Giovedì 30 Marzo 2017
L’antico rudere potrebbe trovarsi sulla sponda sinistra del torrente


Scoperta a Roccalumera la Torre di Pagliara?

di Salvatore Coglitore | 11/05/2015 | STORIA

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L'area dove ricadrebbe la Torre Pagliara e il marchese di Villabianca

Le torri di avvistamento in Sicilia ebbero la peculiarità di offrire una forte resistenza ai frequenti attacchi pirateschi, poiché concepite con spesse mura merlate con cannoni per rispondere al fuoco e munite di cisterne per l’acqua piovana, utilissimo elemento in caso di prolungato assedio. Le torri di avvistamento “secondarie”, come lo erano in massima parte quelle della riviera jonica messinese, furono concepite come robusti magazzini agricoli e naturalmente di difesa delle maestranze, nel caso in cui il nemico si fosse spinto in profondità all’interno delle coste. Più piccole e meno robuste, salvo qualche raro caso, erano quelle costruite da privati cittadini per difendere le maestranze ed i loro beni. A noi interessa però rilevare che queste torri, costruite tra il XII e XVII secolo, hanno in comune il grande fascino di antichi edifici storici e che rappresentavano uno scudo in difesa delle popolazioni rivierasche. Le torri di guardia esistenti originariamente lungo il litorale della riviera jonica erano oltre una ventina, ma solo una decina sono arrivate integre (e malandate) ai giorni nostri: alcune sono crollate (poiché fatiscenti), altre demolite (magari per farne uso del pietrame per altre costruzioni) e di altre, come la “torre di Pagliara” e la “torre Lumera” (entrambe situate alle foci degli omonimi torrenti) o come la “torre di Forza” (al centro di Sant’Alessio Siculo) non si ha più traccia sui luoghi.

Una di queste torri, denominata “Torre della Pagliara” della quale, come dicevamo, si è perduta la memoria storica, era ubicata presso la sponda sinistra del torrente omonimo, nell’allora Marina di Pagliara (già Marina di Savoca), nella zona denominata Palma (Palmolium), che si estendeva in parte tra l’odierno comune di Furci Siculo (dalla via Madonna delle Grazie) e il comune di Roccalumera (fino a circa all’odierno piccolo torrente Pagliara). Ricordiamo che in origine il torrente Pagliara scorreva presso l’odierno piccolo torrente Pagliara (bivio per Mandanici – Pagliara) e che nel febbraio 1763 un’alluvione ne modificò il letto, travolgendo l’abitato di Palma: da allora scorre nell’attuale letto, delimitando il confine tra Furci e Roccalumera.
Nel 1583 l’ingegnere fiorentino Camillo Camilliani ebbe l’incarico da parte della deputazione del Regno di Sicilia di ispezionare minuziosamente e di riferire sullo stato dei fortilizi disseminati lungo le coste della Sicilia, allo scopo di organizzare difese contro le incursioni saracene. Queste torri non erano state concepite, almeno idealmente, come elementi isolati di difesa ma erano adibite al proposito di creare un sistema di postazioni tale da mettere sull’avviso, in caso di pericolo, tutta la zona. La notizia dell’avvenuto avvistamento dei “legni” nemici, attraverso segnali “fani” di fumo (di giorno) e di fuoco (di notte) doveva rimbalzare da una torre all’altra, in modo che si mettesse in atto la difesa o lo sgombero. Le torri descritte dal Camilliani erano solo quelle edificate lungo la spiaggia, mentre quelle più all’interno non erano state menzionate (vedi Torre Catalmo, Torre del Baglio, Torre Bolina e Fortino Ligoria a S. Teresa; Forte Santa Marina e Fortino Coglitore a Furci, torre Locadi (oggi fraz. di Pagliara), la torre Alumera (oggi Allume, fraz. di Roccalumera). 

La Torre di Pagliara: ecco dove si trova
Circa due secoli dopo le coste della Sicilia vennero perlustrate da Francesco Maria Emanuele Gaetani marchese di Villabianca che al precedente elenco di torri ne incluse delle altre, prima non catalogate o perché lontano dal percorso stabilito o perchè realizzate successivamente. Tra queste nuove torri, inserì anche la “Torre della Pagliara”. Ecco la descrizione che il marchese ne fa nel suo libro del 1797 “ Torri di guardia dei litorali della Sicilia”: “Torre di guardia così detta della Pagliara perché sta presso il torrente nomato della Pagliara, che mette foce né mari delle riviere della terra di Savoca”. Quindi Torre, della quale, come già detto, si è perduta la memoria storica, edificata nei pressi della foce del torrente Pagliara, allora terra di Savoca. La descrizione fatta dal Villabianca, sulla ubicazione della Torre di Pagliara, è esatta e coincide perfettamente nei luoghi dove è attualmente sono ubicati i probabili resti della torre. Perchè probabili? Perché nonostante vari solleciti agli enti preposti, non si è riusciti ad organizzare un sopralluogo de visu, per potere appurare se veramente la struttura possa essere la suddetta torre o magari non sia un pozzo di notevoli dimensioni e caratteristiche. La struttura è situata nel territorio di Roccalumera, sulla sponda sinistra alla foce del torrente Pagliara, tra la linea ferroviaria e l’A18, esattamente al centro geografico di quella che fu la città di Palma: a prima vista risulta a pianta circolare e ha le dimensioni e la struttura simili alla Torre Saracena, vicina al piccolo torrente Pagliara, sempre a Roccalumera, però esiste solo il piano terra, poiché la parte superiore è crollata (magari, chissà, durante l’alluvione del 1763).Tutt’attorno alla presunta torre, nel tempo, sono state realizzate numerose casupole come depositi agricoli realizzate in struttura precaria che ne confondono la sagoma originaria, per cui il perimetro è di difficile riconoscimento e disomogeneo. Intorno, inoltre, c’è un ampio cortile (in siciliano baglio). La struttura è in mezzo agli alberi ed è poco visibile dall’esterno del terreno, quindi, come dicevamo, non è facile stabilire se si tratti della mitica torre. L’esimo prof. Angelo Cascio storico di Roccalumera, ci riferisce che in un atto di donazione del 1623, tale Donna Maria Pagliarino, abitante in Messina, “… teni in suo loco in lo territorio delli Pagliara alla contrada di Pagliarino, consistenti in vigne, ceusa, magazzeni, torretta e baglio…”: che si tratti della nostra Torre di Pagliara? Quello che auspichiamo è un sopraluogo congiunto tra i tecnici del Comune di Roccalumera, i funzionari della Soprintendenza e i legittimi proprietari, al fine di poter accertare se tale struttura può essere stata o meno una torre di avvistamento.

P.S.: Vale la pena denunciare la scoperta di questa torre? Infatti, se andiamo a vedere lo stato di abbandono e di degrado delle torri esistenti lungo la riviera (esclusa la Torre Saracena di Roccalumera), il dubbio è legittimo. Tutto questo per capire quale fine farebbe la torre di Pagliara, qualora venisse confermata la scoperta.

 

In copertina la foce del torrente Pagliara e l'area del comune di Roccalumera dove ricade la presunta Torre, nei pressi dello svincolo A18. A destra il marchese di Villabianca che alla fine dell'800 visitò le nostre coste.

Più informazioni: torre pagliara  


COMMENTI

Salvatore Coglitore | il 08/06/2016 alle 17:24:29

A chiarimento di quanti mi hanno scritto per avere delucidazioni. In precedenti sopralluoghi di altri studiosi, che visitarono le coste della Sicilia alla ricerca di queste torri, alla voce “Torre di Pagliara” la identificavano, giustamente, (poiché prima del 1763 il Torrente Pagliara scorreva dove oggi scorre il Piccolo Torrente Pagliara) con la torre che attualmente viene chiamata Torre Saracena, sempre a Roccalumera. Specifichiamo che il Villabianca oltre alla presente torre di Pagliara, segnala la “Torre di Palma” (l’attuale torre Saracena) identificata come torre compresa tra i fiumi di Pagliara e della Lumera (torrente Allume). Inoltre segnala pure la “Torre della Lumera”, alla foce dell’omonimo torrente, della quale oggi non si ha riscontro.

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