Mercoledì 13 Dicembre 2017
Laganà replica all'indipendente Di Blasi dopo l'episodio dell'ultima seduta


Pagliara. Consigliere "intimidito" in Aula, il presidente: “Ho usato il buon senso”

02/12/2017 | POLITICA

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Il presidente Francesco Laganà

Dopo la nota del consigliere indipendente Fiorenzo Di Blasi in merito all’ultima seduta del Consiglio comunale di Pagliara, in cui ha lamentato di essere stato minacciato e intimidito da un cittadino che a seduta in corso si è avvicinato ai banchi sedendosi accanto a lui, è arrivata la replica del presidente dell’assemblea Francesco Laganà, che da noi interpellato aveva già commentato la vicenda spiegando come il signore, da lui chiamato in Aula con l’appellativo di “consigliere”, non si era reso conto che i lavori non si fossero conclusi. Pubblichiamo un suo ulteriore commento sulla questione.

“Il sottoscritto sia l'intero gruppo di maggioranza di cui mi onoro di fare parte ha da sempre stigmatizzato e combattuto qualsiasi forma di prevaricazione e prepotenza in qualsiasi sede e ambito. Mi corre l'obbligo, tuttavia, di fare alcune precisazioni circa il comunicato del consigliere Di Blasi. Durante la seduta in questione ero stato costretto, per via del clima agitato che si era creato in seguito al dibattimento relativo all'ultimo punto iscritto all'ordine del giorno (variazione di bilancio) ed a causa di alcuni interventi non autorizzati del pubblico presente a sospendere la seduta per cinque minuti. Alla ripresa, dopo qualche minuto, si passava a votazione e la minoranza abbandonava l'aula. In quel preciso istante, un signore di ottant'anni seduto in prima fila (parente del consigliere indipendente), credendo la seduta definitivamente conclusa (un signore di ottant'anni può non sapere che andava votata l'immediata esecutività dell'argomento?), si è accomodato accanto al consigliere. Dopo qualche istante l'anziano è stato allontanato dal vigile urbano presente. Chiaramente non sono in grado di dire cos'abbia detto al Di Blasi, ma posso confermare che alla fine dei lavori il protagonista della vicenda (che tutti conoscono come persona mite e perbene), imbarazzato, si è scusato col sottoscritto. Proprio per aver capito le intenzioni, non certo pericolose, dell'anziano, il sottoscritto ha cercato di sdrammatizzare la situazione già tesa per i fatti accaduti in precedenza chiamandolo "consigliere". Mai avrei potuto immaginare che una situazione del genere potesse essere strumentalizzata in questa maniera. Mistificando il reale andamento della seduta, dove piuttosto che discutere dei fatti, si cerca di deviare l'attenzione su cose certamente non consone e non idonee ad un'aula consiliare, ma sicuramente non pericolose come le si vuole fare apparire. Avrei forse dovuto chiamare i carabinieri? Denunciare l'anziano? Come lo stesso consigliere Di Blasi ha dichiarato, ho espresso alla fine dei lavori la mia stima nei suoi confronti. Come ho sempre sostenuto, la politica deve essere praticata nelle sedi opportune anche con toni accesi se è il caso, purché non si vada oltre il limite e si discuta di azioni e fatti concreti. Proprio in questo periodo, delicatissimo a causa degli strascichi di cinque anni di "battaglie", non bisogna gettare benzina sul fuoco inutilmente, quando il fuoco si deve, al contrario, soffocare fino allo spegnimento. Il mio impegno sarà da subito quello di essere ancora più netto e "duro" anche nei confronti del pubblico e dei colleghi durante le sedute se è il caso, ma cercherò di non dover ricorrere mai, come spesso avveniva in passato ad azioni finalizzate ad imbavagliare le idee diverse dalle nostre, ma utilizzerò fin quando sarà possibile il buon senso, perché non bisogna dimenticare che oltre ad essere all'interno di un'aula consiliare, siamo pur sempre una piccola comunità”.


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