Venerdì 20 Gennaio 2017
Procedura votata da cinque consiglieri di maggioranza. Rischio debiti per oltre un milione


Sant’Alessio, sì all'iter per il Piano di riequilibrio: si profila un aumento delle tasse

di Andrea Rifatto | 28/09/2016 | POLITICA

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La seduta del Consiglio comunale

Parola d’ordine: responsabilità. Il Consiglio comunale di Sant’Alessio Siculo ha detto sì all’avvio dell’iter per ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale proposta dall’assessore al bilancio Giuseppe Bartorilla. Dopo due sedute andate a vuoto per la mancanza del numero legale, determinata dall’assenza di due degli otto consiglieri di maggioranza e dall’abbandono dell’aula dei quattro di opposizione, in seconda convocazione è arrivato il voto favorevole del presidente Giuseppe Pasquale e dei consiglieri Donatella Molino, Rosario Trischitta, Natale Ferlito e dello stesso Bartorilla, che ricopre la doppia carica. “Abbiamo deciso di intraprendere questa strada dopo averne discusso in diversi incontri con la compagine di maggioranza – ha esordito nel suo intervento l’assessore al Bilancio – vista la grave situazione debitoria che ci siamo trovati davanti a partire dal 2013 e che abbiamo già affrontato con due manovre nel 2014 e 2015. Un provvedimento necessario perché i conti non possono essere ripianati con procedure ordinarie a causa di debiti fuori bilancio per 270mila euro e altre situazioni debitorie reali e potenziali, tra cui 500mila euro per il lodo arbitrale riguardante i lavori di costruzione della barriera soffolta (primo lotto funzionale), che potrebbero far lievitare ad oltre un milione di euro le passività dell’Ente, con uno squilibrio di quasi 300mila euro nel bilancio di previsione 2016. Una manovra ‘salva Comune’ che consentirà di ripianare il disavanzo in quattro anni – ha spiegato Bartorilla – e che non sarà pesante per il Comune, che visti i tagli ai trasferimenti da stato e Regione deve ormai pensare ad autofinanziarsi per evitare il tracollo”.

All’orizzonte, per garantire maggiori entrate, si profilano aumenti sulle tasse comunali, in particolare il canone idrico, che dovrà garantire la copertura totale del costo del servizio, e l’introduzione dell’imposta di soggiorno a partire dal 2017, con tariffe differenziate in base alle stagioni e alle tipologie di strutture ricettive. “Non dobbiamo fare pesare la manovra sui cittadini che già temono aumenti delle tasse – ha evidenziato il presidente del Consiglio Pasquale – perché sarebbe una spada di Damocle. Non sono d’accordo sull’introduzione della tassa di soggiorno, meglio istituire i parcheggi a pagamento”. Se in aula dovesse arrivare la tassa di soggiorno, Pasquale si è già detto pronto a votare contrario sul Piano di riequilibrio. Critico anche il consigliere Trischitta: “Troppa fretta di ricorrere alla procedura di riequilibrio, avremmo potuto prendere tempo visto che ci sono Comuni siciliani in situazioni ben peggiori delle nostre. Per me si tratta di un pre-dissesto ma voto a favore per senso di responsabilità, anche se il sindaco, il vicesindaco e il presidente del Consiglio conoscevano la situazione debitoria già nella scorsa legislatura. Visto che abbiamo chiesto sacrifici ai cittadini, dobbiamo essere noi i primi a farli tagliando i costi della macchina amministrativa a partire dalla riduzione delle quattro Aree, come chiedo già da due anni. La tassa di soggiorno va bene dal 15 giugno al 15 settembre – ha detto Trischitta – perché rischia di far calare le presenze nel resto dell’anno, ma se ci saranno aumenti spropositati delle tasse voterò no al Piano di riequilibrio”.

“Stiamo sorreggendo il nostro Comune, il nostro è un impegno di responsabilità e non diciamo che siamo in pre-dissesto perchè ci facciamo male da soli” ha puntualizzato Donatella Molino –: staremo attenti nel redigere il Piano”. Il consigliere Natale Ferlito ha suggerito di far funzionare meglio gli Uffici comunali a partire dalla Polizia municipale per aumentare gli introiti delle sanzioni, mentre il vicesindaco Giuseppe Cacciola ha evidenziato la necessità di riequilibrare le uscite e riqualificare il personale, andando anche a controllare tutto il parco progetti per individuare eventuali parcelle non saldate.

In aula anche il sindaco Rosa Anna Fichera: “Inutile rimandare a chi verrà dopo il pagamento dei debiti, perché a pagare siamo sempre noi come cittadini. Vero che sapevamo dell’esistenza di passività anche nella scorsa legislatura ma le sentenze esecutive sono arrivate in questi ultimi quattro anni e abbiamo ottenuto risparmi grazie alle transazioni. I sacrifici fatti non sono stati sufficienti ma andiamo avanti con senso di responsabilità – ha rimarcato il primo cittadino – e non tocchiamo a cuor leggero le tasche dei cittadini”. La delibera non è stata dichiarata immediatamente esecutiva per guadagnare tempo: il Piano di riequilibrio finanziario dovrà comunque giungere in Consiglio entro 90 giorni. Tre mesi in cui la maggioranza alessese dovrà trovare un accordo per presentarsi quanto più compatta possibile per il voto decisivo su un documento che di fatto mette alla prova i già fragili equilibri politici a pochi mesi dal ritorno alle urne.

Più informazioni: piano di riequilibrio sant'alessio  


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