Lunedì 26 Ottobre 2020
Carenza di liquidità per i debiti: chiesta la nomina di commissari alla Regione


Ato Me4, il commissario striglia e diffida 9 comuni: si rischiano disservizi e scioperi

di Andrea Rifatto | 23/01/2020 | AMBIENTE

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La raccolta rischia di fermarsi

Rifiuti lasciati per le strade, lavoratori senza stipendio e in sciopero, percentuali di raccolta differenziata che crollano vertiginosamente. Sono le principali conseguenze che si rischiano se non si risolverà al più presto la difficile situazione economica all’interno dell’Ato Me4, società in liquidazione che gestisce il servizio rifiuti in 17 paesi tra Jonica e Alcantara, provocata ancora una volta dai mancati versamenti dei Comuni. Il commissario straordinario Nicola Russo ha diffidato nuovamente 9 enti inadempienti con una lettera inviata ai sindaci, ai segretari comunali, ai dirigenti degli Uffici, ai presidenti del Consiglio e ai revisori dei conti di Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, Gallodoro, Itala, Scaletta Zanclea, Graniti, Motta Camastra, Santa Domenica Vittoria e Roccella Valdemone (e per conoscenza al prefetto, al sindaco metropolitano, al Soggetto liquidatore dell’Ato Me4 e ai sindacati) in cui richiama al dovere “affinché urgentemente si proceda al pagamento dei canoni arretrati con avvertimento che, in mancanza, potrebbe non essere garantita la regolarità del servizio di igiene urbana sul territorio comunale”. Il debito complessivo ammonta a circa 2,5 milioni di euro e nei giorni scorsi hanno saldato i Comuni di Letojanni, Gaggi e Savoca, mentre Sant’Alessio ha pagato alcune fatture e punta a mettersi in regola al più presto. Il commissario Russo chiede di versare fino alla fatturazione di novembre 2019, perché altrimenti sarà crisi. E ieri la raccolta dei rifiuti ha subito rallentamenti in diversi centri, come Sant’Alessio, Forza d’Agrò, Itala, ed è stata effettuata solo nel pomeriggio. Alcune amministrazioni hanno provveduto a versare altre somme e dunque lo stop al servizio per il momento sembrerebbe scongiurato.

“Il mancato pagamento dei canoni mensili determina il mancato versamento delle retribuzioni al personale operativo, difficoltà a poter garantire il versamento degli oneri contributivi e previdenziali, il blocco dei rifornimenti di carburante ai mezzi d’opera (il distributore ha fatto presente che avrebbe garantito la fornitura fino al 21 gennaio) e il mancato conferimento dei rifiuti indifferenziati, della frazione organica e degli ingombranti negli impianti – rimarca il commissario - e quindi difficoltà a poter mantenere le ormai buone performance in termini di raccolta differenziata. Su tali criticità (e non solo su queste) non si comprende come un Comune dopo numerosi solleciti e inviti al versamento dei canoni pregressi (rilevanti per alcune amministrazioni comunali) non sia stato in grado di pianificare un piano di rientro evitando in tal modo il ricorrere continuamente ad azioni estreme – aggiunge Nicola Russo – e spiace, ancora una volta, rilevare come le responsabilità per eventuali criticità a non poter garantire il servizio ricadono esclusivamente sulla Pubblica Amministrazione e, in particolare, sul sindaco responsabile dell’omesso controllo sui funzionari delegati alle attività di competenza di natura amministrativo/contabile obbligatorie ai fini di una regolare ed integrale copertura finanziaria del servizio di gestione integrata dei rifiuti e dei successivi atti propedeutici al trasferimento economico i cui ritardi espongono l’Ente a maggiori spese (azioni legali, interessi). I lavoratori, in arretrato dello stipendio di dicembre e della tredicesima, hanno ricevuto nei giorni scorsi un acconto di 500 euro ma potrebbero presto indire lo sciopero se non dovessero arrivare altri pagamenti. Il commissario ha annunciato inoltre che chiederà all’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità la nomina dei commissari ad acta nei Comuni per recuperare le somme arretrate, che si sono insediati già nei mesi scorsi non riuscendo però a risolvere definitivamente la problematica.


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