Domenica 12 Luglio 2020
Sabato a S. Teresa di Riva esperti ed istituzioni si sono confrontati con i cittadini


Da rifiuti a risorse: il futuro della gestione in Sicilia

di Andrea Rifatto | 12/05/2014 | AMBIENTE

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Un pubblico attento ed interessato ha preso parte sabato 10 maggio a S. Teresa di Riva all'incontro promosso dal Comitato Jonico Beni Comuni per analizzare e spiegare ai cittadini il sistema di gestione dei rifiuti che dovrebbe partire a breve in seguito alle novità introdotte dalla legislazione regionale. Al convegno, moderato dal presidente del Comitato Jonico Beni Comuni, Salvuccio Irrera, hanno preso parte esperti e rappresentanti delle istituzioni, che hanno permesso al pubblico presente di venire a conoscenza dei vantaggi che possono derivare da una corretta e oculata gestione del ciclo dei rifiuti, ma anche dei problemi che si vivono ogni giorno in Sicilia in un settore spesso mal governato.

A mettere in evidenza l'anomalia siciliana è stato Danilo Pulvirenti, presidente di Rifiuti Zero Sicilia, che ha mostrato come nell'isola si produca la più alta percentuale di rifiuti in Italia ma il livello di raccolta differenziata si aggira in media sul 10%. Un controsenso derivante da anni in cui la politica ha avuto una visione miope sulla filiera dei rifiuti: come spiegato dal presidente di Rifiuti Zero, le responsabilità della disorganizzazione sono da ricercare a livello regionale, vista l'assenza, al momento, di un chiaro e definito Piano regionale dei Rifiuti. Pulvirenti ha poi ripercorso tutte le tappe che devono spingere i cittadini ad arrivare a sposare la strategia rifiuti zero, che se inizialmente può apparire come una chimera, è invece la strada maestra per una migliore tutela dell'ambiente e degli individui. L'assenza di una adeguata governance regionale e gli interessi dei gestori delle discariche private sembrano condannare la Sicilia a rassegnarsi ad un sistema restio a raccolta differenziata e minori consumi: ma non mancano gli esempi virtuosi, come quello di Zafferana Etnea, città alle pendici dell'Etna, dove la differenziata ha raggiunto livelli superiori al 95% e tuttò ciò che ruota intorno al ciclo dei rifiuti viene visto come una risorsa da cui derivano guadagni e nuova occupazione.

Ma la nostra regione negli ultimi decenni non ha certo brillato per oculatezza nella gestione delle risorse e seria programmazione degli interventi: come confermato da Ettore Ragusa, Commissario liquidatore dell'AtoMe3 e dell' AtoMe4, la gestione del sistema rifiuti da parte degli Ambiti territoriali ottimali ha provocato un enorme accumulo di debiti, che hanno costretto i comuni a redigere dei piani di rientro sobbarcandosi così i costi della cattiva gestione. Ragusa ha sottolineato però come dovevano essere i comuni, veri "azionisti" degli Ato, a dover esercitare una attività di controllo sul corretto impiego delle risorse da parte del soggetto gestore, che nonostante le somme ricevute negli anni dalla Regione, non ha saputo avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti.

Interessante l'intervento dell'attuale Commissario di Messinabiente, già assessore nel comune di Capannori (Lucca), Alessio Ciacci, chiamato in Sicilia per portare la propria esperienza nel campo della sostenibilità ambientale. Capannori, primo comune d’Italia ad applicare la strategia rifiuti zero, è oggi un esempio a livello nazionale di come sia possibile, grazie al sistema di raccolta differenziata e di corretto smaltimento dei rifiuti, ottenere enormi vantaggi con ricadute economiche positive anche sugli utenti. Nuovi posti di lavoro, incentivi per le famiglie, tariffe puntuali in base al conferimento di rifiuti, ruolo fondamentale delle isole ecologiche: i dati mostrati da Ciacci hanno stupito il pubblico, ma allo stesso tempo mostrato come sia possibile uscire dall'attuale situazione di cattiva gestione prendendo esempio da chi ha già trovato le soluzioni. Nella città di Messina Ciacci sta avviando un percorso rifiuti zero coinvolgendo una piccola parte della popolazione: una scommessa in una realtà difficile, che vede un'azienda come Messinambiente dover lottare quotidianamente contro un debito di 60mln di euro.

All'incontro hanno preso la parola anche i rappresentanti degli Aro (Ambiti raccolta ottimale): nel comprensorio jonico sono quattro (S. Teresa, Valle d'Agrò, Nisi e Dinarini) e dovranno occuparsi dei servizi di spazzamento strade, raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti. I referenti dei nuovi soggetti gestori hanno brevementi spiegato come sono stati impostati i piani sottoposti al vaglio della Regione e gli obiettivi prefigurati all'interno di essi, tutti volti al raggiungimento di un livello di raccolta differenziata pari al 65% entro il 2015. Assente invece Maria Teresa Collica, presidente della Srr Messina-Area Metropolitana, che avrà un ruolo di coordinamento del servizio di gestione Rifiuti rispetto agli Aro.  

Serena Bonura, rappresentante dell’associazione Ape, che insieme al Comitato Jonico Beni Comuni ed al Comune di Savoca ha predisposto un progetto di compostaggio collettivo, ha illustrato l'iniziativa che partità a settembre nel comune della Val d'Agrò, con il coinvolgimento di circa 30 famiglie che potranno conferire i rifiuti organici nelle compostiere allestite presso lo spazio didattico nel Centro Sportivo Polifunzionale “Città di Savoca” nella frazione Rina

In videoconferenza è intervenuto al convegno Aurelio Angelini, esperto in ambiente e sviluppo sostenibile, che ha subito rimarcato come in Sicilia non vi sia alcuna logica su come affrontare la gestione dei rifiuti, perchè si è rimasti fermi allo schema emergenziale degli ultimi anni. Secondo Angelini, gli Aro sono la risposta sbagliata ad una esigenza giusta, perchè contribuiranno solo ad aumentare la frammentarietà del sistema senza dare alcuna risposta di buona gestione. Al momento infatti esistono tre soggetti con competenze poco chiare: gli Ato, le Srr e gli Aro. Una suddivisione che non permetterà di raggungere alcun obiettivo, secondo l'esperto, nè tantomeno il 65% di raccolta differenziata entro il 2015, vista l'assenza di impianti per il trattamento dell'umido e del secco.
La soluzione proposta da Aurelio Angelini è la condivisione di un piano comune di intervento per tutti gli Aro, al momento nati senza che vi sia ancora il piano di gestione delle Srr. 
Una situazione di stallo che rischia dunque di creare ulteriori ritardi nell'avvio di un sistema che dovrebbe voltare pagina con il passato aprendo uno scenario nuovo nella gestione dei rifiuti, considerati da sempre un problema ma che forse sarebbe il caso di riconsiderare come risorsa.

 

Danilo Pulvirenti

 

Alessio Ciacci
 

Più informazioni: ato  rifiuti  aro  srr  rifiuti zero  comitato ionico beni comuni  


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