Mercoledì 23 Agosto 2017
Prima uscita del candidato sindaco. Annunciati alcuni punti del programma


Scarcella si presenta ai cittadini: "Le vostre idee per dare una svolta a S. Teresa"

di Andrea Rifatto | 26/03/2017 | POLITICA

4193 Lettori unici | Commenti 7

Antonio Scarcella con i sei candidati presenti oggi

“Offrire alla città l’opportunità di una svolta politico-amministrativa per consentire il superamento dell’attuale esperienza di gestione della cosa pubblica e restituirla alla collettività”. Si è presentato così questa sera dinanzi ai cittadini di S. Teresa di Riva il candidato sindaco Antonio Scarcella, che il 3 febbraio ha ufficializzato la sua discesa in campo alla guida della lista “Insieme per cambiare”, che si pone in contrapposizione all’attuale amministrazione. La prima uscita pubblica dell’avvocato 56enne è avvenuta in occasione dell’inaugurazione del comitato elettorale aperto sulla via Regina Margherita, al centro del paese, a cui hanno preso parte alcune centinaia di persone. “Un primo incontro con la cittadinanza e con tutti quelli che hanno a cuore le sorti della nostra città e che intendono aderire al progetto” – ha esordito il candidato sindaco nel suo intervento, preceduto dalla presentazione da parte di Carola Foti dei candidati al Consiglio comunale resi noti finora, ossia Carmelo Casablanca, Vittorio Chillemi, Isabella Latto, Filippo Oneri, Lucia Sansone, Santino Riccardo Santoro e Giuseppe Migliastro (assente perché fuori sede). “Da parte nostra c’è la volontà di fare bene per riuscire a cambiare la città. Per chiarezza e trasparenza – ha subito fatto presente Scarcella – noi avremo una sola lista, un solo candidato sindaco e un solo comitato ma avremo tantissimi supporter che vogliono agire per il bene comune”. Il riferimento è alla compagine attualmente al governo del paese, che ha deciso di presentarsi agli elettori con due schieramenti con candidati a sindaco Danilo Lo Giudice e Cateno De Luca, anche se la lista di quest’ultimo supporterà Lo Giudice per la carica di primo cittadino. “Il nostro progetto si baserà su quattro principi: legalità, trasparenza, democrazia e partecipazione, perché tutti possono partecipare con le loro idee in quanto cittadini liberi. Mi contraddistinguono la concretezza e l’essenzialità – ha spiegato l’avvocato Scarcella – che saranno gli elementi distintivi del nostro modo di operare. S. Teresa ha bisogno di sapere che esistono persone che vogliono cambiare le sorti di questa città, non si può aspettare che le cose si risolvano da sole. C’è la necessità di agire e volere questo cambiamento, con un impegno amministrativo che deve essere una competizione di idee. Candidiamo idee nuove e lavoriamo con passione per rendere migliore il nostro paese – ha aggiunto – con un’apertura di dialogo verso tutti: con noi ogni cittadino sarà messo nelle condizioni di considerarci come i propri amministratori a cui esporre i problemi senza tenere conto dei dissensi della campagna elettorale o dell’appartenenza a una compagine piuttosto che a un’altra”.

“Candidarmi a sindaco è una scelta che non ho fatto io ma abbiamo fatto tutti insieme, così come insieme scriveremo il programma” ha fatto presente ai santateresini il leader di “Insieme per cambiare”. “Affronto questa sfida facendo tesoro della mia esperienza lavorativa di avvocato, delle esperienze umane e affettive, dell’esperienza di giovane santateresino, cresciuto nella nostra straordinaria città alla quale mi sento in dovere di dare qualcosa in più con la candidatura a sindaco. Per questo ho scelto non di appoggiarmi a un pacchetto di voti o a una coalizione già precostituita – ha spiegato – ma piuttosto di contare sull’intera società civile di S. Teresa candidando giovani, laureati, professionisti, lavoratori, tutti accomunati da rettitudine morale, da spirito di collaborazione e volontà di operare concretamente per intraprendere questo entusiasmante percorso che con il vostro consenso ci porterà al governo. Ci occupiamo di politica nel senso nobile della parola, condividendo con gli altri la vita del paese: rivestire un ruolo istituzionale richiede però qualcosa in più, serve la capacità di mantenere un impegno assunto, prima di tutto morale e umano”.

“Non abbiamo la pretesa di essere i migliori e non mendicheremo mai un vostro voto in cambio di un fantomatico posto di lavoro”. Un punto fermo ribadito ai presenti per chiarire che “siamo uomini di buona volontà pronti a spenderci per il miglioramento della nostra città e della condizione di vita dei nostri concittadini”. "La differenza tra politica e improvvisazione è la visione – ha rimarcato Scarcella – e noi vogliamo offrire una nuova visione, un nuovo orizzonte, un nuovo modello di sviluppo per S. Teresa. Abbiamo intenzione di lavorare e governare per la gente e tra la gente. S. Teresa è vostra, siete voi che dovete governare e non subire le scelte altrui. Dobbiamo dare ai nostri figli il motivo di essere orgogliosi di appartenere a questa comunità, non si possono depredare così le nostre risorse e i nostri sacrifici. I nostri genitori hanno lavorato per offrirci un futuro e noi abbiamo dovere morale di non distruggere e fare distruggere tutto ciò”.


Spazio anche per alcune dichiarazioni programmatiche
. “Partiremo ponendo particolare attenzione alle famiglie, all’inclusione sociale e alla cultura – ha annunciato il candidato sindaco – guardando ai problemi irrisolti e alle aspettative dei cittadini, verificando l’effettiva disponibilità di risorse finanziarie e il corretto uso delle stesse. Ci occuperemo della valorizzazione storica e turistico-ambientale del territorio, dello svuotamento del torrente Savoca, di una bretella di collegamento con Furci, del Piano di protezione civile, di una migliore viabilità, dell’annoso problema delle fognature. Accanto a tutto ciò servirà occuparsi della quotidianità, perché a S. Teresa non serve realizzare il colosseo. Le tasse non sono più sostenibili, i negozi chiudono e la gente non arriva a fine mese, non è possibile applicare aliquote molto alte. Agricoltura, pesca e artigianato devono tornare a essere il motore dell’economia. Servono nuovi impianti sportivi perché abbiamo realtà sportive nel volley e nel calcio che meritano di più”.

“Io senza di voi non sono nulla, siete voi l’artefici della rinascita di S. Teresa – ha concluso l’avvocato Antonio Scarcella – e voi avete un’arma potente, il vostro voto da esercitare nel segreto della cabina. Il risultato elettorale non è più scontato ma è imprevedibile. Il mio augurio è quello di avere una competizione sana, leale e di ampio respiro, con un confronto sincero e appassionato, che si fondi sui contenuti e che sappia essere dimostrazione di modo nuovo di fare politica per costruire e migliorare il paese”. I prossimi mesi diranno se sarà così o se la campagna elettorale, che si è aperta con largo anticipo rispetto alle passate Amministrative, sarà caratterizzata da toni aspri e scontri con gli altri contendenti al governo cittadino, che questa sera, a poche decine di metri di distanza dinanzi al comitato di "GoverniAmo S. Teresa" con Danilo Lo Giudice sindaco, hanno "scrutato" gli avversari alla loro prima uscita pubblica.

 

Più informazioni: amministrative 2017 santa teresa  


COMMENTI

Osservatore | il 26/03/2017 alle 23:04:08

Qualcuno lo vorrei vedere in minoranza secondo me in Consiglio farebbero bene , altri scomparire dalla politica e per altri 5 anni curarsi il fegato

osservatore santateresino | il 27/03/2017 alle 11:50:41

Un vero leader non dovrebbe usare l'espressione “Io senza di voi non sono nulla, siete voi gli artefici della rinascita di S. Teresa". Così intende riprendersi Santa Teresa? Meno male ci sono le valide alternative già operative! Mah!

santa teresa vive | il 27/03/2017 alle 18:58:53

santa teresa vive Questi ''osservatori'' forse osservano dalla montagna. A Santa Teresa vogliamo un sindaco, non un leader... arroganza... due liste per maggioranza e minoranza...pupi e pupari...leader... sono concetti che non hanno nulla a che vedere con la democrazia. Umiltà, serietà, concretezza e pacatezza ci rappresentano di più di un leader che crede di essere onnipotente. Non vogliamo essere sudditi di nessuno, qui.

roberto m moschella | il 27/03/2017 alle 20:20:42

I concittadini di qualsiasi compagine che decidono di impegnarsi personalmente nell’agone politico locale sono da ammirare. In tempi odierni e’ un atto di grande coraggio intriso di probabile sincera ignoranza, stante il ruolo vicario che il vero potere impone. In Italia gli organi di autogoverno locale mantengono ancora vitalita’ perche’ in essi si esprime piu’ intensamente la spinta dei cittadini delle moderne democrazie verso una piu’ ampia partecipazione alla gestione della cosa pubblica. Ma il loro potere e’ limitato al compito di ligio amministratore ed esattore per conto terzi. Le forze politiche operanti a livello nazionale negli ultimi 40 anni non sono riuscite a tenere il passo dello sviluppo economico e dei suoi problemi finendo in un progressivo svuotamento. Oggi i maggiori centri decisionali non sono piu’ nel Governo o nel Parlamento, ma ‘’altrove’’ come ebbe a dire Leonardo Sciascia a suo tempo. .....segue.....

roberto m moschella | il 27/03/2017 alle 20:23:22

...seguito.... I trattati europei hanno finito per rappresentare una costituzione parallela in contrasto con molti dei diritti sociali sanciti da quella italiana.La struttura dell’UE si sta rivelando un’arma fenomenale per distruggere lo stato sociale e riaffermare il più rigido comando sul lavoro e a causa delle politiche economiche previste dai trattati siamo stati confinati, insieme agli altri Piigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna),in una condizione semicoloniale nei confronti delle economie centrali guidate dalla Germania, mentre aumentano pressione fiscale ormai insostenibile, disoccupazione, povertà, disgregazione sociale e desertificazione industriale. Gli amministratori locali , di qualunque colore, volenti o nolenti, sono utile rotellina di questo scellerato sistema.

osservatrice | il 27/03/2017 alle 23:54:06

roberto m moschella... la prossima volta sia più furbo nel copia incolla. tutto quello che ha scritto si ritrova pari pari in questo articolo, che non è il suo... https://www.carmillaonline.com/2017/03/26/piigs-per-la-critica-delleconomia-suina/

rpberto mmoschella | il 28/03/2017 alle 09:21:01

Non sapevo che a S. Teresa ci fosse una S.A.O.O. ( societa' anonima osservatori & osservatrici) cosi' affollata, se le maestrine e gli eventuali maestrini dismettessero il ruolo dell'imbeccatore svilito, uscendo allo scoperto, da liberi potrebbero formare una coalizione di sicuro successo. Confermo per correttezza che il commento in questione, nella seconda parte, e' formato da frasi riportate da Carmillaonline. Altre volte ho fatto riferimento direttamente al link del sito, questa volta ho riportato parte dell'articolo che richiedeva solo di essere svirgolettato, la S.A.O.O mi perdoni per la cialtronata. Invece nella prima parte del commento ho preso spunto dal discorso di Eugenio Cefis dal titolo ''la mia Patria si chiama Multinazionale'',tenuto all'accademia militare di Modena nel 1972, riportato in una rivista di pedagogia a cura di Giorgio Radice putroppo introvabile in rete, ma di una attualita' impressionante. Il mio non e' un articolo, non sono giornalista, e' solo un commento non sterile, una opinione che vorrei gridare piu' forte espressa con tanto di nome e cognome. Spett.le Redazione continuate a pubblicare riscontri anonimi mentre noi definitivamente Vi salutiamo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.