno versato i debiti pregressi. Tra questi ultimi il record negativo spetta a Roccalumera (nell’Aro Dinarini con Furci Siculo) che non ha saldato 11 fatture del 2017 per 831mila 304 euro e una fattura del 2016 per 73mila 530 euro, per un totale di 904mila 834 euro; tra le amministrazioni diffidate che si sono già “messe in proprio” con l’avvio dell’Aro anche Fiumedinisi, che non ha pagato 12 fatture del 2017 per 139mila 588 euro e 4 del 2016 per 52mila 802, per complessivi 192mila 390 euro, e Nizza di Sicilia, indietro con 8 fatture del 2017 per 277mila 249 euro. I 18 comuni dell’Ato non in regola sono invece: Antillo, che deve pagare 12 fatture 2017 per 101mila 300 euro e 9 del 2016 per 97mila 896 euro, per un totale di 199mila 197 euro; Castelmola, indietro di 4 fatture 2016 per 27mila 2017 euro e 4 del 2017 per 33mila 727, per un totale di 60mila 835 euro; Forza d’Agrò, con 11 fatture del 2017 per 232mila 465 e 6 fatture del 2016 per 130mila 350 euro, con un debito di 362mila 350 euro; Francavilla di Sicilia, con 9 fatture del 2017 per 434mila 225 euro e 2 fatture del 2016 per 102mila 555 euro, per un totale di 536mila 780 euro; Gaggi, 9 fatture del 2016 per 71mila 655 e 16 fatture del 2017 per 247mila 690 euro, con un totale da versare di 336mila 344 euro; Giardini Naxos, che non ha pagato 7 fatture del 2016 per 66mila 655 euro e 9 fatture del 2017 per 676mila 917, per un totale di 743mila 572 euro; Itala, con 14 fatture arretrate del 2015 per 86mila 519 euro, 12 fatture del 2016 per 143mila 693 euro e 11 fatture del 2017 per 136mila 471 euro, per un debito totale di 366mila 684 euro; Letojanni, con 3 fatture del 2016 per 40mila 627 e 6 fatture del 2017 per 364mila 154 euro, per un debito complessivo di 386mila 780 euro; Malvagna, 6 fatture 2016 per 31mila 458 e 4 fatture 2017 per 30mila 229, totale 61mila 687 euro; Mandanici, 7 fatture 2017 per 24mila 019;  Mojo Alcantara, 13 fatture 2015 per 95mila 177, 12 fatture 2016 per 87mila 281 e 11 fatture 2017 per 90mila 705, totale 273mila 165 euro; Motta Camastra, 6 fatture 2017 per 72mila 722 euro; Roccella Valdemone, 9 fatture 2016 per 73mila 725 euro e 11 fatture 2017 per 75mila 447, totale 152mila 349 euro; Sant’Alessio Siculo, 8 fatture 2016 per 175mila e 12 fatture 2017 per 361mila 685 euro, totale 536mila 792 euro; Santa Domenica Vittoria, una fattura 2015 per 9mila 459, 14 fatture 2016 per 125mila 625 e 11 fatture 2017 per 135mila 845, totale 270mila 930 euro; Savoca, 8 fatture 2016 per 121mila 616 e 9 fatture 2017 per 113mila 984, totale 235mila 600 euro;  Scaletta Zanclea, 6 fatture 2016 per 157mila 020 e 11 fatture 2017 per 242mila 358, totale 399mila 379 euro. Nei prossimi giorni verrà inviata la diffida anche ai Comuni di Graniti, le cui spettanze non sono ancora state calcolate esattamente ma dovrebbero aggirarsi sui 250mila euro e probabilmente anche a Furci, che non ha usufruito dei servizi dell'Ato Me4 ma deve regolare delle questioni inerenti il prestito in comando del personale tecnico-amministrativo. Quest’ultimo comune, così come anche Itala, ha contestato negli anni le fatture sostenendo che alcuni servizi non sarebbero stati resi dall’Ato e decidendo dunque di decurtate gli importi da versare. In regola Alì e Alì Terme (già nell'Aro Val di Nisi), Casalvecchio Siculo, Pagliara, Gallodoro e Mongiuffi Melia. 


COMMENTI

armando carpo | il 18/02/2018 alle 10:35:11

Come già riscontato sul Vs profilo facebook, il Comune di Mandanici non risulta moroso nei confronti dell'AtoME4 come erroneamente indicato nella imprecisa nota del Commissario. armando carpo - sindaco di mandanici

Luigi | il 19/02/2018 alle 18:19:58

Se non fosse stato per de Luca S.Teresa sarebbe nel baratro

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