Mercoledì 13 Dicembre 2017
Il sindaco ha risposto alla minoranza sull'episodio accaduto la Notte Bianca


Porta forzata al Municipio di S. Teresa: "Nessun documento sottratto"

di Andrea Rifatto | 16/11/2017 | POLITICA

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La porta forzata durante la Notte Bianca

“Nessun documento sottratto né la necessità di sporgere denuncia, solo lievi danni subito riparati con una spesa di circa 50 euro”. Ha risposto così in Consiglio comunale il sindaco di S. Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, all’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di minoranza “Insieme per cambiare” sull’episodio verificatosi in Municipio tra il 19 e 20 agosto scorsi durante la “Notte Bianca”, quando venne forzata la porta dell’ufficio della segretaria comunale Rossana Giorgianni. La scoperta avvenne la mattina del 21 agosto, quando all'apertura del Palazzo gli impiegati trovarono la stanza, ubicata al primo piano, aperta e con la porta forzata. L'episodio suscitò perplessità tra i dipendenti ma al loro arrivo gli amministratori spiegarono come durante la “Notte Bianca” la stanza della segretaria e quella del sindaco fossero state riservate agli staff degli artisti che si esibivano in piazza Municipio e che una ragazza fosse rimasta inavvertitamente chiusa nell'ufficio, andando nel panico. Non riuscendo a trovare le chiavi, venne deciso di forzare la porta e liberarla. L’opposizione aveva ritenuto i fatti “gravissimi tenuto conto che si è consentito in modo irresponsabile a estranei occupare l’ufficio della segretaria e per di più senza custodia”, chiedendo se fosse stata riscontrata la mancanza di documenti e se fosse stata presentata denuncia alle autorità, se la segretaria avesse autorizzato l’utilizzo della propria stanza e se avesse redatto relazione sui fatti. “Avevo avvertito la segretaria che avremmo usato anche la sua stanza, oltre la mia, in quanto era emersa la necessità per due ragazze di cambiarsi – ha detto Lo Giudice ricostruendo l’accaduto – e la chiave era stata data al nostro responsabile che in quel momento non era lì con loro.   All’interno dell’ufficio non vi erano documenti di particolare rilevanza ma solo vecchie delibere. Gli atti più importanti erano comunque chiusi sotto chiave e non è stato asportato alcunché”. Nulla di grave, dunque, secondo l’Amministrazione.


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