Mercoledì 13 Dicembre 2017
Da mesi la consigliera di minoranza non riesce a insediarsi. Ieri altro nulla di fatto


Mandanici, la telenovela infinita della surroga di Loredana Lino

di Andrea Rifatto | 30/11/2017 | POLITICA

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Una seduta del Consiglio di Mandanici

È divenuta una vera e propria telenovela infinita a Mandanici la vicenda della surroga del primo dei non eletti tra le fila della minoranza, Loredana Lino, dopo le dimissioni avvenute a fine dicembre dello scorso anno di Erika Arizzi. Quello che doveva essere un normale avvicendamento in Consiglio si è infatti trasformato in un continuo non voler affrontare la questione, rinviandola non si capisce bene a quando. L’ultimo nulla di fatto si è registrato ieri sera, quando il Consiglio comunale, riunitosi in seconda convocazione vista l’assenza di numero legale alla prima riunione, ha votato una variazione di bilancio ma al momento di trattare la surroga di Lino i consiglieri presenti, ad eccezione della presidente Anna Misiti, hanno abbandonato gli scranni facendo cadere il numero legale. In Aula erano presenti solo cinque consiglieri su dodici (assenti tre esponenti di maggioranza e l’intera minoranza) e in apertura dei lavori il vicepresidente del Consiglio, Giulio Amati, ha proposto l’inversione dell’ordine del giorno chiedendo di voler anticipare la variazione di bilancio perché a suo avviso per discutere della surroga sarebbe stata più opportuna la presenza del gruppo di minoranza. La presidente Misiti ha chiesto invece il ritiro della proposta perché priva di fondamento, ricordando come il Consiglio fosse comunque formalmente costituito e che la surroga è un atto prioritario e dovuto in quanto è necessario che l’assemblea sia ricostituita nel suo plenum, anche a tutela dei lavori consiliari. L’inversione dell’ordine del giorno è quindi passata con quattro voti favorevoli e il voto contrario della presidente. A quel punto è stata discussa e votata la variazione di bilancio, ma solo da tre consiglieri e dalla presidente, visto che il consigliere Gerardo Caffo ha lasciato la seduta dicendo di non conoscere gli atti. In Consiglio non erano tra l’altro presenti neanche il sindaco e gli assessori. Dopo il voto i tre “superstiti” hanno quindi abbandonato la seduta e non è stato quindi possibile discutere della surroga. Una vicenda che si trascina da molti mesi: nella seduta del 31 maggio il primo cittadino, Armando Carpo, ha informato il Consiglio sul fatto che possano sorgere causa ostative in merito all’ingresso nel Civico consesso di Loredana Lino, in quanto tra la sua famiglia (specificatamente il marito) e il Comune vi è un contenzioso dinanzi al Tar su una ordinanza di demolizione per un fabbricato. In quella sede con decisione unanime il Consiglio ha quindi deciso di rinviare l'argomento in attesa di un parere in merito chiesto dal Comune all’Assessorato regionale alle Autonomie locali, che ancora non si espresso e non si sa se e quando lo farà, dopo due solleciti già inviati. Nell'attesa la maggioranza ha comunque deciso di riportare all'ordine del giorno l'argomento ma l'opposizione ha scelto di non presentarsi e continua a rimanere priva di un componente.


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